28.11.2001

QualiPoster è Torino la città  migliore...

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QualiPoster, è Torino la città  migliore Torino, Verona e Piacenza sono nell'ordine le città  italiane migliori sul fronte della qualità  dei poster. E' quanto emerge dai primi risultati presentati da Media Italia e relativi alla prima fase del censimento realizzato tramite QualiPoster, il nuovo sistema di valutazione della qualità  dei poster messo a punto dalla centrale media torinese guidata da Eugenio Bona. A differenza di Audiposter, che fornisce al mercato pubblicitario dati quantitativi (Gpr, copertura), QualiPoster offre ai clienti uno strumento per migliorare la pianificazione scegliendo le posizioni più opportune. Il sistema, progettato nell'autunno del 2000, si basa sull'incrocio di 25 parametri e 95 variabili, assegnati a ciascun impianto da rilevatori specializzati. La rilevazione QualiPoster è stata avviata sul territorio, dopo una fase test, nel febbraio scorso per valutare la singola posizione, i circuiti, le società , le città  e le campagne pubblicitarie. Finora, su 32mila poster esistenti in Italia, ne sono stati censiti 19mila in 12 città , per arrivare alla copertura totale degli impianti entro il 2002. Lo strumento ha permesso a Media Italia di stilare una classifica delle 12 città  monitorate rilevando uno scarto massimo del 30% tra la migliore (Torino) e la peggiore (Lucca). Le differenze tra città  e città  sono dovute a una serie di fattori come, ad esempio, l'entità  degli investimenti da parte delle concessionarie; la maggiore o minore attenzione da parte dei Comuni in fatto di problematiche riguardanti l'arredo urbano; la conformazione delle città  e l'adozione di particolari tecnologie per la messa in opera dei manifesti. Nei primi 10 mesi di quest'anno, secondo i dati forniti da AcNielsen, sono stati spesi sui poster 213 miliardi di lire, il 70,5% dell'investimento pubblicitario sull'esterna. I settori merceologici che invece hanno investito di più sul mezzo sono stati Tlc/Informatica (con una quota del 16,5%), Soc. Enti/Servizi e Istruzione/Editoria con un 11,9% ciascuno.

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