16.11.2002

Torniamo a parlare di decorazione della ceramica

Serss
Un incontro con i tecnici della Ceramica Serenissima di Casalgrande (RE),un'azienda che produce e stampa mattonelle in ceramica
Dopo le quattro chiacchiere su questo argomento con i signori dell'Euroscreen di Sassuolo, ecco adesso un'intervista con l'Ing. Luigi Corradini Direttore di produzione e con il Cav.Lamberto Romani Presidente della Ceramica Serenissima spa di Casalgrande.

Alla base delle lavorazioni, la pressatura della pasta di gres porcellanato
"Quanto fra poco la condurrò per una visita al nostro stabilimento lei noterà  che alla base della nostra produzione, se preferisce alla nascita di una mattonella - mi dice Luigi Corradini - c'è la pressatura di una pasta di gres porcellanato, un impasto che viene acquistato già  pronto e che crea, per l'appunto, la mattonella nelle misure programmate. Successivamente lei osserverà  il prodotto sottoporsi ad un passaggio di essiccamento a 100/130°. Un intervento atto ad asportare dalla mattonella quel 6% di umidità  che la pasta fresca contiene."
La decorazione "Subito dopo, le mattonelle subiscono varie fasi di smaltatura, fasi che possono comprendere oltre che passaggi "a pioggia", anche interventi finali serigrafici, o con rulli che utilizzano il sistema rotocolor, per la stampa del disegno vero e proprio. Accetti però questo concetto di disegno in modo elastico, per disegno dobbiamo spesso intendere non più il fiorellino o altro di qualche tempo fa e che, in un certo senso sono passati di moda, ma - per esempio - l'imitazione della striatura di una pietra, di un mattone cercando di avvicinarci all'aspetto naturale il più possibile fino al ricorrere, dopo la decorazione, a smaltature che hanno il solo scopo di mascherare o di rendere meno percepibile che si tratta di un oggetto realizzato a stampa. Mi permetta di dirle, per renderle più chiaro il concetto di decorazione che le ho descritto, che tutti i passaggi di smaltatura e stampa di una mattonella sono comunque indirizzati, con una funzione univoca, verso la realizzazione dell' effetto finale. Pensi ad un pittore che nella costruzione di un dipinto prima stende - cosà¬, indicativamente - un colore piatto di fondo per la tonalità  generale e poi in successivi interventi anche con vernici di protezione, completa il lavoro allo scopo di dare dimensione ed effetti di colore al suo quadro. La realizzazione di una mattonella - prosegue il mio interlocutore - è quindi composta di varie fasi. La decorazione, della quale vedremo meglio i vari momenti e le tecnologie utilizzate nel corso della visita all'interno dello stabilimento, è comunque una delle componenti più importanti, diciamo che interviene per un 50% nel complesso delle lavorazioni e della loro importanza. Tutto il processo di decorazione termina con la cottura della mattonella in un forno a 1200°C.
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Una nuovo tecnologia, la stampa digitale a getto d'inchiostro
Un'ultima parola sull'argomento decorazione - continua l'ing. Corradini - potrebbe riguardare le nuove attrezzature a getto d'inchiostro che si stanno proponendo al mercato e che si comportano esattamente come una qualsiasi stampante digitale che lavora in quadricromia diretta. Naturalmente, gli inchiostri posseggono le caratteristiche necessarie alla stampa su ceramica. E' però una tecnologia ancora tutta da seguire, vedremo. Secondo me, gli spessori di colore lasciati da questa macchina sono ancora troppo esili per le esigenze della ceramica dove la bellezza, la preziosità , del risultato finale è data anche dalla quantità  di inchiostro rilasciata che deve essere sempre piuttosto importante, specie se parliamo di bianco che ha anche il compito di creare quegli spessori che danno movimento al disegno."
Le macchine da stampa
"Nel settore della ceramica non esistono macchine pluricolore come in altre tecnologie o come nel caso della macchina a getto d'inchiostro della quale le accennavo prima. Da noi, prosegue Luigi Corradini, ogni colore e dato dal passaggio sotto una singola macchina. A seconda del numero di colori necessari, lei vedrà  in azione, quattro, cinque, sei o più macchine affiancate che stampano i propri colori sulle mattonelle trasportate da un nastro. I "clichà©" di stampa sono cilindri vuoti attorno ai quali è applicato il tessuto sul quale viene riportata l'immagine con la tecnica classica, se si tratta di stampa serigrafica, o un foglio di materiale vinilico inciso in incavo (come per le lastre offset) se si tratta della tecnica rotocolor. Gli smalti coloranti vengono inseriti, mediante appositi ugelli iniettori, all'interno del cilindro nella stampa serigrafica; nella rotazione incontrano una racla che li spinge all'esterno. Nella stampa rotocolor il colore è invece rilasciato all'esterno del cilindro mediante l'intervento di una serie di cannelli, una racla avrà  poi il compito di spargere uniformemente lo smalto e farlo penetrare opportunamente nelle parti incise (tenere sempre presente il sistema offset). Generalmente le due tecniche di stampa, almeno da noi, hanno due utilizzi diversi. La serigrafica, stampa il soggetto mattonella per mattonella, sui pezzi posizionati sul nastro trasportatore e distanziati in modo appropriato. Il cilindro rilascia l'impronta di stampa - generalmente non più di tre per cilindro - al passaggio della mattonella che si ferma sotto il cilindro per il tempo necessario. Da tempo sono spariti i sistemi di stampa serigrafica piana. La tecnica rotocolor è invece utilizzata in prevalenza per la stampa di uno stesso soggetto, la riproduzione delle venature di un marmo, per esempio, riprodotto in modo continuo su tutta la circonferenza del cilindro, su una serie ininterrotta di mattonelle poste senza soluzione di continuità  sul nastro trasportatore che, naturalmente, scorre a velocità  controllata ed ininterrotta senza, quindi, l'esigenza di fermi della mattonella come nella tecnica serigrafica. Con quest'ultimo sistema, il risultato finale sarà  diverso per ogni mattonella e ne aumenterà  l'effetto "naturale" in modo veramente efficace. La definizione delle due tecniche è chiaramente a favore, ma questo dovrebbe essere noto a tutti, della stampa serigrafica, mentre la velocità  di produzione è più alta nella rotocolor. In entrambe le tecnologie, apposite cellule fotoelettriche permettono, quando necessario, la cura del registro di stampa.
Gli inchiostri o, meglio, le paste
Questo è un passaggio dell'intervista che illustra un momento della tecnica per la stampa su ceramica che, probabilmente, non è conosciuto da tutti. Certo, per molti di voi non è certamente una novità , per altri lo è solo in parte, per altri ancora, a causa della specificità  del settore, potrebbe invece esserlo. Come sapete, e questo dovrebbe essere noto a tutti, i colori usati nella stampa su ceramica sia con la tecnologia serigrafica, sia con la tecnologia rotocolor non sono inchiostri, ma paste. Paste che, cosଠcome succede in altri settori come quello della stampa su vetro, per esempio, assumono la tonalità  desiderata solo dopo il passaggio di cottura. Negli stabilimenti dove si stampa la ceramica c'è però un'ulteriore differenza. "Nel nostro settore non esistono paste "pronte" - mi dice Luigi Corradini. In ceramica non esistono fabbricanti di colori pronti come in tutti gli altri settori. Ogni azienda si costruisce in casa la proprie paste forse anche perchà© ognuno di noi ha una propria tecnologia, dei propri segreti se preferisce, nella certezza che, la propria tecnologia di approntamento della pasta con i suoi segreti e la possibilità  di correggerne le tonalità  in ogni momento della lavorazione, è migliore di quella delle concorrenza per l'ottenimento di un prodotto più qualificato. A parte i vari dosaggi dei quali non si aspetti che le parli, il processo di approntamento della pasta è assolutamente semplice. Prendiamo una resina od un olio particolare, che fungerà  da veicolo, aggiungiamo le basi (monocomponenti o pluricomponenti a seconda del lavoro da realizzare) e i pigmenti o gli ossidi necessari, impastiamo, raffiniamo e la pasta è pronta. Naturalmente, come tutti sanno, al momento dell'impiego, a seconda della tecnologia di stampa cui si ricorre e della porosità  dello smalto di fondo, l'utilizzo della pasta avverrà  con viscosità  più o meno alte (maggiore nella serigrafica, inferiore nella tecnologia rotocolor)".
Quattro parole sulla Ceramica Serenissima spa, un'azienda che fa tendenza
"La nostra azienda nasce nel 1969 per la produzione di pavimenti e rivestimenti in bicottura smaltata, mi dice il Cav. Lamberto Romani che nel frattempo si era unito a noi, un dinamico sessantacinquenne, fondatore ed attuale Presidente del Gruppo. Nel tempo la Serenissima si trasforma prima in azienda per la produzione di mattonelle per pavimenti in monocottura pasta rossa, quindi in pasta bianca, per poi orientarsi decisamente nella produzione di piastrelle in gres porcellanato smaltato. Nel 1993 acquisiamo la Ceramica CIR spa, un'azienda specializzata nella produzione di piastrelle 10x10 in monocottura e porcellanato che, pur facendo parte del gruppo, conserva il proprio marchio ed opera con una propria rete commerciale. L'anno 2000 ha portato la CIR all'acquisizione del marchio C.A.P.R.I. per il settore rivestimenti per bagni e cucine e all'acquisizione da parte della Serenissima della Ceramica ELLEDUE produttrice di pavimenti in monocottura e porcellanato smaltato. Come può intuire, in questo modo - precisa Lamberto Romani - il nostro Gruppo integra e completa la gamma di prodotti per pavimenti e rivestimenti per interno ed esterno. La nostra, se mi permette un piccolo motto di orgoglio, è un'azienda che fa tendenza per la sua capacità  di proporre al mercato prodotti nuovi. Inidirizzi che poi faranno, come le dicevo, moda. Del Gruppo fanno parte, in qualità  di soci di maggioranza, anche i miei figli, il dott. Giorgio (quarantaduenne) e il dott. Paolo (trentaseienne). Il Gruppo agisce su tre stabilimenti produttivi e tre depositi commerciali per un'area complessiva di 146.000 mq dei quali 38.000 coperti. I dipendenti sono 275. La produzione giornaliera di mattonelle è di 16.000 mq. al giorno per un totale annuo di oltre 4.500.000 mq. e per un fatturato annuo, cifra che si riferisce all'esercizio 2001, di 50.000.000 di Euro. Se preferisce un riferimento più preciso, territoriale, continua il mio interlocutore, le posso dire che l' 80% del fatturato riguarda l'Estero mentre il 20% l'Italia. Il Gruppo produce e propone al consumatore, in una specie di servizio completo e dopo opportuni test sulla qualità  e l'aspetto, dal tipo di mattonella, al soggetto, alla decorazione per una grandissima serie di formati dal 10x10 al 60x60. La nostra organizzazione logistica permette poi la consegna del nostro prodotto, entro le 48 ore, in tutto il mondo. I nostri clienti sono rivenditori diretti al pubblico che scelgono i soggetti da una serie di nostri cataloghi."

Nino Fichera (effenino@tiscalinet.it)

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