16.07.2005

QUANDO LA SERIGRAFIA E' MOLTO DI PIU'

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QUANDO LA SERIGRAFIA àˆ MOLTO DI PIÙ
La "nobililitazione dello stampato"
Molti dei non addetti ai lavori ritengono la serigrafia una tecnica di stampa affiancabile o, addirittura, alternativa ad altre tecniche di stampa come l'offset, la rotocalcografia, la flexografia, la tipografica,ecc.. La ragione probabile va individuata nel fatto che queste persone non si sono mai soffermate più di tanto sul fatto che la serigrafia, oltre a "stampare" nel senso più comune della parola, permette la realizzazione di simpatici effetti come il "gratta e profuma" che ci permette di andare oltre dalla bella fotografia di una rosa percependone il profumo, il "gratta e vinci" utilizzato da molti concorsi a premi, il glitter che permette quel festoso effetto brillantini che arricchisce molti stampati e pubblicazioni, ecc. Parliamo di "nobilitazione degli stampati", una serie di effetti ottenibile grazie alla tecnica serigrafica.
L'argomento è certamente affascinante, per saperne di più siamo andati a trovare la Special Print di Monza e dove abbiamo incontrato Claudio Parietti Direttore Commerciale del Gruppo Litover di cui fa parte la Special Print e Antonio Villa Direttore Tecnico della Special Print.

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Signor Parietti, ci faccia capire, prima di tutto, perchà© un'azienda ha deciso di dedicarsi in modo specifico a lavorazioni come quelle accennate. Ci presenti la Special Print."
"La Special Print, inizia Claudio Parietti, è nata circa cinque anni fa all'interno del Gruppo Litover a seguito di una precisa esigenza delle altre aziende del Gruppo che si trovavano frequentemente ad affrontare richieste di lavori serigrafici ed, in particolare, di lavori di "nobilitazione" su stampati offset che andavano, per l'appunto, dal glitter alla stampa a caldo, al gratta e profuma, alla verniciatura, alla stampa a caldo, ecc. Tecniche per la cui realizzazione occorrono esperienze e capacità  che vanno oltre la pura tecnica di stampa serigrafica anche se questa, per la maggioranza dei lavori, ne forma la base.
Oggi la Special Print si estende su un territorio di 1.200 mq, in ampliamento ed occupa 25 dipendenti. I suoi più importanti clienti sono: stampatori offset e case editrici provenienti prevalentemente dal Nord Italia. Servizio, velocità  di esecuzione dei lavori e completezza di gamma sono i fattori di successo che hanno portato la Special Print ai livelli attuali.
Per chiarire meglio l'esigenza che vi ha portati alla costituzione della Special Print e quali i risultati ottenuti, ci dice quale è oggi il peso economico della Special Print all'interno del Gruppo Litover?
"La Special Print è un'azienda che nel 2004 ha fatturato per un totale di Euro pari al 30% del fatturato totale del Gruppo Litover che di 16.000.000. Credo che queste cifre rispondano al meglio alla questione posta."
Le attrezzature della Special Print
"La Special Print utilizza due macchine serigrafiche 70x100 e una 100x140, tutte piane, e la recentissima Sakurai Maestro, un macchina a cilindro, la prima in Italia di questo tipo, con uscita ad alta pila, con forno ad aria calda a 3 campate, due lampade UV, tappeto aspirante, da una velocità  di 4.000 fogli ora. Formato 70x100.
L'attrezzatura che le ho elencato ci permette di affrontare ogni tipo di lavoro, sia nei formati, sia nei supporti che andranno dalla carta al sintetico, dalla carta leggera, al cartone, dai 90 gr. agli 800 gr. Oltre alle serigrafiche la Special Print utilizza anche 4 macchine per la stampa a caldo tra cui due pianocilindriche con la possibilità  di lavorare formati dal 18x23 all' 80x120 più una linea di plastificazione DRY 100x140.
Poco fa ci ha parlato di nobilitazione degli stampati. Di cosa si tratta? "Per rispondere alla vostra domanda mi piace ricorrere ad un termine utilizzato in una nostra campagna marketing: "la nobilitazione è il maquillage dello stampato".
Un'assieme di tecniche, quindi, che completano lo stampato o la pubblicazione dandogli maggiore pregio, visibilità  e bellezza: un valore aggiunto che va ad aumentare l'impatto pubblicitario rendendolo, in alcuni casi, anche piacevole non solo alla vista, ma anche al tatto. "
Quali sono le esigenze che orientano i vostri clienti verso la nobilitazione degli stampati?
"Di base l'esigenza che promuove il ricorso alle nostre tecnologie è il miglioramento dell'impatto visivo ed un maggiore pregio dei loro prodotti. Non è però il caso di citare le esigenze di ogni cliente specifico, ci dilungheremmo troppo; possiamo però affrontare l'argomento riferendoci ai gruppi merceologici più importanti come, per esempio, il settore editoriale. Mi i riferisco principalmente a prodotti venduti in edicola, prodotti che, in questi ultimi anni, hanno presentato, e presentano tuttora, un impoverimento del loro interno a favore dell'abbellimento della copertina o degli inserti, grazie alle tecnologie delle quali stiamo parlando. All'interno del settore editoriale classico possiamo poi dare un'importante evidenza anche alla parte rivolta ai bambini ed agli adolescenti ai quali il mercato si rivolge sia con pubblicazioni scolastiche, come quaderni e diari, sia con prodotti di svago. Subito dopo al settore editoriale posso citare il settore pubblicitario, vuoi per campagne vere e proprie, vuoi per la realizzazione del materiale stampato che accompagna i prodotti come pieghevoli, brochure, carta da pacchi, ecc.. Naturalmente e molto spesso, i nostri clienti diretti sono stampatori con le loro esigenze specifiche quando il loro prodotto è rivolto, per esempio, all'alta moda piuttosto a prodotti alimentari. Esigenze che poi si riflettono per forza di cose sul nostro lavoro.
Proviamo ad affrontare l'argomento sotto l'aspetto tecnico.Quali sono le differenze principali rispetto ad una stampa serigrafica normale?"
Il processo serigrafico di base - dice Villa inserendosi - non ha alcuna differenza nei confronti del processo serigrafico classico, abbiamo cioè una cornice, un tessuto, un'emulsione, una racla e un raschietto e,naturalmente, un supporto su cui stampare. Le differenze emergono se parliamo di "inchiostri" o, meglio, di veicolo. Veicolo che non si limita unicamente, come nel caso degli inchiostri classici a trasportare i pigmenti dei vari colori, ma particelle di una certa dimensione come i granuli del glitter o le capsule del gratta e profuma."
Entriamo adesso un po' più nei dettagli
I telai. "I telai utilizzati per queste lavorazioni devono utilizzare un tessuto con maglia sufficientemente larga, riprende Villa. Questa, parlando di telai, è forse l'unica differenza importante nei confronti della serigrafia conosciuta come classica. I tessuti dei telai per la stampa dei granuli del glitter o delle capsulette del gratta e profuma o, in ogni caso, delle vernici possono, infatti, variare dai 34 - 55 fili, mai, comunque, oltre. Per contro, diametro dei fili è soggettivo e spesso basato sull'esperienza dell'operatore di macchina che opererà  sulla base del soggetto da stampare; altrettanto soggettivo può essere anche il valore della tesatura, valore subordinabile, per esempio, alla quantità  di prodotto che si vuole depositare sul supporto. Per i veicoli che trasportano particelle di una certa dimensione la nostra esperienza suggerisce valori attorno ai 24 Newton. Naturalmente, come sempre, più il telaio è piccolo e più otterremo un inchiostrazione omogenea, mentre nel caso, per esempio, di un telaio 100x140 si corre il rischio di non poter controllare bene l'inchiostrazione ai limiti del quadro. Anche la racla - ma è normale - ha la sua importanza nel passaggio dell'inchiostro e nella sua quantità ; più la inclineremo, più inchiostro passerà  attraverso le maglie.
Nel caso del glitter, proprio per la natura della pasta, la racla ha però bisogno di una maggiore inclinazione e di una maggiore morbidezza e, spesso, di una smussatura del filo. Va tenuto, infine, presente che, molto spesso, i lavori in glitter, a rispetto dell'effetto finale previsto, prevedono spessori di inchiostro molto importanti perciò direi che le caratteristiche della racla e la sua regolazione sono certamente più importante che nei lavori normali."
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Gli inchiostri, o meglio, i veicoli. Non si discostano molto dai veicoli degli inchiostri classici. Sono veicoli a base acqua, UV o a solvente nei quali saranno dispersi vuoi capsule, vuoi cristallini, vuoi coloranti luminescenti. L'unica diversità  è nella densità  che sarà  adattata alle varie lavorazioni.
E' l'emulsione? "L'utilizzo di un'emulsione piuttosto che un'altra, è subordinato al tipo di lavoro che dobbiamo eseguire e al tipo di veicolo che utilizzeremo e alla tiratura, senza dimenticare che, per alcune lavorazioni, esiste la possibilità  di una maggiore usura dell'emulsione dovuta all'abrasività  degli eventuali granuli contenuti e, quindi, l'esigenza di utilizzare un'emulsione più resistente."
La velocità  di stampa indica valori diversi da quelli di una lavoro serigrafica normale? "Si, ma non grande grande evidenza. Se su una macchina piana, per un lavoro normale, giriamo a 1.800 fogli per il glitter giriamo a 1.500." Naturalmente questo dato dipende anche dalla macchina che si sta utilizzando. Un rotativa come la nostra nuova Sakurai Maestro permette certamente velocità  più alte."
L'asciugatura, i sistemi e i tempi, le temperature. Proviamo a parlarne? "Volentieri, continua il Direttore Tecnico della Special Print, ma dovrebbe essere comunque tutto abbastanza comprensibile. Come credo di avere già  accennato, per la stesura dei nostri prodotti noi possiamo utilizzare, secondo le necessità , veicoli UV a solvente o all'acqua. Le stampe ottenute passeranno poi in forni UV o ad aria calda sulla base delle caratteristiche della vernice utilizzata. In entrambi i casi, come sempre, occorrerà  tenere conto degli spessori della vernice depositata sul foglio e stabilire le temperature ed i tempi di passaggio sotto nei rispettivi forni."
Nelle vostre lavorazioni esistono formati minimi e massimi? Posso, volendolo, partire dal filetto sottile alla copertura completa di un foglio 100x140? "Questo dipende dal prodotto che si sta trasferendo sul supporto. Per quanto riguarda un eventuale formato massimo, non ci sono problemi. Se il cliente lo desiderasse, potremmo coprire in modo completo un foglio 100x140 senza problemi.
In certe lavorazioni, come il glitter, come si può intuire, i problemi esistono nella realizzazione di filetti molto sottili, filetti che, frequentemente, devono andare anche a registro col disegno sottostante. In questi casi molto dipenderà  dallo spessore delle particelle, dalla consistenza della veicolo che le trasporta e dalla conseguente larghezza delle maglie del telaio oltre che dallo spessore della carta la quale, idealmente, sarebbe bene non scendesse mai sotto i 120 grammi per metro quadrato. "
Signor Villa, per finire, mi dice se, secondo lei, un serigrafo che non ha mai affrontato l'argomento "nobilitazione" può affrontare con facilità  le varie lavorazioni?
Certamente, io stesso, ma anche i nostri collaboratori, oggi molto bravi, non avevo mai affrontato prima queste "problematiche", pur conoscendo alla perfezione la tecnica serigrafica. Adesso dopo, quasi cinque anni, facendo esperienze sulla nostra pelle, abbiamo raggiunto i livelli che lei conosce.
Quindi, la mia risposta alla sua domanda è: sà¬, chiunque può realizzare questo tipo di lavorazioni. Sono però necessari mesi e mesi di esperimenti e, prima di tutto, occorre la consapevolezza che questo tipo di inizio, come ogni inizio, ha dei costi, i costi cioè relativi al tempo impiegato nei tentativi e i costi di tutto quel materiale che, pur a malincuore, si sarà  costretti a buttar via.
Un altro suggerimento che posso dare è quello di affiancarsi sempre all'azienda che realizzerà  la stampato su cui interverremo poi con le nostre lavorazioni. Osservando assieme il bozzetto di partenza, saremo in grado di impaginare opportunamente il lavoro stabilendo, all'occorrenza, anche in quale direzione deve entrare in macchina il foglio per fare in modo che il lavoro possa essere disposto in posizione corretta rispetto al percorso della racla o alla presa delle pinze.
Per questa ragione, la Special Print ha, peraltro, un proprio reparto adibito alla soluzione dei problemi che ho appena accennato.
A questo punto dell'incontro abbiamo chiesto al Signor Villa e al Signor Parietti di fornirci qualche dettaglio maggiore sulle lavorazioni delle quali abbiamo parlato.
Il glitter. "E' l'utilizzo, diciamo industriale, di quegli effetti che si ottenevamo, ma ai quali si ricorre ancora oggi, nella decorazione con la "porporina" di oggetti in occasione di festività  come quelle di Natale o Pasqua.
E' una tecnica serigrafica con esigenze specifiche relativamente al telaio (larghezza della maglia) e nella velocità  di stampa. Il veicolo è una veicolo che ospita granelli riflettenti che creeranno poi l'effetto "brillantini" e si presenta sotto due forme diverse: UV (in modo particolare) e a solvente. Secondo il risultato che si vuole ottenere questa vernice può, inoltre, essere più o meno densa permettendo risultati diversi nell'evidenza esterna dei brillantini che saranno più percepibili con l'uso di una vernice densa, che li terrà  in superficie rendendoli anche più avvertibili al tatto o meno evidenti. L'utilizzo di un veicolo più fluido li farà  invece affondare al suo interno rendendoli, quindi. meno evidenti. Occorre, infine, tenere presente il colore della stampa sulla quale dovremo depositare il glitter, colore che influenzerà  gli stessi cristallini e al quale dovremo subordinare il risultato finale del nostro lavoro. "
Restiamo sul glitter, spesso si parla di problemi che sorgono nella fase di taglio. "Si è vero, continua Villa, quello al quale si riferisce la vostra domanda, è forse uno dei problemi più importanti, anche se facilmente superabili, dei lavori in glitter.
Si sa che i tagliacarte che si utilizzano nelle aziende grafiche, oltre alla lame, sono forniti di un "pressino" che ha il compito di impedire alla mazzetta di fogli di muoversi durante il taglio. Se questo pressino che, in funzione può raggiungere una pressione di 2.000 kg, va ad appoggiarsi sulla parte del foglio che contiene un lavoro in glitter, che, come abbiamo detto, ha spessori maggiori a quelli di un inchiostro normale, andrà  a produrre sui fogli sottostanti, quasi come un timbro a secco, un segno con la sagoma del lavoro in glitter del foglio precedente.
Come ho detto è un problema, comunque, superabile. E, infatti, sufficiente che il cliente, o il suo grafico, tenga presente questo piccolo inconveniente ed impagini il lavoro di conseguenza.
Altra possibilità  è di tarare il pressino riducendogli la forza di pressione; questo però condurrebbe alla necessità  di ridurre la pila in più mazzette composte da un basso numero di fogli con notevoli perdite di tempo. Il problema, praticamente, non sussiste però nel caso di lavorazioni che con fogli di un certo spessore."
Il Gratta e Vinci (scratch off) . E' una tecnologia molto conosciuta e molto attuale. I sistemi utilizzabili sono moltissimi. Alcuni validi alcuni meno. Il Gruppo Litover, e specificamente la Special Print, ricorre ad un processo che prevede un primo passaggio di verniciatura serigrafica UV a registro, per formare una barriera che garantisca la protezione del messaggio nascosto nei confronti della successiva grattabilità  della copertura finale, sempre serigrafica, in oro, argento o altro.
Gratta e profuma. Anche questa è una lavorazione di ambito serigrafico tramite la quale è applicata sul supporto una vernice a base acquosa, però leggermente opacizzante, nella quale sono state disperse del microcapsule. Microcapsule che, alla rottura ottenuta mediante una piccola pressione, sprigionano profumo.
Il profumo può rientrare nella profumazioni classiche o costruito specificamente sulle esigenze del cliente o del prodotto da presentare.
Le verniciature luminescenti. E' un processo che permette di percepire, al buio, una certa grafica.
L'effetto si ottiene depositando una vernice che contiene pigmenti particolari che permettono la luminescenza. Com'è noto, la vernice depositata sullo stampato si carica di giorno, o alla luce di una lampada, per poi rilasciare al buio la luminosità  assorbita.
La verniciatura spessorata. Può essere lucida o colorata. Si utilizza per dare spessore a titoli o a fondi più o meno grandi. La tecnica è serigrafica e si utilizzano emulsioni, con spessori maggiori, di quelli utilizzati per la serigrafia classica, e, quindi, con calamai di profondità  e capacità  strettamente collegate con i risultati che si vogliono ottenere. Esistono due tipi vernici per questo tipo di lavorazione: il classico che da spessori medi, più facile da lavorare ed una vernice ad altissimo spessore risultati in un certo modo governabili anche dalla lavorazione particolare del telaio.
La stampa a caldo (hot foil stamping) o trancia . E' forse il sistema più conosciuto del settore della nobilitazione. Com'è noto si tratta del trasporto "a caldo" di una lamina molto sottile (12-14 micron) in film di poliestere (o simili) di vari colori (dall'oro ai colori pastello, ai film olografici) su forme in rilievo.
La stampa avviene, mediante l'utilizzo di matrici in rilievo, generalmente in magnesio, portate a temperatura variabili dai 90 ai 200 gradi centigradi, sia in piano sia col sistema piano cilindrico o rotativo e può essere realizzata oltre che su carta e cartone, su pelli, gomma, plastica, ecc.
La sbalzo a secco. Con questa tecnica si ottengono quei rilievi che in certe lavorazioni si usa dare a titoli, slogan, ecc.
Nino Fichera
(effenino@tiscali.it)

(per maggiori dettagli:0392140332 - e-mail: specialprint@interfree.it)

(l'articolo è stato realizzato per conto della rivista Graph Executive ed inserito nel numero di giugno della stessa rivista)

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