1.04.2005

PARLIAMO DI PLASTISOL – seconda parte

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La stampa del tessuto
PARLIAMO DI PLASTISOL - seconda parte
Presentazione, formulazione e suggerimenti d'utilizzo. Una serie di indicazioni formulate con la collaborazione dei laboratori dell'Amex di Villa Guardia (Como)
POLIMERIZZAZIONE e TESSUTO
La polimerizzazione è il processo di fusione che converte il plastisol liquido in un composto solido e flessibile. Sufficiente calore e tempo permettono al plastisol di essere abbastanza forte per sopportare strofinamenti e lavaggi.
Per controllare che la carica di plastisol depositata sul tessuto sia in grado di formare un disegno plastico e solido, si potrà  controllarne la raggiunta polimerizzazione tirando e tendendo il tessuto che ospita il disegno. Se il disegno si spezzerà , la polimerizzazione non è raggiunta. Sarà , probabilmente, sufficiente aumentare la temperatura e i tempi nel forno. Graffiare e premere sul disegno sono altrettanti test possibili e veloci da effettuare quando la stampa è fredda.
· I plastisol sono termoplastici e quindi richiedono temperature e tempi specifici per completare la loro polimerizzazione.
· Le resine e i plastificanti determinano il tempo e la temperatura per ogni diverso plastisol. La massa di inchiostro sul capo determina la durata di esposizione nel forno.
· Se l'inchiostro è stato modificato con additivi, allora i tempi e/o le temperature devono essere aumentati per ottenere la completa fusione. La completa polimerizzazione permetterà  la massima tensione e estensione, per contro, una polimerizzazione non completa farà  rompere la stampa e probabilmente non resisterà  al lavaggio.
· Quando l'inchiostro è ben polimerizzato la stampa resisterà  più a lungo del capo stampato! Molti problemi di lavaggio sono dovuti alla temperatura sbagliata (es. la temperatura è troppo bassa per la fusione, o il tappeto del forno è troppo veloce).
· Il plastisol sul capo comincerà  a salire di temperatura non appena entra nel forno.
· Il calore si muove dai profili esterni del film di inchiostro verso il centro.
· Quando la massa completa raggiunge i 160°C ( o la temperatura raccomandata) l'inchiostro sarà  polimerizzato. Questo spiega eventuali variazioni dei tempi nel forno. Più massa di inchiostro, più tempo (non temperatura) ci vorrà  per raggiungere una polimerizzazione completa.
· Alcuni forni sono equipaggiati con pannelli IR all'inizio e/o alla fine. Questo permette al plastisol di raggiungere immediatamente la temperatura, anche se questi pannelli non sono specificatamente richiesti in quanto oggigiorno i forni a gas garantiscono l'opportuna efficienza.
Problemi che possono causare una polimerizzazione incompleta:
1. temperatura del forno troppo bassa
2. velocità  troppo alta del tappeto del forno
3. umidità  nel capo da stampare
4. l'inchiostro è stato diluito
Un aumento nella velocità  del tappeto di trasporto del supporto stampato comporterà  una fusione incompleta del plastisol. E' evidente che la velocità  del tappeto di trasporto non potrà  che influire sui tempi di polimerizzazione completa dell'inchiostro depositato sul capo.
Una diminuzione della temperatura del forno comporterà  lo stesso problema: il plastisol non sarà  stato sottoposto al calore sufficiente per polimerizzare. Se il problema è che il vostro capo è sensibile alle alte temperature, usate la serie di plastisol che polimerizza già  a 135° C.
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UMIDITA'
Alcune indicazioni importanti:
.L'umidità  contenuta da un capo da stampare evaporerà  nel forno, causando un abbassamento di temperatura.
· Cotone e nylon contengono umidità : cotone 6% e nylon 13%.
·Quando l'umidità  evapora dal capo, il capo stesso viene sottoposto ad un leggero restringimento. Ecco perchà© è meglio pre-riscaldare o pre-flashare un capo in nylon prima di stamparlo. Se si stampa a più colori senza pre-riscaldare, l'area del disegno si restringerà  e potrà  creare fuori registro.
·Quando si stampa 100% cotone, l'umidità  abbasserà  la temperatura del forno e si otterrà , quindi, una fusione incompleta. Per evitare tale problema si può intervenire: a) passare il capo nel forno giusto prima di stamparlo
. Rallentare la velocità  del tappeto in modo da far evaporare l'umidità  e, quindi, polimerizzare l'inchiostro.
. Non dimenticare di testare la stampa per verificare la fusione dell'inchiostro all'uscita del forno per constatare e riconoscere eventuali problemi correlati all'umidità .
Ecco adesso cinque semplici e veloci metodi per testare una polimerizzazione completa:
1. Temperatura del forno (rif. scheda tecnica per ogni specifica serie di prodotto)
2. Tempo nel forno ( riferito alla massa di inchiostro e al tipo di forno)
3. Test di estensione
4. Test di sfregamento
5. Test di lucidità  ( non applicabile per colori opachi)
ed i suggerimenti relativi ai dati di esposizione:
Impostare la velocità  del tappeto (1½ minuto alla partenza). Impostare la temperatura ( abitualmente attorno ai 160°C.). Porre un pezzo di tessuto sul tappeto, della stessa larghezza del forno.
Mettere una termo-striscia sulla destra, una sulla sinistra, una nel centro e una su tutti i lati.
Se ci sono delle variazioni fra i 5 e i 10 °C. impostare il lato più basso a 160 °C.
Non è negativo per il plastisol se la temperatura del forno raggiunge i 177° C. In questo caso, aumentare il flusso d'aria nel forno per non bruciare il tessuto.
Non dimenticare, comunque, che se il plastisol non raggiunge i 160°C, il plastisol non polimerizza.
Una volta stabiliti il tempo e la temperatura, mettere un capo stampato nel forno e, una volta raffreddatosi, effettuare i vari test : test di estensione (tirare la stampa per verificarne la plasticità ), test di sfregamento: sfregare un tessuto bianco sulla stampa. Questo deve rimanere bianco e pulito.Se il disegno si rompe , non è lucido e/o allo sfregamento lascia del colore, vuole dire che il plastisol non è polimerizzato. Rallentare quindi il tappeto (notare:questo aumenterà  la temperatura) e controllate le temperature a velocità  bassa. Regolarla se necessario e ripetere i test di polimerizzazione.
Se l'inchiostro è penetrato nelle fibre, come per una lavoro in quadricromia o stampe a mano morbida, i test di estensione e di lucidità  non sono effettuabili.
Limitarsi a controllare la stampa con il test di sfregamento.
MIGRAZIONE DEI PIGMENTI Negli ultimi anni le aziende stanno richiedendo, sempre più frequentemente, a trattamenti post-stampa per tingere o ammorbidire i capi. Per la sua natura chimica il plastisol reagisce e reticola ad una certa temperatura, cioè 160°C. Occorrerà , quindi, prestare la massima attenzione alle temperature raggiunte durante questi trattamenti e alle sostanze utilizzate. La massima attenzione, quindi, a volte succede che, anche se il serigrafo ritiene di essersi attenuto alle normative di utilizzo possono verificarsi degli inconvenienti.
Non dimenticare che, in quelle operazioni, possono influire sia le temperature di lavaggio presso la tintoria, sia il tipo di assorbenza del capo stesso. Il fenomeno che può accadere è la migrazione del pigmento soprattutto quelli contenenti del rosso; la soluzione è utilizzare pigmenti a basso sanguinamento - che però, com'è noto, hanno un costo elevato. Controllare quindi la polimerizzazione ed avvisare la tintoria informandola che, non tanto le sostanze chimiche, quanto le temperature e le modalità  potrebbero danneggiare la stampa, quindi è loro responsabilità  di verificare la resistenza prima di sottoporre i capi stampati a qualsiasi trattamento.

Nino Fichera

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