29.01.2005

LA VERNICIATURA SERIGRAFICA

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Ecco come la serigrafia può dare una mano ad altre tecnologie di stampa
LA VERNICIATURA SERIGRAFICA
Se ne parla poco, certo non quanto si parli di selezioni, di pellicole di fotolito, di supporti stampa, di inchiostri, di sistemi di asciugatura, di macchine e chi più ne ha più ne metta. Per contro la verniciatura serigrafica meriterebbe invece una posizione migliore, in un'ipotetica scala dei valori, per la sua duttilità  e per tutte quelle volte che da una mano a lavori vuoi per la non "perfetta" impostazione grafica e vuoi per certi risultati di stampa.
Per parlare di questo "parente povero" della stampa, siamo andati a trovare il Sig.Agostino Doldi della Lechler di Luisago (Como) pregandolo di illustrarci i principi di base della tecnologia.
Per uno dei prossimi numeri della rivista è in programma l'incontro con uno stampatore che potrà  parlarci delle proprie esperienze al riguardo.
Sig. Doldi, cominciamo a parlare di vernici cercando di creare un punto base per il nostro incontro: quante sono le vernici utilizzabili per la stampa e quali sono le loro e quali sono le loro caratteristiche di base?
"Nei lavori di verniciatura serigrafica possiamo parlare di processi di verniciatura rivolti ad operazioni di nobilitazione dello stampato dove lo scopo è di modificare, impreziosire la stampa, modificando la finitura, evidenziando particolari, ecc. La verniciatura serigrafica è utilizzata anche con la funzione tecnica di migliorare le "prestazioni" di uno stampato, per esempio di aumentarne la resistenza meccanica, la resistenza chimica, la resistenza alla radiazione UV, ecc. In ogni caso, possiamo incontrare differenti aree con effetti "gloss" (lucido) o "mat" (opaco). In linea di massima si tratta di prodotti assolutamente trasparenti o leggermente giallognoli secondo le materie prime che si utilizzano. In modo specifico, quanto parliamo di serigrafia, possiamo riferirci a vernici UV, acriliche, vernici poliuretaniche e di altra natura. Esistono anche prodotti a base acqua, ma sono rivolti al settore della stampa litografica o flessografica e sono unicamente vernici utilizzate per scopi di pura finitura senza, però, grossi effetti di lucido. Alcune vernici contengono additivi che consentono di filtrare le radiazioni UV. Queste vernici sono utilizzate qualora lo stampato debba resistere a lungo in esterno. Tali vernici sono, normalmente, a base solvente, ma si possono utilizzare anche in prodotti UV, in questo caso funzioneranno da filtro anche per la luce UV necessaria alla polimerizzazione."
Si parla spesso di verniciature con riserva, ci dice cosa sono e qual è -o quali sono - le loro formulazioni di base?
"La verniciatura su riserva è, se vogliamo, l'utilizzazione maggiore in ambiente serigrafico in quanto, in caso contrario, si ricorre generalmente a verniciature in macchina ad area piena, spesso ottenute direttamente dalla macchina offset che però, depositando quantità  inferiori di vernice, producono effetti meno evidenti e brillanti rispetto alla serigrafia. La vernice serigrafica per lavori con riserva utilizza vernici con una viscosità  media, al fine di ottenere, oltre alla brillantezza, anche una discreta definizione dei dettagli."
E ancora, per le verniciature con riserva è consigliabile utilizzare vernici UV o acriliche a solvente?
"La differenza sostanziale appare evidente nella lettura della formulazione degli inchiostri. In quella degli inchiostri a solvente notiamo la presenza almeno un 50/60% di solvente, un componente assolutamente volatile che permetterà  un deposito certamente inferiore a quello della pellicola rilasciata dalle vernici UV che garantiscono un deposito molto vicino al 100% e, quindi, spessori, valori cromatici e brillantezze maggiori. Le vernici UV sono ultimamente preferite anche per la loro maggiore lavorabilità , velocità  di produzione e maggiore brillantezza, oltre al fatto che, non contenendo solventi, consentono un minore impatto ambientale ed una migliore tutela della salute degli operatori. "
Le vernici di cui abbiamo parlato, sono molto diverse dal veicolo base di un inchiostro?
"Certamente no, riprende il Sig. Doldi , la vernice per sovrastampa parte, di base, dallo stesso semilavorato utilizzato per gli inchiostri. Se prendiamo ad esempio di una vernice a solvente, vediamo che abbiamo, nella sua composizione, una resina, un solvente ed una serie di additivi. In un inchiostro a solvente vedremo un veicolo base come quello della vernice con additivi che daranno la colorazione all'inchiostro (pigmenti) e additivi per facilitare la coprenza. Le vernici per la stampa, con la loro esigenza di trasparenza e brillantezza, hanno, quindi, una formula più semplice a quella degli inchiostri, non dovendo ricorrere, come si può intuire, a questi ultimi. In conclusione, possiamo dire che una vernice trasparente non è altro che lo stato iniziale di un inchiostro, quindi, sia si parli di un prodotto a base solvente sia si parli di un prodotto a polimerizzazione UV."
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Le vernici per la stampa serigrafica sono subordinabili ai vari tipi di supporto sui quali è stampato il lavoro da verniciare?
"Tutte le vernici per serigrafia sia a base solvente, sia a base UV hanno una propria gamma di adesione precisa anche se non esistono, in assoluto, prodotti mirati o dedicati Posso, per esempio, riferirmi ad una vernice con una buon'adesione sul PVC che potrebbe avere un'adesione altrettanto valida su carta e cartone, mentre potrebbe avere adesione scarsa, se non nulla, sulle laminazioni in OPP, situazione, questa, che troviamo spesso nella nobilitazione di lavori realizzati in offset.
E' forse il caso di dire, vuol precisare Doldi, che l'effetto lucido in certi lavori, quasi sempre offset, è spesso evidenziato anticipando la verniciatura lucida con una laminazione opaca. "
E, ancora, le vernici per la serigrafica devono essere subordinate al tipo di inchiostro utilizzato per la stampa?
"Normalmente possono sorgere problemi nella incompatibilità  dei sistemi utilizzati dai due prodotti (solvente o UV). Nella maggior parte dei casi chi eseguirà  il lavoro conosce questo tipo di regola.
Un ulteriore principio da non dimenticare è che la stampa realizzata, vuoi in serigrafia, vuoi in offset o vuoi con altre tecniche è che, prima dell'operazione di verniciatura, i fogli stampati devono essere assolutamente secchi e possibilmente senza residui di polvere di antiscartino."
Il tessuto dei telai serigrafici deve avere caratteristiche particolari nella larghezza della maglia o nel numero di fili?
"Dipende da quello che si vuole ottenere, regole precise, parlando di vernici semplici (non lavorate o contenenti polveri o altro) non ci sono. Possiamo quindi limitari a distinguere due punti di utilizzo. Il primo, quello che si riferisce alla verniciatura di copertura con lavorazioni generalmente molto ampie e con consumi di vernice molti alti. In questo caso, l'esigenza sarà , quindi, di ridurre i costi, ricorrendo all'utilizzo di maglie piuttosto strette con un numero di fili piuttosto alto (150/180) a scapito, naturalmente dell'effetto, per via dei ridotti depositi di vernice.
La situazione si ribalta quando devo stendere la vernice a scopi protettivi. Infatti, nel caso di strati molti bassi la protezione non potrebbe essere garantita. In questo caso si ricorrerà , quindi, ad un numero di fili più basso (dai 90 ai 70) con un conseguente maggiore deposito di vernice.
Le vernici, proprio per le loro caratteristiche sono, comunque, di base, poco viscose e strettamente collegate ai sistemi di stampa, in flessografia e rotocalco si usano vernici molto liquide. Per la stampa serigrafica e offset abbiamo, invece, vernici abbastanza simili, la differenza di viscosità  sarà  soprattutto legata alla velocità  di stampa."
Una verniciatura ha una sua vita precisa o è collegabile al supporto sul quale è stata applicata?
"Prima di poter dare questa risposta, è opportuno stabilire su quale prodotto è stata applicata la vernice. Su questa base, si può parlare, per esempio, della verniciatura UV (lucida o opaca) di uno stampato offset, per il quale, per un suo utilizzo normale, non ci si dovrà  preoccupare della sua resistenza meccanica e della sua durata che possiamo prevedere attorno all'anno. Questo tipo di verniciatura dovrà  invece coinvolgere lo stampatore in considerazioni che si prevedano la verniciatura in bianca e volta, con i problemi di pila che tutti conoscono, e che possa essere compatibile con i successivi sistemi di trasformazione dello stampato stesso: la fustellatura, la piegatura e, eventualmente, l'incollatura, ecc.
Se parliamo di sovrastampa di protezione, sempre con l'utilizzo di vernici a solvente, per trattamenti che hanno lo scopo di portare al massimo la resistenza dell'inchiostro, possiamo, invece parlare di prodotti la cui formulazione prevede durate che vanno dai 5, 8 anni e oltre. Per contro le resistenze con vernici UV sono inferiori anche se, ultimamente, esistono vernici specifiche che possono garantire durante di circa 5 anni. Quindi per concludere: se parliamo di vernici a solvente per la sovrastampa tradizionale, e se possiamo dire che il loro compito non prevede resistenze prolungate negli anni (abbiamo visto che gli scopi di queste verniciature sono altri), potremo utilizzare prodotti che prevedano resistenze che non superino l'anno.
La durata e la resistenza dovrà  essere maggiore se, invece, dovremo proteggere lavori da applicare all'esterno come locandine. manifesti, plance per cartelli da vetrina. In commercio esistono, comunque, gamme ben differenziate, negli utilizzi e nella durate, di prodotti a solvente o UV."
Le vernici per la stampa necessitano di specifici periodi e particolari tecniche di asciugatura?
"Come si può intuire, le vernici a solvente devono, come nel caso dell'inchiostro, sottostare ad asciugature ad aria calda, più o meno lunghe sulla base della quantità  e qualità  del solvente impiegato. Nel caso di verniciature UV si ricorrerà  al forno UV. L'asciugatura delle vernici UV, contrariamente a quelle a solvente è però influenzata dal supporto, infatti, normalmente, se si sovrastampa della carta con vernice, si avrà  un tempo di asciugatura e, quindi, di polimerizzazione più rapido ed con un'adesione sicuramente migliore rispetto, per esempio, ad una verniciatura su polipropilene che richiede una maggiore qualità  di energia per polimerizzare correttamente il prodotto. Il polipropilene, avendo un'energia superficiale ridotta, necessita, inoltre, di un trattamento (trattamento corona) che modifica, aumentandola, l'energia superfiale del prodotto. Un'altra situazione di cui tener conto è il colore del supporto. Più il colore sarà  scuro più lungo sarà  il tempo di polimerizzazione."
Esistono vernici colorate o profumate?
"In particolare, le vernici serigrafiche possono essere leggermente colorate con adeguate quantità  di pigmenti per l'ottenimento di sfumature o effetti metallizzati.
Vernici serigrafiche, con precise caratteristiche compatibili con l'uso per il quale saranno utilizzate, densità  maggiori o inferiori, possono poi essere facilmente veicolo di microsfere profumate (gratta e profuma) o brillantini (glitter), ecc."
Si parlava di problemi nella verniciatura nei lavori realizzati con la stampa digitale
"I problemi che si incontravano qualche tempo fa nella verniciatura di lavori realizzati con la stampa digitale erano collegati, soprattutto, agli inchiostri a base acquosa sui quali, spesso, una verniciatura a solvente incompatibile con gli inchiostri utilizzati, aveva la capacità  di far rinvenire nella stessa vernice il colore degli inchiostri già  riportati sul supporto.
Quando non si poteva fare a meno di intervenire con verniciature, occorreva, spesso, prima proteggerli con una laminazione attraverso la quale si aumentava la resistenza dei lavori riprodotti, ma era molto dispendiosa. I problemi si sono notevolmente ridotti con l'avvento delle stampanti digitali che utilizzano inchiostri a base solvente. In ogni caso, possiamo, comunque, dire che oggi iniziano a vedersi sul mercato prodotti "su misura" che stanno risolvendo la cosa."
Esistono vernici serigrafiche che "vanno bene per ogni situazione"? "La vernice "che va bene per tutto" è la vernice auspicata sia dai produttori, sia dagli stampatori.
Esistono, comunque, serigrafi con certe esperienze e che conoscono profondamente le loro macchine da stampa, che, grazie ad interventi di correzione, e in situazioni particolari, riescono ad utilizzare vernici in modo diverso da quello per il quale erano state prodotte. La condizione ideale per l'utilizzo di una vernice, se non si vogliono "buttar via" lavori e soldi, è, in ogni modo, la vernice prodotta per le singole specifiche situazioni di lavoro."
E' vero che esistono vernici di protezione della stampa applicabili manualmente, a pennello o a spruzzo?
"Naturalmente, se parliamo di vernici serigrafiche, l'applicazione ideale deve avvenire a macchina e, quindi, attraverso il telaio. Questa mia precisazione, può riferirsi non solo alle vernici, ma anche agli inchiostri, fatto che si verifica, abbastanza normalmente, nella lavorazione di banner, cartelloni stradali, decorazione di automezzi, ecc.
Certo, nel caso delle vernici o degli inchiostri UV, occorreranno attrezzature che ne permettano la polimerizzazione, Anche questo caso, come abbiamo visto, conclude Doldi, conferma che il mondo delle vernici è un mondo ampio. "

(per maggiori dettagli: monica.cingolani@lechler.it)

(articolo realizzato per la Rivista Graph ed inserito sul n°102/novembre-dicembre 2004 della stessa rivista)

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