16.03.2005

LA STAMPA SERIGRAFICA SU TESSUTO

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La stampa serigrafica su tessuto. Dalle magliette agli abiti completi. Un settore importante ed in continua evoluzione.
LA SERIGRAFIA E' UNA "SCIENZA" ESATTA"?
La tecnica è ripetibile perfettamente nel caso si stampi grafica per insegne o magliette? Ne parliamo con Gianluigi Cappelletti titolare della Seriflock di Presezzo (Bg)
Signor Cappelletti, apriremo l'articolo con il titolo "la serigrafia è una scienza esatta?". La serigrafia può, in altre parole, ripetere in ogni suo settore e per ogni utilizzo ogni passaggio delle sue lavorazioni? Vorremmo, per esempio, esaminare con lei eventuali riferimenti di base che possano indicarci le differenze fra la stampa serigrafica su magliette e capi di abbigliamento e quella grafica. Ci da una mano?
"Capisco che il titolo dell'articolo, proprio perchà© è un titolo, inizia Cappelletti, debba essere forzatamente clamoroso. Chiariamo, quindi, prima di tutto, che parlare di "scienza esatta" nei confronti della serigrafia, rischieremmo di "allargarci" un po' troppo. E' anche vero, però, che, approfondendo maggiormente il senso del titolo, possiamo, forse, fare emergere un altro significato e cioè: non esiste una sola tecnica serigrafica ma più tecniche con proprie caratteristiche rivolte ad impieghi diversi. Infatti, la stampa eseguita su tessuto (maglie/abiti) ha caratteristiche e metodologie diverse dalla stampa grafica. Direi che le maggiori differenze di base sono:
a) prima di tutto i formati: quelli che può raggiungere la stampa "grafica" sono, infatti, certamente superiori,
b) per contro, è, peraltro, più alto il numero di colori stampabili con un unico passaggio con le macchine per la stampa di magliette che raggiungono numeri molto alti, fino 12/14/16 colori al tratto
c) le difficoltà  collegate alla stampa su tessuto"
Abbiamo visto le differenze più importanti, che macchine si utilizzano per la stampa di magliette?
"Sono definite macchine a carosello o, più frequentemente, a giostra e possono essere a più colori. Il pezzo da stampare rimane fissato, in attesa della stampa, su una tavola precedentemente adesivizzata. Il numero delle tavole utilizzabili formano i vari punta stampa di ogni macchina a carosello. Ogni tavola ha un proprio registro colore sul quale si agisce muovendo micrometricamente il singolo telaio attraverso l'intervento di apposite manopole e ha, se parliamo di macchine automatiche o semiautomatiche, una propria racla, un proprio raschietto, un proprio sistema di dosaggio colore e un proprio regolatore di pressione. Il movimento della "giostra" prevede l'avanzamento di ogni piano di stampa fino alle cappe di asciugatura. Il carico e lo scarico del pezzo da stampare avviene manualmente; in quell'occasione, il serigrafo curerà  personalmente, come in ogni altro tipo di lavoro serigrafico, le varie fasi del lavoro, dall'inclinazione, pressione, l'affilatura e morbidezza della racla, la ripetizione dei passaggi stampa, il tipo di inchiostro e il volume del deposito, ecc., parametri assolutamente subordinati al tipo di tessuto che si sta stampando, al disegno da riprodurre, ecc.
La velocità  media di stampa (ogni macchina dichiara ed ha proprie velocità  di punta) è di 100/200 pezzi ora circa se eseguita con macchine manuali e 800/1000 ora circa se eseguita con macchine semiautomatiche o automatiche. Naturalmente, anche in questo caso, questi dati sono strettamente collegati al tipo di tessuto, al tipo di inchiostro, alla carica di colore, ecc.."
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Parliamo adesso di fotolito e di fotoincisione dei quadri da stampa
"Si, questo è certamente un argomento importante. Importante perchà© può essere pericoloso, come spesso succede, ricorrere a fotolitisti ed a fotoincisori che hanno unicamente esperienze nel campo dell'offset. In questo caso occorre, quanto meno, che il serigrafo segua il lavoro quasi personalmente. Vedrò di spiegare, con poche parole, le basi di questa mia affermazione: iniziamo dal disegno da realizzare che è' il punto di partenza di entrambe le tecnologie (e di tante altre, naturalmente). Da qui le strade si dividono in due percorsi determinanti:
§ uno, quello dell'offset con il suo sistema di stampa lastra-caucciù, dove la realizzazione della pellicola deve principalmente tener conto del dettaglio che si vuole ottenere, del supporto sul quale si stamperà , degli inchiostri che si utilizzeranno e del retino conseguente;
§ l'altro, quello della serigrafia che, oltre ai punti elencati per la stampa offset, deve anche prestare la massima attenzione alle caratteristiche del telaio, al numero dei fili che compongono il tessuto, il loro diametro, la larghezza delle maglie che dovranno, fra le altre cose, permettere il passaggio del punto del retino.
Ecco quindi che la non conoscenza, da parte del fotolitista, di questi principi può mettere a repentaglio la riuscita del lavoro .(su uno dei prossimi numeri della rivista, si affronterà  l'argomento fotolito e fotoincisione con maggiori dettagli n.d.r.)
E gli inchiostri? "In generale possiamo limitarci a tenere presente che il tessuto, per le sue stesse irregolarità  (non è liscio e uniforme come i supporti utilizzati normalmente dalla stampa grafica) si presta meno facilmente all'ancoraggio degli inchiostri.
Gli inchiostri per tessuti sono composti di due grandi categorie, la prima a base acqua e l'altra la plastisol."
La stampa serigrafica su magliette avviene, quindi, pressochà© in modo classico?
"Sଠcertamente, come abbiamo già  visto, analogamente alla stampa serigrafica grafica abbiamo un telaio, una racla, un raschietto e, naturalmente, un piano per il sostegno del supporto da stampare. "
La Seriflock,cosa stampa in particolare?
"Possiamo dire, riprende Cappelletti, che alla Seriflock, siamo in grado stampare "un po' tutto".
A partire dal settore dell'abbigliamento sportivo, con il quale abbiamo iniziato la nostra attività  qualche anno, fa fino ad arrivare al settore moda. I tipi di tessuto che lavoriamo sono diversi vanno dalla maglietta all'abito, alla maglieria, ai costumi da bagno, agli accessori come le cinture, ai guanti , alle tomaie per scarpe, ecc.
Il settore moda è molto esigente e, di conseguenza, la Seriflock propone, da qualche tempo, lavorazioni particolari che permettono ai propri lavori di presentarsi con "effetti speciali". Posso indicarle, per esempio, l'applicazione di microsfere di diversi colori, di paillettes, il glitter, della laminatura, della lucidatura ecc. Con la stessa attenzione seguiamo il settore sportivo, anch'esso sempre alla ricerca di novità : dalle stampe a spessore lucide ed opache, effetto rovinato, ai flock fino all'applicazione in alta frequenza di materiale di vario tipo.
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Quali macchine utilizzate?
"Si tratta di macchine importanti e molto duttili a base elettro-meccanica, che, oltre al permetterci di stampare formati di ogni tipo si prestano facilmente anche alle nostre nuove lavorazioni. In linea di massima, le nostre macchine, tutte MHM, per inciso, sono comunque macchine con un layout costruttivo mirato alla nostra produzione.
OK, macchine importanti quindi, ma non avete mai dovuto rimboccarvi le maniche di fronte a qualche esigenza particolare?
In effetti, qualche tempo fa, eravamo nel 1990, all'inizio della nostra attività  quindi, siamo stati costretti, addirittura a far costruire, su nostro disegno, una macchina manuale a 12 colori per poter stampare campionature con del flock. Le macchine automatiche erano molto costose e giustificabili unicamente nel caso di grandi tirature. Per il resto, fermo restando l'indirizzo della nostra produzione e le caratteristiche delle nostre macchine, all'occorrenza ci limitiamo ad intervenire sulle misure e le forme dei piani stampa per adattarli ai prodotti da stampare, quando, per esempio, si debba decidere di stampare contemporaneamente al busto anche le maniche di una maglietta, ecc."

LA SERIFLOCK DI PRESEZZO, UNA PREVE PRESENTAZIONE
E' stata fondata nel 1983 da Gianluigi Cappelletti con un socio, ora non più presente in azienda.
"Allora, la serigrafia, dice Gianluigi Cappelletti, era poco più di una parola da cercarsi con fatica sul dizionario. Provenivo dalla vendita di sacchetti promozionali per boutique e negozi d'abbigliamento. Ad un certo punto ho dovuto affrontare la sovrastampa di uno di quei prodotti che vendevo. Mi indirizzai, titubante ad una serigrafia che, per farla breve finii con l'acquistarla. Era una piccola azienda di tre persone e abbiamo iniziato con le attrezzature che avevamo trovato. Macchine unicamente manuali, ma che mi avevano, comunque, permesso di imparare "l'arte".
Lentamente, e con lo sguardo attento al mercato, tempo dopo, siamo passati alle macchine automatiche ed, in seguito, alla produzione artigianale a quella industriale."
Oggi la Seriflock è una srl ubicata in un'area di circa 1000 metri quadrati, che occupa 13 persone ed un parco macchine importante che presenta 4 macchine serigrafiche fra cui una che stampa fino a 12 colori e con un formato utile massimo di cm 50x70, un'altra fino a 9 colori, con un formato massimo utile 70x100 e altre due macchine a 8 colori 50X70 (tutte MHM computerizzate, con la messa a registro automatica), oltre ad attrezzature per l'applicazione di carte laminate, per la lucidatura della stampa e o per particolari, e per la realizzazione di lavorazioni speciali mediante l'applicazione di strass, paillettes, borchie, ecc..

L'articolo riprodotto è stato realizzato per conto della Rivista Graph Creative ed è apparso sul numero 103/2005 della stessa rivista

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