20.02.2005

L'INK-JET E IL TRASFERIMENTO TERMICO

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L'INK-JET E IL TRASFERIMENTO TERMICO Brevi cenni sulle due tecnologie di base
LA STAMPA A GETTO D'INCHIOSTRO
Ormai tutti noi, o quasi tutti, abbiamo, in casa o in ufficio, piccole o grandi stampanti collegate al nostro computer. Non molti sanno però che quello che alla fine esce più o meno rumorosamente, più o meno a colori è quasi sempre collegato ad una tecnologia chiamata a getto d'inchiostro. Ecco quindi, qui di seguito, alcune notizie che, ancorchà© incomplete e poco precise, potrebbero dare un mano a chi fra voi si fosse già  posto la domanda: cos'è il getto d'inchiostro e quali sono le sue basi tecnologiche?
Perchà© "getto d'inchiostro"
All'inizio di queste veloci quattro chiacchiere può essere importante analizzare il termine "getto d'inchiostro" che, in qualche modo, ci dice che delle gocce di inchiostro vengono espulse e mandate sul supporto da stampare grazie anche a due sottosistemi di base che permettono alle goccioline di depositarsi sul materiale. Questi due sottosistemi sono: uno "il getto d'inchiostro termico", l'altro "il piezoelettrico".
Il getto d'inchiostro termico: si tratta di una tecnologia in cui l'inchiostro viene mandato verso l'esterno del serbatoio attraverso l'azione di un piccolo resistore a pellicola che, scaldandosi, crea una bolla di vapore che, crescendo, butta all'esterno della cartuccia la goccia d'inchiostro.
Il getto d'inchiostro piezoelettrico: diversamente dalla precedente, questa tecnologia permette l'espulsione dell'inchiostro grazie ad una parete, o membrana, costruita in materiale piezoelettrico che, sollecitata elettricamente, si dilata o si restringe diventando concava o convessa permettendo alla testina di espellere l'inchiostro.
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La differenza fra i due sistemi
Abbiamo, quindi, visto che entrambi i sistemi, quando sono sollecitati a farlo, espellono una goccia di inchiostro. Esistono però grandi differenze. a) Il sistema a getto d'inchiostro termico dove l'inchiostro interagisce con la testina che lo riscalda.
Conseguentemente, come è facile intuire, questa tecnologia permette unicamente l'utilizzo di inchiostri a base acqua. Infatti, come e intuibile, un inchiostro a base solvente esploderebbe.
b) Per contro, il sistema piezoelettrico, agendo sull'espulsione dell'inchiostro attraverso un sistema meccanico di pompaggio, permette, oltre ad una più alta versatilità  e l'utilizzo di inchiostri a solvente anche una maggiore velocità  di espulsione.
c) la qualità . Nel getto d'inchiostro termico la bolla di vapore, nel proiettare l'inchiostro, lo fraziona in piccole goccioline. Di conseguenza, osservando al microscopio la goccia espulsa dalla testina termica, si vedrà  una goccia centrale attorniata da tante piccole goccioline "satelliti" che, spesso, creano distorsioni nella qualità  dell'immagine.Alcuni sistemi recenti sembra abbiano, comunque, risolto, almeno in parte, questo problema.
Nel piezoelettrico la goccia osservata al microscopio è nitida, permettendo quindi maggiori definizioni di quelle ottenibili dal termico.
Il sistema "on demand" e il sistema "continuo" In quella specie di albero genealogico del getto d'inchiostro abbiamo, quindi, trovato due rami principali: il "termico" ed il "piezo". Stabilito questo non possiamo non fare adesso due veloci riferimenti a due importanti sottosistemi:
"on demand" dove la goccia viene sparata fuori quando il computer chiede di mandare fuori quella certa gocciolina in una certa coordinata. (questo è un sistema è utilizzato per un'altissima parte dei lavori che escono da una stampante)
il "continuo" che permette velocità  più elevate, e dove le gocce vengono mandate fuori senza soluzione di continuità . Una lamella permette, o meno, all'inchiostro di uscire secondo le necessità .
IL TRASFERIMENTO TERMICO
Perchà© "trasferimento termico"
La tecnica del trasferimento termico consiste nella fusione di un pigmento secco colorato direttamente nel vinile per mezzo di pressione e calore. Com'è noto, questa tecnica permette la realizzazione di lavori grafici stampati a tinte piatte, sfumati o in quadricromia direttamente su vinile normale o adesivo in un'estrema duttilità  di formati: dalla piccola etichetta alla decorazione integrale di un automezzo, dalla cartellonistica di ogni dimensione dimensioni alla stampa su T-shirt, dalla grafica industriale agli espositori per punti vendita, ecc.
Il processo di base:
a) il pigmento secco colorato viene trasferito su una pellicola molto sottile
b) la stampa, o fusione, avviene facendo accoppiare il supporto da stampare alla pellicola colorata facendoli passare fra la testina di stampa ed un rullo di gomma che esercitano rispettivamente calore e pressione
c) la testina di stampa viene riscaldata per la fusione del pigmento soltanto nei punti corrispondenti alla grafica da trasferire
d) tutto viene gestito da un sistema computerizzato e da un programma grafico adeguato.

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