7.11.2004

L'EMULSIONE FOTOSENSIBILE IN SERIGRAFIA

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L'EMULSIONE FOTOSENSIBILE IN SERIGRAFIA
Alcuni principi base

A cosa serve l'emulsione fotosensibile o gelatina
L'emulsione fotosensibile è quel prodotto che, steso sul tessuto, permette l'impressione sul telaio serigrafico di una immagine riprodotta da una pellicola (fotolito) mediante l'esposizione ad una fonte di luce.
Da cosa è composta l'emulsione fotosensibile?
Di base, possiamo trovare secondo le varie preparazioni in commercio: acetato di polivinile, alcol polivinilico, alcuni tipi di resine alchidiche, poliuretaniche. Troviamo inoltre sostanze umidificanti, antimuffa e amidi. Alle gelatine cosଠpreparate si aggiungo i sensibilizzanti, a base di bicromato d'ammonio, sempre meno utilizzato per la capacità  inquinante, o il diazo che, essendo più facilmente biodegradabile, è sempre più di uso più comune.
Esiste un unico composto fotosensibile valido per qualsiasi lavoro?
Le emulsioni si differenziano per la loro composizione e colore in modo strettamente collegato col lavoro che dobbiamo fare. Se si devono realizzare, per esempio, grafiche facili ricorreremo ad emulsioni semplici di colore blu. Se invece il lavoro prevede la realizzazione di mezze tinte si ricorrerà  a gelatine più raffinate con colorazioni spostate verso il rosso o il viola che permettono, con il tessuto e l'inchiostro adatti, risultati migliori e più ricchi di dettaglio. Le emulsioni sono poste in commercio con caratteristiche diverse a seconda dell'utilizzo programmato, subordinatamente al quale può essere più opportuno ricorrere ad un prodotto resistente ai solventi, all'acqua e solvente, solo all'acqua, a spessore, ecc.
Che importanza hanno le colorazioni nelle emulsioni fotosensibili?
Si tratta precisamente di emulsioni colorate attraverso l'aggiunta di coloranti. Prendiamo quindi una stessa base di prodotto fotosensibile e andiamo a colorarlo una volta di verde, una volta di blu, una volta di rosso, una volta di viola. Si otterranno con lo stesso prodotto risultati e definizioni diverse. La colorazione blu o verde da una definizione inferiore a quella ottenibile da emulsioni colorate di rosso o viola. Questo è dovuto ai diversi assorbimenti della luce da parte delle diverse colorazioni. Tornando ai colori: il verde è il blu richiedono una esposizione più rapida, mentre le colorazioni rosse e viola richiedono una esposizione più lenta. Comunque sia, l'esposizione varia, e lo vedremo con più dettaglio quando tratteremo l'argomento, anche in funzione dello spessore dell'emulsione applicata sul tessuto e dal numero dei fili del tessuto stesso.
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Cosa sono i " sensibilizzanti"? Come si comportano e come si aggiungono all'emulsione fotosensibile?
Perchà© le emulsioni possano essere impressionate da una fonte di luce, occorre aggiungere un prodotto che le renda sensibili, appunto, all'esposizione di una fonte di luce. Questi prodotti possono essere a base di bicromato di ammonio, o potassio, che essendo prodotti inquinanti, stanno per scomparire oppure il più comune diazo, maggiormente più utilizzato perchà© facilmente biodegradabile. Si tratta in genere di polveri o paste che si inseriscono, opportunamente preparate, alla gelatina o emulsione.
Come si applica al telaio l'emulsione?
L'applicazione dell'emulsione al telaio è un'operazione abbastanza semplice. Per questa operazione esistono delle vaschette in alluminio o in altro materiale chiamate spatole che permettono prima la stesura dell'emulsione sul telaio serigrafico su entrambi i lati e poi la raccolta dell'emulsione eccedente. Lo stesso procedimento può avvenire in automatico con l'utilizzo di apposite macchine. Esistono, in ogni caso, diverse tecniche per l'applicazione dell'emulsione al telaio. Alcuni tipi di emulsione sono spalmate su film in poliestere con apposite attrezzature (macchine spalmatrici) nello spessore desiderato ottenendo cosଠdei film fotosensibili per diverse applicazioni. A seconda del tipo di film e degli spessori stesi prendono il nome di "film capillare", "diretto/indiretto" e "indiretto". L'emulsione pronta che si spalma direttamente sul telaio produce invece una tecnica che è definita "sistema diretto".
I film capillari
Sono emulsioni al Diazo stese, nello spessore voluto, su film in poliestere e, successivamente, applicate al tessuto e riattivate con dell'acqua su tessuto bagnato (tecnica del tessuto bagnato) o su tessuto asciutto (tecnica del tessuto asciutto). In quest'ultimo caso l'adesione si ottiene inumidendo la superficie della pellicola dall'interno del quadro. Sia il primo procedimento sia il secondo ottengono lo scioglimento di una piccola parte della pellicola di gelatina che penetra all'interno delle maglie del tessuto in modo "capillare". Naturalmente il supporto in poliestere ad applicazione e dopo l'essiccamento ottenuta viene rimosso per poter procedere all'esposizione. Lo spessore del film aumenta o diminuisce il tempo di esposizione alla luce e permette di ottenere ottime definizioni.
Sistema diretto
Abbiamo detto che è il sistema che prevede l'emulsione sensibile spalmata direttamente sul telaio. E' la tecnica più utilizzata e meno costosa. Dopo l'asciugatura dell'emulsione il quadro viene esposto per l'indurimento della parte che ha ricevuto la luce e poi sviluppo mediante l'utilizzo di acqua.
Sistema indiretto
Abbiamo visto che è definito "indiretto" perchà© viene impressionato in modo separato dal telaio sul quale viene trasferito solamente dopo essere stato esposto e sviluppato. E' un sistema che permette un'ottima qualità  di riproduzione nei dettagli fini.
Sistema diretto/indiretto
Come abbiamo già  accennato, si tratta di un film in poliestere spalmato con un emulsione non sensibilizzata posta verso l'alto sulla quale viene appoggiato il quadro. Il tutto verrà  poi sensibilizzato al momento dell'utilizzo mediante il raclaggio dell'emulsione sensibilizzata dalla parte interna del telaio che, penetrando attraverso il tessuto, raggiungerà  l'emulsione. Questo sistema, anche se poco utilizzato, permette una buona conservazione nel tempo del film e dell'emulsione spalmata. Lo sviluppo della matrice diretta/indiretta avviene attraverso l'utilizzo di acqua.
La matrice ad intaglio
Anche se il titolo di questo breve excursus è dedicato alle emulsioni fotosensibili, non possiamo trascurare un accenno all'esistenza di una matrice definita ad intaglio. Un sistema utilizzato per applicazioni grafiche semplici. Si tratta di emulsioni sintetiche applicate su una pellicola in poliestere trasparente che offrono buona duttilità  di taglio e facile distacco dal foglio trasparente. Questo tipo di pellicola è oggi utilizzata sia per il taglio a mano che per il taglio computerizzato e viene applicata al telaio serigrafico con acqua o con solvente.

(articolo realizzato per la rivista Graph ed inserito sul numero 97 della stessa rivista)

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