25.09.2004

IL TESSUTO DEI TELAI SERIGRAFICI

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IL TESSUTO DEI TELAI SERIGRAFICI
L'argomento tessuto è certamente fra i più complessi della serigrafia. Abbiamo pensato che nessuno meglio di un'azienda specializzata nella preparazione di telai per serigrafie possa darci una mano. L'azienda è la Serinova di Buccinasco, una località  a due passi da Milano, dove abbiamo incontrato uno dei soci il signor Felice Labianca.
Signor Labianca, quali sono a suo parere i requisiti essenziali di un tessuto per serigrafia?
"Forse può essere importante aprire l'argomento dicendo che, all'inizio degli anni '60, il tessuto in seta di cui tutti abbiamo sentito parlare, è stato reso obsoleto dalle fibre sintetiche. Da allora i tessuti per serigrafia, sono realizzati sia in filo di poliestere ( poliestere ) sia in filo di nylon ( poliammide ), che si differenziano per due caratteristiche, il tessuto in poliestere ha come proprietà  fisiche, una elevata estensibilità , una buona durata meccanica, una buona resistenza all'abrasione,ed è insensibile ai fattori climatici, mentre le fibre in poliammide - nylon, sono eccellenti per la durata meccanica, per la resistenza all'abrasione, per l'elevata elasticità  che permette l'utilizzo di questo tessuto per stampe su supporti irregolari, proprio, per la sua elasticità , può però creare problemi di mantenimento del registro nelle stampe che richiedono una precisione particolare, vedi stampe d'arte, etichette a più colori, stampa delle tastiere a membrana, ecc. ecc.
OK, quindi il poliestere è in vantaggio nei confronti del nylon. Di conseguenza lei usa solo tessuti in poliestere?
"Sଠcerto, salvo in quelle situazioni, in cui può essere opportuno, come le dicevo, ricorrere al nylon. Occorre poi anche tenere presente che la precisione ottenibile dal poliestere sta portando via spazi anche alla stampa offset, specie, come può intuire in lavori particolari o tirature contenute, grazie anche all'evoluzione continua delle emulsioni, degli inchiostri, ecc. Per la combinazione di questi tre fattori, la serigrafia riesce oggi a lavorare, nel caso della grafica per la stampa dei CD, per esempio, con tessuti fino a 180 fili per cm quadrato con un diametro del filo di 27 micron, per una risoluzione di stampa di un retino fino a 54 punti per cm quadro.
Naturalmente grazie a questo sistema, si riesce ad ottenere una stampabilità  di quadricromia che va dal 10% all'85%.
Come le dicevo, il nylon, invece, con la sua capacità  di indurire meglio l'emulsione, è ancora bene utilizzato in alcuni lavori su vetro di piccolo formato, ceramica, cosmetica, ecc. dove occorrono, come è noto, inchiostri particolari come le vernici ceramiche ad alta cottura (300/400°); l'evoluzione, continua Labianca, porterà  presto ad usare, comunque, il poliestere anche per queste tecnologie. Con l'avvento del poliestere si è intervenuti anche nel numero dei fili che vanno a formare la maglia; due fili in trama e due in ordito, o uno in ordito (nome tecnico Twill Weave) producevano una maglia molto alta che, di conseguenza, raccoglieva e faceva passare molto inchiostro. Oggi siamo arrivati ad una tramatura ad un filo in trama ed uno in ordito (Plain Weave) meno passaggio d'inchiostro, quindi, e più pulizia e maggiore definizione della stampa.

Un riepilogo delle caratteristiche dei tessuti in poliestere e dei tessuti in nylon:

La fibra di poliestere.
La resistenza alla trazione e all'allungamento. Resistenza alla trazione dei moderni tessuti in poliestere è paragonabile a quella del nylon, l'allungamento, come accennato, è invece sensibilmente inferiore.

L'influenza della temperatura. I tessuti in poliestere hanno una buona resistenza al calore. E' comunque opportuno evitare fonti di calore persistenti durante l'essiccazione dell'emulsione superiori ai 40° C.

La resistenza all'abrasione .La resistenza all'abrasione resta sostanzialmente invariata sia in presenza di umidità  che di siccità .

Le proprietà  elettriche. Dato che il poliestere si carica facilmente di elettricità , non è consigliabile n lavorare in condizioni di bassa umidità  relativa

Umidità  e rigonfiamento. Il poliestere ha scarse proprietà  di assorbimento dell'umidità  ed asciuga più velocemente del nylon.

La resistenza ai prodotti chimici e ai solventi. Ottima resistenza agli acidi minerali ed organici e l'effetto degli alcali dipende molto dalle condizioni specifiche

La fibra di nylon.
La resistenza alla trazione e all'allungamento. La resistenza alla rottura dipende principalmente dal grado di estensione della fibra.

L'influenza delle temperatura. La resistenza alla trazione e l'allungamento del nylon diminuiscono con l'aumentare della temperatura

La resistenza all'abrasione. Com'è noto, Il nylon possiede la più alta resistenza all'abrasione sia in condizioni umide che asciutte nei confronti di qualsiasi altro tipo di fibra tessile utilizzabile.

Le proprietà  elettriche. Poichà© le cariche elettrostatiche diminuiscono con l'aumentare dell'umidità  relativa, la realizzazione di telai non deve essere eseguita in condizioni di siccità  eccessiva.

Contenuto d'umidità  e rigonfiamento. Il contenuto di umidità  è fortemente influenzato dall'umidità  relativa dell'aria. Conseguentemente alla sua sensibilità  nei confronti delle condizioni climatiche il tessuto in nylon non suggeribile per quelle applicazione di stampa serigrafica che richiedono in relativo alto grado di precisione.

La resistenza ai prodotti chimici ed ai solventi. Il nylon offre un'alta resistenza a tutti i solventi associati alla stampa serigrafica oltre ad un'ottima resistenza agli alcali ma può essere danneggiato dagli acidi di alcuni prodotti chimici.

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Signor Labianca,come avviene la tesatura presso la sua azienda?
"Usiamo tavoli a pinze che, secondo noi garantiscono il miglior risultato in ogni occasione. Come certamente si sa, esistono anche serigrafi che ricorrono a tesature con l'utilizzo di tavoli ad aghi. Per un buon registro ed una buona stampabilità  occorre, però, oltrepassare una tensione di 16/18 Newton stabilizzati, non assolutamente garantibile attraverso i sistemi ad aghi che, peraltro, non assicurano anche la una tensione regolare in tutta l'ampiezza del telaio, angoli compresi."
Sulla sua esperienza, ci parla dell'importanza del diametro dei fili?
"E' un dato importante che non si può trascurare, anche se il serigrafo esperto sa bene come muoversi.
Possiamo citare un esempio parlando di due differenti rapporti: un tessuto da100 fili (100 maglie in ordito ed in trama) composto da fili di diametro 48 e di un tessuto anch'esso realizzato da 100, ma con un diametro 40. Il risultato relativo alla formazione dei calamai sarà  diverso. I fili più sottili (rapporto 100.40) mi permetteranno una maglia più larga e, quindi, un passaggio d'inchiostro maggiore della maglia formata da un rapporto 100.48. Di conseguenza, avverrà  che la scelta del diametro dei fili dovrà  essere subordinata, o meglio studiata, sull'utilizzo di un inchiostro con determinate caratteristiche, sui valori della definizione necessaria al lavoro, dal supporto di stampa, ecc..
Se vogliamo possiamo citare un ulteriore esempio: dobbiamo realizzare la stampa serigrafica, per la delicatezza del lavoro, di calze di nylon femminili per le quali occorrerà  un tessuto serigrafico piuttosto stretto (100-120 fili) che permetterà  di eliminare il rischio di passaggi eccessivi d'inchiostro. Stampando invece lo stesso motivo su una t-shirt (si tengano presenti i tessuti dei due capi) e utilizzando inchiostri a base acqua che richiede un maggior passaggio, userò maglie più larghe (43-77 fili) mentre per un plastisol userò un tessuto che andrà  dai 77 ai 100 fili. Naturalmente la maggior parte dei tipi di tessuto può essere realizzato in diversi diametri di filo. Si da, quindi, che il serigrafo potrà  tenere conto di diversi rapporti diametro filo-numero filo-larghezza della maglia secondo i lavori da realizzare o, eventualmente con i calcoli opportuni, la possibilità  di utilizzare tessuti che ha già  in casa.
Signor Labianca, nella scelta del tessuto date importanza allo sfregamento e quindi l'abrasione procurata dalla racla?
"Posso dire che, in linea teorica, un buon telaio, tesato bene, deve permettere di stampare con la minore forza meccanica possibile. Preciso meglio: l'operatore, quando stampa, deve cercare di posizionare prima di tutto la racla inclinandola adeguatamente, con la giusta pressione e la corretta flessibilità . Questo permette due risultati importanti, il primo l'ottenimento di un puntino pulito e, secondo, ecco la mia risposta alla sua domanda, si limita lo sfregamento della racla e l'abrasione del tessuto. Naturalmente, com'è noto i passaggi sono due: la stampa tramite passaggio della racla e il riporto tramite raschietto."
Si parla di colorazione del tessuto. E' importante?
"Possiamo farne anche un veloce cenno storico, se si preferisce. Come intuibile, il tessuto è sempre stato di colore bianco. Successivamente si è scoperto che colorando i fili del tessuto questi intervenivano nell'esposizione del quadro intervenendo, con l'azione di un filtro fotografico colorato, nella sensibilità  dell'emulsione da incidere. Teniamo presente che la luce deve attraversare uno strato di tessuto prima di raggiungere l'emulsione. Di fronte ad un lavoro cui è richiesto una definizione importante si dovrà  esporre il tessuto con il filo bianco, per esempio, per un minuto e mezzo, mentre se si utilizza un filo giallo o arancione (la cui colorazione sarà  in grado di assorbire un certa quantità  di luce) dovrò esporre maggiormente ed ottenere un incisione più perfetta di quella ottenuta dal tessuto bianco. Il giallo o l'arancione permettono anche una latitudine di posa più elastica con meno possibilità  di errore oltre ad un indurimento e, quindi, una durata maggiore della gelatina ottenuta dall'esposizione più lunga. "
I tessuti con filo in acciaio
"Esistono tessuti di poliestere metallizzato. Si tratta di prodotti ottenuti metallizzando galvanicamente con nickel puro i tessuti di poliestere monofilamento.
In tal modo, ciò che ne deriva conserva le caratteristiche peculiari d'elasticità  e robustezza del poliestere monofilamento, mentre "all'esterno" presenta le caratteristiche fisico-chimiche del metallo depositato. Esiste poi il tessuto in acciaio inox che viene utilizzato per le sue doti naturali di stabilità , anche se molto delicato e teme gli urti sulla sua superficie, specialmente d'oggetti acuminati. Più aumentano le richieste di riproduzioni accurate, più aumenta la necessità  di usare il tessuto metallico. Questo è riscontrabile specialmente nell'industria dei circuiti stampati e delle targhe, dove disegni in larghezza di 1-2/10 di spessore, spesso intervallati da spazi d'analoga dimensione, sono molto comuni e devono essere riprodotti in gran quantità , con stampe ripetute e tolleranze praticamente ridotte a zero, è inoltre utilizzato nell'industria del vetro per la stampa con inchiostro termofusibile. Gli inchiostri ceramici per vetro che, per le loro caratteristiche di consistenza, non possono essere , com'è noto, utilizzati freddi, ma devono essere portati a temperatura che ne permettano l'opportuna fluidità  per il passaggio attraverso le maglie. Questi telai, una volta in macchina, collegati ad una fonte di elettricità  a bassa tensione (3 kw circa), saranno percorsi da una leggera corrente che li porterà  alla temperatura opportuna (legge della resistenza). Un'altra situazione da ricordare, continua Felice Labianca, è l'utilizzo di telai in legno per evidenti problemi inerenti la trasmissibilità  dell'elettricità ."
Il tessuto va preparato prima dell'applicazione su telaio?
"No, prima dell'applicazione rimane cosଠcome il fornitore l'ha consegnato. Occorre invece stabilizzare il telaio permettendogli di assestarsi almeno tre,quattro ore e sottoporlo a sgrassaggio prima dell'applicazione dell'emulsione per facilitarle l'aggrappaggio. Esistono in commercio tessuti trattati in modo tale da non necessitare dello sgrassaggio."
E' possibile, per un serigrafo, rimediare durante la stampa ad una scelta sbagliata di tessuto?
"Si certo, occorrendo, si potrà  intervenire, ma solo in piccola parte. Bisognerebbe riferirci a dati più precisi. Se uno dicesse, continua Labianca: mi occorre un tessuto da 120 fili e ho in casa un 100 fili, potrei suggerirgli, di intervenire sull'inchiostro diluendolo. Per tessuti di fili superiori, sarebbe invece un guaio. Sà¬, si potrebbe forse indurire un po' di più l'emulsione dando un'esposizione più lunga correndo però anche il rischio di bruciarla. Naturalmente, ma stiamo considerando situazioni al limite, occorrerà  in questo caso non trascurare la definizione dei tratti e l'esigenza di essere molto precisi nei nel numero di micron."
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Dato che abbiamo parlato di spessore dell'emulsione. Possiamo dare delle indicazioni di base?
"Indicativamente, ma tutto è collegato anche al tipo di tessuto, potrei dire che un emulsione fuori dal filo dovrebbe aggirarsi dai 5 agli 8 micron. Proviamo a penetrare meglio da quanto è contenuto fra le righe della domanda che è stata certamente formulata sulla conoscenza del mondo dei serigrafi: molto spesso quando si stampa una quadricromia fine, un codice a barre o dei testi piccolissimi, molti pensano istintivamente, di limitarsi "all'utilizzo di poca gelatina". Niente di più sbagliato, anche se l'esperienza di alcuni serigrafi, ripeto, può condurre anche a buoni risultati, io -dice Labianca - consiglio sempre il controllo degli spessori controllando con precisione i micron. Una buona stampabilità  di lavori fini non può aversi con spessori inferiori ai 5 micron sotto i quali il lavoro andrà  a impastarsi. Certo, il discorso è molto ampio, dovendo affrontare, per esempio stampe con rilievo, si ricorrerà  ad un calamaio maggiore attraverso spessori maggiori di gelatina, ecc.. Nella nostra azienda abbiamo dovuto preparare telai addirittura di 800 - 1000 - 1500 micron!
Naturalmente, la lavorazione implica problematiche di tempo per la preparazione della matrice, in quanto una corretta preparazione deve essere effettuata la sera prima per la necessaria asciugatura dell'emulsione. In Italia dobbiamo però imparare ad "improvvisare" meno e utilizzare tutti gli attrezzi necessari per il controllo del nostro lavoro, cosଠcome succede,ormai da tempo, all'Estero, anche se questo vuol dire, alla ligure, "palanche"! "
Il tessuto, con le sue varie caratteristiche di tesatura e lavoro, è subordinato al tipo di materiale (legno, alluminio, acciaio, ecc.) che costituisce la cornice?
"Decisamente un argomento importante, inizia La Bianca, anche se nella domanda posta è insita la risposta. L'assieme tessuto-cornice deve assicurare, prima di tutto, grande stabilità . Per avere un telaio assolutamente stabile occorre prima di tutto ricorrere ad una cornice adatta all'elasticità  e spessore del tessuto, con una sezione nel suo spessore e profilo subordinata alla grandezza del telaio stesso. Occorrerà  tenere presente, poi, che legno e ferro subiscono più deformazioni dell'acciaio e dell'alluminio.
Parliamo adesso di tesatura inclinata. Un tecnico esperto come lei, quando ricorre a questa tecnica?
"In alcuni lavori è importante inclinare la cornice in quanto i tessuti montati obliquamente eliminando il parallelismo tra le maglie del tessuto ed il lavoro da riprodurre evitano zigrinature in fase di stampa. Posso citare una lavorazione cui è opportuno ricorrere alla tesatura inclinata, la stampa dei codici a barre. Com'è noto la stampa delle barrette che compongono il blocchetto dei codici deve essere assolutamente nitida e non far percepire l'ordito del tessuto che andrebbe a "seghettare" le barrette, intervenendo nella loro leggibilità .
La tesatura obliqua viene inoltre impiegata nella realizzazione di telai per stampa a più colori (quadricromia). L'inclinazione del tessuto varia ad ogni singolo colore del retino (l'angolatura corretta del tessuto, rispetto all'angolatura delle pellicole, non forma l'effetto moirà© - di cui si parlerà  in un prossimo articolo n.d.r.)."
Signor Labianca, com'è noto, in molte stampe d'arte si va ben oltre ai quattro colori di quadricromia. Occorrono particolari attenzioni al tessuto ed alla cornice?
"Più che mai in questi lavori è importante tenere d'occhio l'originale di partenza e le sue esigenze.
Nei lavori d'arte sono importanti le forze dei colori, le velature, le sovrapposizioni, richieste dal lavoro o dall'artista, quasi sempre presente. Tutti fattori ai quali i valori dei tessuti e delle cornici devono essere assolutamente subordinati. Se poi vogliamo citare dei dati, posso dire che, mediamente, chi stampa opere d'arte ricorre in media dai 77 ai 120 fili. Naturalmente tutti i telai dovranno essere tesati in modo identico, l'uno rispetto all'altro, cosଠcome nel caso delle stampe a colori classiche, meglio se con apparecchiature tendiseta computerizzate.
Le diverse caratteristiche delle macchine da stampa possono influenzare la scelta di un tessuto piuttosto che l'altro?
"No, in linea di massima no"
E' opportuno tenere in azienda scorte di tessuto o c'è rischio di rovinarlo.
"Se è tenuto in modo corretto, non c'è alcun rischio.
Esiste un rapporto tessuto racla?
"Si può dire che, in linea di massima, il tessuto, non influenza il tipo di racla da utilizzare, ma la scelta della durezza della gomma. Allo stesso modo, la pressione della racla sarà  dipendente dal soggetto da stampare, dal tipo d'inchiostro e dal supporto su cui si stampa."
Il tessuto e gli inchiostri
"La scelta dei tessuti per eseguire un determinato soggetto è anche in funzione agli inchiostri ed al supporto che riceverà  la stampa. E' evidente, come è già  stato accennato, che se eseguiamo una stampa su tessuto con inchiostri in base acquosa, utilizzeremo dei tessuti con un basso numero di fili (43,77 ca.), se eseguiremo delle stampe su PVC, policarbonato ecc. utilizzando inchiostri a base solvente, utilizzeremo dei tessuti con un numero medio di fili (77-120 ca.), se eseguiremo delle stampe su carta, PVC, policarbonato ecc. utilizzando inchiostri a polimerizzazione ultravioletta, utilizzeremo dei tessuti con un alto numero di fili (140-180 ca).

(da Graph n.98 - giugno 2004)

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