1.03.2005

IL GLITTER Le lavorazioni speciali in Serigrafia

gliuno

IL GLITTER
a cura di Nino Fichera
Pur essendo certo che la maggior parte dei serigrafi conosce questa tecnica di "nobilitazione" degli stampati, preferisco, prima di introdurmi nell'aspetto tecnico di questa lavorazione, e limitatamente alle mie possibilità , fare, ad uso e consumo di quel paio di giovani che potrebbero essersi avvicinati solo da qualche giorno al mondo della stampa, una veloce presentazione di quello che è il glitter:
"glitter è quell'effetto "brillantini", sଠesattamente come quello che troviamo a Natale sulle palle dell'albero che è utilizzato dai tecnici di marketing e dai grafici pubblicitari per arricchire ed abbellire confezioni per profumi e articoli femminili in genere, pubblicazioni e giochi per bambini, buoni, schede di concorsi, ecc..
Posso poi dire che glitter è un sostantivo che deriva dal verbo inglese to glitter che significa com'è facile intuire, brillare, scintillare, luccicare."
E qui si fermava, almeno fino a qualche tempo fa, la mia conoscenza della materia. Data l'attualità  dell'argomento, il glitter sta, infatti, tornando "di moda" e, principalmente, perchà© mi era stato chiesto di scrivere un qualcosa al riguardo, decido che è gioco forza saperne di più. Dopo una veloce telefonata per concordare un incontro, sono andato a trovare la Special Print di Monza, un azienda del Gruppo Litover, specializzata in questo tipo di lavorazioni: dal glitter, alle profumazioni, alla stampa a caldo, ecc.
Mi ricevono Antonio Villa Direttore Generale dell'azienda e Claudio Parietti Direttore Commerciale del Gruppo Litover e, di conseguenza, anche della Speciale Print. Ecco la mia intervista e le loro risposte:


Signor Villa, proviamo, per cominciare, a tracciare una piccola storia del glitter?
"Il glitter, inizia Antonio Villa, è certamente una derivazione da quegli effetti che si ottenevamo, ma ai quali si ricorre ancora oggi, nella decorazione con la "porporina" di oggetti in occasione di festività  come quelle di Natale o Pasqua e che lei, immagino, conosca. Una mano di colla, una spolverata di "porporina" ed ecco il simpatico effetto "brillantini" su cartoncini, palline colorate, ecc.
Da qui ad un utilizzo, diciamo imprenditoriale, almeno nel concetto di base è breve. Si è cominciato con la decorazione di caschi, delle parti smaltate delle biciclette e delle motociclette, con un occhio particolarmente attento a tutto ciò che era rivolto all'infanzia.
Certo, ad un certo punto la cosa, da manuale, o quasi, che era, viene assunta in proprio da tecnologie avanzate come quella serigrafica che, come sa, ha permesso al glitter di raggiungere livelli di qualità  molto alti e tirature interessanti.
Erano, almeno all'inizio, lavori che coinvolgevano il settore del tessile per la decorazione, in particolare, di magliette pubblicitarie. Oggi è una tecnica molto utilizzata anche nel campo grafico editoriale.
Noi, come Special Print, la utilizziamo in pratica dalla nascita dell'azienda avvenuta circa tre anni fa, in modo particolare per il settore dell'editoria rivolta all'infanzia.
Nell'economia della Special Print, le lavorazioni in glitter oggi equivalgono ad un otto per cento di tutte le lavorazioni speciali eseguite mediante la tecnica serigrafica."

glidue
Proviamo adesso ad affrontare la questione sotto l'aspetto tecnico-serigrafico. Quali sono le differenze principali rispetto ad una stampa serigrafica normale?
"Forse - s'inserisce Parietti - è prima di tutto importante dire che i "brillantini" hanno, rispetto alla porporina, ridotto le loro dimensioni. Da granuli, sono passati a polvere e questo, com'è evidente, per permettere il loro passaggio, col veicolo che li ingloba, attraverso le maglie del telaio.

OK abbiamo parlato di veicolo, ovvero di quel qualcosa che permette alla polvere del glister di depositarsi e fissarsi sul supporto. Quali sono le caratteristiche di questo veicolo?
"Niente di particolarmente complesso, il veicolo è una vernice che si presenta sotto due forme diverse: UV o a solvente. Secondo del risultato che si vuole ottenere questa vernice può, inoltre, essere più o meno densa permettendo risultati diversi nell'evidenza esterna dei brillantini che saranno più percepibili con l'uso di una vernice densa, che li terrà  in superficie rendendoli anche più avvertibili al tatto e meno evidenti con l'utilizzo di un veicolo più fluido che li farà  invece affondare al suo interno."

Ed il telaio, a quali caratteristiche deve attenersi, rispetto ad un telaio "classico"?
"Abbiamo, riprende Antonio Villa, già  toccato velocemente l'argomento quando parlavamo dello spessore delle particelle in poliestere del glitter che, per arrivare al supporto assieme alla vernice, deve poter passare attraverso la maglia che, naturalmente, dovrà  essere più larga di una maglia, diciamo normale.
Una maglia sufficientemente larga, quindi. Questa è forse l'unica differenza importante nei confronti della serigrafia conosciuta come classica. Il tessuto di un telaio per la stampa del glitter non può, infatti, superare i 34 - 50 fili. Per contro, diametro dei fili è soggettivo e spesso basato sull'esperienza dell'operatore di macchina. La tesatura deve essere attorno ai 24 Newton.
Naturalmente, va tenuto presente, ma questo i serigrafi lo sanno, che più sarà  basso il numero dei fili, più il lavoro perderà  in definizione. Tornando alla tesatura del tessuto, va inoltre tenuto presente che, come nella serigrafia grafica i valori di tesatura possono cambiare subordinatamente alla quantità  di vernice che si vuole depositare sul supporto.
Naturalmente, come sempre, più il telaio è piccolo e più otterremo un inchiostrazione omogenea, mentre nel caso, per esempio, di un telaio 100x140 si corre il rischio di non poter controllare bene l'inchiostrazione ai limiti del quadro. Anche la racla - ma è normale - ha la sua importanza nel passaggio dell'inchiostro e nella sua quantità ; più la inclineremo, più inchiostro passerà  attraverso le maglie.
Nel caso del glitter, proprio per la natura della pasta, la racla ha però bisogno di una maggiore inclinazione e di una maggiore morbidezza e, spesso, di una smussatura del filo. Tenga infine presente che, molto spesso, i lavori in glitter, a rispetto dell'effetto finale previsto, prevedono spessori di inchiostro molto importanti per cui direi che le caratteristiche della racla e la sua regolazione sono certamente più importante che nei lavori normali."

E l'emulsione?
"Anche nel glitter, l'utilizzo di un'emulsione piuttosto che un'altra, è subordinato al lavoro e alla tiratura, senza dimenticare che, in questo tipo di lavorazione, esiste poi una maggiore usura dovuta all'abrasività  dei granuli contenuti e, quindi, l'esigenza di utilizzare un'emulsione più resistente.

La velocità  di stampa dei lavori in glitter indica valori diversi da quelli di una lavoro serigrafica normale?
"Si, ma non di grande evidenza. Se su una macchina piana, per un lavoro normale, giriamo a 1.800 fogli per il glitter giriamo a 1.500."

L'asciugatura, i sistemi e i tempi, proviamo a parlarne?
"Volentieri, continua il Direttore generale della Special Print, ma dovrebbe essere comunque tutto abbastanza comprensibile. Come credo di avere già  accennato, per la stesura del glitter noi possiamo utilizzare, secondo le necessità , veicoli UV o a solvente. Le stampe ottenute passeranno poi in forni UV o ad aria calda sulla base delle caratteristiche della vernice utilizzata. In entrambi i casi, come sempre, occorrerà  tenere conto degli spessori della vernice depositata sul foglio e, quindi, stabilire i tempi di passaggio sotto nei rispettivi forni."

glitre
La realizzazione di lavori in glitter può avvenire sia su supporti sintetici sia su carta?
"Su entrambi, senza alcun problema. Noi, comunque, lavoriamo molto su polipropilene"

Nel glitter esistono formati minimi e massimi? Posso, volendolo, partire dal filetto sottile alla copertura completa di un foglio 100x140?
"Per quanto riguarda un eventuale formato massimo, non ci sono problemi. Se il cliente lo desiderasse, potremmo coprire in modo completo un foglio 100x140 senza problemi. Come può intuire, i problemi esistono nella realizzazione di filetti molto sottili, filetti che frequentemente devono andare anche a registro col disegno sottostante. In questi casi molto dipenderà  dallo spessore delle scaglie, dalla consistenza della vernice e dalla conseguente larghezza delle maglie del telaio oltre che dallo spessore della carta che, idealmente, sarebbe bene non scendesse mai sotto i 120 grammi per metro quadrato. "

Tutto chiaro, quindi, tutto sotto controllo ma io ho sentito parlare di problemi che sorgono nella fase di taglio
"Si è vero, quello al quale lei si riferisce, è forse uno dei problemi più importanti, anche se facilmente superabili, dei lavori in glitter.
Lei sa che i tagliacarte che si utilizzano nelle aziende grafiche, oltre alla lame, sono fornite di un "pressino" che ha il compito di impedire alla mazzetta di fogli di muoversi durante il taglio. Se questo pressino che, in funzione può raggiungere una pressione di 2.000 kg, va ad appoggiarsi sulla parte del foglio che contiene un lavoro in glitter, che, come abbiamo detto, ha spessori maggiori a quelli di un inchiostro normale, andrà  a produrre sui fogli sottostanti, quasi come un timbro a secco, un segno con la sagoma del lavoro in glitter del foglio precedente.
Come le ho detto è un problema, comunque, superabile. E, infatti, sufficiente che il cliente tenga presente questo piccolo inconveniente ed impagini il lavoro di conseguenza.
Altra possibilità  è di tarare il pressino riducendogli la forza di pressione, questo però condurrebbe alla necessità  di ridurre la pila in più mazzette composte da un basso numero di fogli con notevoli perdite di tempo. Il problema, praticamente, non sussiste nel caso di lavorazioni che con fogli di un certo spessore."

Signor Villa, per finire, mi dice se, secondo lei, un serigrafo che non ha mia affrontato la stampa di glitter può affrontare questo tipo di lavorazione facilmente?
"Certamente, io stesso, ma anche i nostri collaboratori, oggi molto bravi, non avevo mai affrontato prima le "problematiche" glitter, pur conoscendo alla perfezione la tecnica serigrafica.
Adesso dopo, quasi tre anni, facendo esperienze sulla nostra pelle, abbiamo raggiunto i livelli che lei conosce.
Quindi, la mia risposta alla sua domanda è: sà¬, chiunque può stampare glitter. Sono però necessari mesi e mesi di esperimenti e, prima di tutto, occorre la consapevolezza che questo tipo di inizio, come ogni inizio, ha dei costi, i costi cioè relativi al tempo impiegato nei tentativi e i costi di tutto quel materiale che, pur a malincuore, si sarà  costretti a buttar via.
Nino Fichera
effenino@tiscali.it
per maggiori dettagli Special Print - Via Val d'Ossola 3 - 20052 - Monza (MI) tel. 039214828 / e-mail: specialprint@interfree.it )

(da Serigrafia e Comunicazione Esterna - n 3/2003)

GRAZIE

La tua richiesta è stata inoltrata.
OK