11.01.2003

GLI INCHIOSTRI UV IN SERIGRAFIA

MONUV copy

Se ne è parlato molto. S'è parlato della tecnologia di preparazione, degli utilizzi, dei supporti, ecc. Ma, a mia memoria, e se non fosse cosଠme ne scuso, fino ad oggi sono state presentazioni, indiscutibilmente tecniche, realizzate unicamente però dopo incontri con produttori di inchiostri. Non si è mai raccontato, credo, delle specifiche esperienze di uno stampatore, di qualcuno, cioè, che abbia fatto la conoscenza di questa tecnologia sulla sua pelle. Ho, quindi, chiesto al Signor Angelo Monterisi, titolare della Serigrafia Monterisi di Sesto S. Giovanni, di poter far quattro chiacchiere con lui su questo argomento. La Serigrafia Monterisi è un'azienda che spazia dalla stampa serigrafica su vetro, su supporti sintetici, carta, metallo.
Signor Monterisi, cominciamo con una panoramica, poi mi parlerà  delle sue esperienze dirette. Quella degli inchiostri UV à© una tecnologia alla quale si sta ricorrendo con sempre maggior frequenza per la stampa grafica anche grazie, mi dicono, ad una maggiore versatilità  nei confronti dei supporti da stampa rispetto a qualche anno fa e per la sua alta capacità  produttiva. E' d'accordo con me?
"Non c'è dubbio. Non posso che essere pienamente d'accordo con lei. I nuovi inchiostri UV sono molto versatili. Una versatilità  che permette agli stampatori, come fa osservare la sua domanda, anche notevoli aumenti di produzione"
Mi dicono che gli inchiostri UV sono liberi da solventi, non necessitano di lunghi forni e lunghi tempi di polimerizzazione. E' corretto? E quali sono i vantaggi rispetto agli altri inchiostri?
"Anche in questo caso, non posso che essere d'accordo con quanto contenuto dalla sua domanda. Non ci sono problemi di solventi è vero, questo non vuole però dire che non occorra prevedere l'installazione di aspiratori in grado di eliminare l'ozono e l'odore caratteristico degli inchiostri UV. Un notevole vantaggio di questi inchiostri è poi dato dalla velocità  di polimerizzazione, che avviene quasi immediatamente al solo passaggio sotto una serie di lampade a raggi UV, senza l'esigenza di un percorso all'interno di lunghi forni. Ma, se mi permette di approfondire questo punto, vorrei dirle, tornando a fare un rapporto con gli inchiostri a solvente, che i vantaggi vanno ben oltre quelli di cui le ho appena parlato. Potrei citarle, per esempio, che gli inchiostri UV, eliminando l'annoso e fastidioso problema dell'asciugatura del telaio e dei successivi lavaggi (come avviene con gli altri inchiostri - gli UV si asciugano, infatti, solo se sottoposti all'azione dei raggi UV), permettono, non solamente, la stampa di copie completamente uguali anche se la stampa è interrotta, ma, come evidente situazione collegata, procurano allo stampatore anche un notevole risparmio di solvente, stracci, tempo eÂ…denaro. Gli inchiostri UV, al contrario di quelli a solvente, permettono, infine, il grande vantaggio di poter impilare gli stampati, che hanno terminato il ciclo, senza problemi di controstampa dovuto al solvente che rinviene."
Cosa mi può dire, a questo punto, a proposito del costo di questi inchiostri che, mi dicono, essere più cari di quelli a base solvente?
"Ma si, non posso certamente sostenere il contrario. In effetti, il costo degli inchiostri UV, rispetto a quelli a solvente, è superiore. Non possiamo però esimerci dal fare alcune considerazioni: se è vero, com'è vero, che gli inchiostri UV hanno un costo superiore rispetto agli inchiostri a solvente, è anche vero che con gli UV abbiamo, come ho già  detto, un minore consumo di solventi per la diluizione e per la pulizia, di stracci, di scarti, di manodopera e, perchà© no, e qui gli stampatori possono capirmi, di stress."
Quali sono invece i limiti importanti di questo inchiostro? La sua durata nel tempo? Mi è stato detto che, per esempio, oggi, la vita dell'elaborato non va oltre i due anni.
"Quello della durata - continua Angelo Monterisi - potrebbe essere un parziale problema di questo inchiostro. Tenga però presente che, difficilmente, l'esigenza di esposizione all'esterno di questi lavori va oltre i due anni. Consideri poi il fatto che da qualche tempo il mercato propone inchiostri UV che assicurano una durata esterna di cinque anni."
Signor Monterisi, terminata, con questi quattro passaggi, quella che potrebbe essere la presentazione generale della tecnologia UV, con notizie che immagino siano alla portata di tutti, mi piacerebbe adesso entrare con lei, con molto più dettaglio, in quei particolari che possono emergere solo "sul campo". Come sono stati, per esempio, i suoi primi approcci con gli inchiostri UV? Ci parli poi, se vuole, dell'evoluzione di quelle sue esperienze che l'anno portata a prodotti eccellenti come quelli che mi ha mostrato.
"Francamente, mi dice il mio interlocutore sorridendo, non posso negare che il mio avvicinamento agli inchiostri UV sia stato, direi, quantomeno titubante. Avevo appreso da chi questi inchiostri li utilizzava da anni, che esistevano problemi come l'eccessiva trasparenza dei colori, la necessità  di usare tessuti calandrati (ovviamente più costosi dei normali tessuti), la cristallizzazione dei colori con i relativi problemi di taglio a causa della poca flessibilità , oltre alle problematiche di registro dovute alle deformazioni dei supposti a causa dell'eccessivo calore delle lampade. Ma lei che mi conosce da qualche tempo, sa però bene che non sono uno che ama a starsene a braccia conserte perciò, non molti anni fa per la verità , mi sono deciso ad affrontare "di petto" l'argomento anche in considerazione del fatto che, nel frattempo, erano stati immessi sul mercato inchiostri UV di nuova generazione. Ho comperato un forno ed ho iniziato. Ho subito scoperto che la situazione non era cosଠproblematica come mi era stato detto. Ho, infatti, capito quasi subito che, per ottenere buoni risultati, avrei dovuto non fermarmi alle nozioni di base dei produttori di questo tipo inchiostro, ma andare oltre, mettere cioè nelle varie operazioni "del mio". Quindi, via, via, facendo esperimenti e perfezionando man mano i vari passaggi, ho cominciato ad utilizzare gli inchiostri UV con soddisfazione mia e dei miei clienti. Il passo successivo è stato quello di introdurre in azienda forni di nuova concezione e questo mi ha certamente permesso, non solo di migliorare la qualità  del mio lavoro, ma anche di affrontare, eliminandole, una serie di piccole situazioni di difficile soluzione che portavo con me dall'acquisto del primo forno. Oggi, dopo qualche anno, dalle prime esitazioni e dal primo forno, nella mia azienda si stampa prevalentemente con inchiostri UV con ottimi risultati."
Signor Monterisi, se, a questo punto, volessi trarre delle conclusioni da quello che lei mi ha detto, non potrei che dedurre che lei ha trovato negli inchiostri UV una situazione assolutamente positiva. E' vero?
Caro Fichera, le va bene, come risposta un "abbastanza vero"?. E questo perchà©, come abbiamo già  visto, per arrivare a questa positività  si è dovuto lavorare molto, scoprire, per esempio, i tessuti più idonei a questo tipo di inchiostro (i filamenti per il passaggio degli inchiostri UV non sono uguali a quelli utilizzabili con gli inchiostri a solvente), selezionare, fra le varie marche, gli UV più versatili, allo scopo di fare meno magazzino possibile,ecc. E' importante infine che il forno abbia bassi consumi, sia ricco di raggi ultravioletti e non scaldi molto per non incorrere nelle deformazioni dei supporti con i relativi problemi di registro."
Proviamo adesso ad accennare se vi sono situazioni in cui si è costretti a scegliere di utilizzare inchiostri UV invece che inchiostri a solvente.
"Per quanto mi riguarda le risponderò: in un solo caso, quando, in altre parole, si è costretti a verniciare con riserva UV. In caso contrario è solamente una scelta dello stampatore."
E i problemi di adesione al supporto di cui spesso di parla?
"Il problema di adesione al supporto non riguarda solo gli inchiostro UV. In Serigrafia si utilizzano, come sa, supporti e inchiostri - a solvente o UV che siano - di diverse caratteristiche. Molti di questi prodotti non sono compatibili fra loro e, da qui, la ragione per la quale molto spesso ci troviamo con l'inchiostro che non attecchisce opportunamente al supporto. Anche qui, quindi, mi permetta in un certo senso di ripetermi, occorre molta esperienza e la volontà  di continuare a fare ricerca."
Per finire, mi dice se, secondo lei, ci sarà  un'evoluzione nella stampa con inchiostri UV?
"Un evoluzione nella diffusione degli inchiostri UV? Certo, non potrà  che esserci, conclude Monterisi, non dimentichi che questi inchiostri risolvono il problema dell'inquinamento e danno risultati veramente interessanti con macchine multicolori che, come sa, sono sempre più utilizzate. Inoltre, ma questo potrebbe essere un parere assolutamente personale, gli inchiostri UV rendono la serigrafia più tecnica e più pulita."
Nino Fichera
effenino@tiscali.it
Per maggiori dettagli cliccare sul seguente indirizzo e formulare la richiesta sulla pagina che apparirà : angmonte@tin.it
(questo lavoro potrà  essere consultato anche in futuro cliccando su "abbiamo parlato di" nello spazio di Nino Fichera)

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