17.12.2002

FLATJET IL PLOTTER PIANO SECONDO ROLAND

Roland Flat Jet per Insernet
Certo, il termine migliore per presentare la tecnologia del plotter piano è "innovazione". Lo stiamo utilizzando po' tutti. Lungo i corridoi dell'ultimo Visual Communication lo si sentiva pronunciare ad ogni angolo associato ad un termine, probabilmente, non molto chiaro a tutti: flat-bed.
Flat-Bed, ma cos'è?
Niente di più o, se preferite, niente di meno di una stampante a getto d'inchiostro con però una particolarità  importante: stampa anche in piano o solo in piano, secondo le marche e i modelli.
Il flat-bed o, se si preferisce, il plotter piano, è senza dubbio un'innovazione tecnologica che, nel giro di poco tempo, rivoluzionerà , a parere del sottoscritto, il mercato di una parte importante degli operatori della stampa serigrafica o dei service, quella parte cioè che già  opera, o che ha in programma di operare, nel settore nella visual communication, interna o esterna che sia.
Flat-bed, macchine per la stampa digitale in piano che gli addetti ai lavori chiamano ormai "confidenzialmente" macchine per la serigrafia digitale. Macchine che, secondo il modello, possono stampare sia con inchiostri a solvente sia con inchiostri UV o ad acqua e che non ti obbligano più, proprio per la loro impostazione, ad utilizzare materiale flessibile e gli spessori fissi delle stampanti digitali classiche. Su queste macchine, si possono, peraltro, usare esattamente gli stessi materiali, gli stessi spessori, sfruttare la stessa esperienza e la stessa "confidenza", se preferite, utilizzate fino ad oggi dallo stampatore serigrafo.
Presto, e qui mi rivolgo in modo particolare ai serigrafi, occorrerà  riconoscere a questa tecnologia la possibilità  di offrire alla Serigrafia una specie di nuova linfa vitale, una seconda gioventù, in grado di darle la capacità  di riconquistare quegli spazi persi nel tempo forse proprio a favore di altre tecnologie.
Linfa vitale in grado di rivoluzionare anche il settore dei service, specie di quei service "che sanno guardare oltre l'orizzonte" e che sanno percepire che il mercato in cui operano è un mercato veramente vivo e in grado di proporre, a chi sa stargli al passo, una serie di opportunità  forse impensabili fino a poco fa.
Il plotter piano di Roland: il FlatJet. Un flat-bed classico, ma con in più la duttilità .
Roland, confermando l'ormai noto dinamismo, ha creato un sistema flat-bed che, per la sua duttilità , va forse oltre le riflessioni di base che ho cercato di illustrare più sopra.
Il FlatJet Roland, che è sicuramente uno dei flat-bed più duttili esistenti oggi sul mercato, si basa su un meccanismo di trascinamento ad alta precisione, con piani anteriori e posteriori retrattili, che permettono alla macchina un aspetto tecnologico interessante che la differenzia da molti modelli concorrenti, e sull'utilizzo di una testata identica a quella di un plotter Roland di grande formato le cui caratteristiche possono essere scelte dal cliente al momento dell'acquisto secondo le proprie esigenze. Successivamente, se si ritiene opportuno, questa testata può essere sostituita con un modello più aggiornato senza modificare che le caratteristiche di base del flat-bed.
Il flatJet Roland, certamente anche una nuova filosofia, quindi. L'utilizzo di una testata derivata da quella di un plotter Roland classico, conferisce, infatti, al FlatJet Roland, come si può intuire, un'importante capacità , quella cioè di essere in grado di stampare, sulla base delle esigenze del momento, sia su materiali rigidi come legno, polistirolo, lastre di metallo, piastrelle, CD, ecc, con spessori fino a 15 cm., sia su materiali flessibili anche da rotolo a rotolo. Il controllo della movimentazione in entrambi i casi è delegato ad un pratico pannello di controllo.
Nel corso del Visual Communication 2002 abbiamo visto il FlatJet operare con la testata del noto plotter Hi-Fi Jet FJ-600, con area di stampa pari a 1615mm in larghezza, doppia quadricromia pigmentata e risoluzione di stampa sino a 1440 dpi.
Un'altra caratteristica importante della filosofia di progetto di questo flat-bed è individuabile nella serie di sensori che leggono in larghezza le dimensioni dell'oggetto da stampare (per una larghezza utile 1.615 mm sia per materiali flessibili sia rigidi) onde definire la lunghezza massima degli eventuali punti sporgenti prima di procedere alla stampa. All'occorrenza, nell'ipotesi di fuoriuscite di inchiostro dal profilo irregolare (come nella stampa di un supporto di pelle, per esempio), si può intervenire sull'inchiostro fuoriuscito dall'area massima prevista, intervenendo sul piano con un'apposita spazzola. Nel caso, poi, di irregolarità  o ondulazioni nello spessore, può essere predefinito un delta di sicurezza per preservare la testina da sfregamenti col materiale.

Nino Fichera effenino@tiscalinet.it

Per maggiori dettagli: Roland Europe Spa - Divisione DG - tel 0735 583590 o inviare una e-mail a: dgsales@rolandeur.com

(questo articolo potrà  essere consultato anche al termine della sua presenza in questo settore del portale, cliccando sul link "abbiamo parlato di" dello spazio di Nino Fichera)

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