9.03.2003

FLAT BED, ECCO LA DURST.

Durab

Fortemente stimolato dalle notizie che ho potuto raccogliere all'interno del mondo degli stampatori a proposito delle positività  del flat bed Durst, il Rho 160, sono andato a trovare alla Durst di Bressanone Alberto Bassanello Direttore Vendite della Società .

Il Rho 160 della Durst
"La Durst, inizia Alberto Bassanello, è partita con questo progetto circa quattro anni fa convinta, dopo il successo ottenuto da una nostra macchina digitale laser, la Lambda 130 rivolta principalmente ai laboratori fotografici, che il mercato stava maturando l'esigenza di una stampante a getto d'inchiostro di nuova concezione, che permettesse, in altre parole, anche la stampa diretta su materiale rigido. Fino allora, infatti, com'è noto, la stampa a getto d'inchiostro avveniva solamente su materiale flessibile. Materiale flessibile che, spesso, aveva la necessità , nei confronti di un utilizzo finale, di una seconda lavorazione: l'applicazione su un supporto rigido. E questo, come si può intuire, coinvolgeva l'economia del lavoro nel senso dei costi e del tempo. Un percorso, quello che noi stavamo intraprendendo, che era volto anche a dare una mano importante al settore serigrafico dove stava crescendo l'esigenza di riuscire a proporsi anche nel campo delle piccole e medie tirature e della personalizzazione della stampa a prezzi competitivi ed in tempi sempre più ristretti.

La prima Rho 160 alla PHotokina 2000
"La prima apparizione, se mi permette di definire cosଠl'avvenimento, del nostro flat bed, il Rho 160, è avvenuta alla Photokina del settembre 2000. Un completo successo di pubblico che ha confermato la validità  della direzione scelta dalla nostra azienda e che ci ha, nel frattempo, permesso di aggiornare la macchina "sul campo", di fronte, cioè, all'esperienza di chi avrebbe poi dovuto esserne l'utilizzatore. Una delle indicazioni ricevute nel corso della Photokina riguardava la velocità  di stampa che oggi è di 45 mq ora.. Velocità  che l'operatore, può all'occorrenza modificare portandola, per esempio, a 33 mq ora nel caso della stampa su materiali molto particolari come lo specchio, il plexiglas, ecc. ove occorra qualità  di stampa molto alte."

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La filosofia di base di questo nostro prodotto
"Il concetto che Durst adotta, sin dalla nascita, nella produzione di ogni tipo di macchina sia per il settore fotografico, sia per quello delle arti grafiche è: produrre macchine che non abbiano limiti sia nella produzione sia nella versatilità  e duttilità . Cosà¬, come la Lambda può stampare senza limitazioni rispetto alla lunghezza della bobina, la Rho 160 è stata progettata per due possibilità  di stampa, quella piana, su rigido, o quella su materiale flessibile, roll to roll."

Il processo d'inchiostrazione: piezoelettrico con inchiostri UV
"Come lei avrà  notato, non sono molte le macchine che stampano con tecnologia UV come la Rho 160. Questo permette di stampare su una quantità  di materiali molto alta, sia che si tratti di materiale rigido che in bobina. Materiali che, grazie appunto alla tecnologia UV, non necessitano dei trattamenti cui occorre ricorrere per le tecnologie a solvente.
Per contro, come immagino sia facilmente intuibile, l'eventuale impiego di supporti trattati non crea alcun problema.
Quella degli inchiostri UV, come unica tecnologia per la Rho 160, è stata una scelta di base del nostro progetto - prosegue Bassanello. Gli UV sono senza dubbio gli "inchiostri del futuro" in quanto, com'è noto, non nuocciono alla salute e offrono la possibilità  di controllare le emissioni verso l'esterno con maggiore facilità  rispetto, per esempio, alle tecnologie a solvente. Ritengo opportuno farle, a questo proposito, osservare che la macchina è completamente carenata in modo tale che sia raggi UV nel caso di stampa su materiali riflettenti sia quel minimo di ozono prodotto non si disperdano nell'ambiente di lavoro. L'ozono viene poi opportunamente recuperato e portato all'esterno dove si dissolve immediatamente.
Tenga, infine, presente che la tecnica UV è un sistema che le serigrafie, un mercato che ha ispirato il nostro progetto, conoscono bene da moltissimi anni. Quelli utilizzati dalle nostre macchine, sono inchiostri studiati e realizzati, su nostro progetto, specificamente per la nostra macchina. L'alimentazione è continua grazie a serbatoi da 10 litri, ricaricabili automaticamente durante la stampa. Le lampade necessarie alla polimerizzazione sono posizionate all'interno della macchina.

Quindi, grazie alla tecnologia UV, la Rho 160 può, in sostanza, stampare su tutto?
"Certamente - è la risposta alla mia domanda da parte di Bassanello - la nostra macchina può, grazie all'alta possibilità  di "aggrappaggio" di questi inchiostri, stampare su tutto: dalla carta al vinile, dal banner alla rete o ai materiali più inconsueti come il marmo, il legno, metallo (per questo supporto abbiamo ottenuto la certificazione R.I.N.A.), la ceramica, le stoffe senza protettivo (liner), ecc.
Vorrei, infine, segnalarle, rimanendo nel campo degli inchiostri, un'ultima importante possibilità  del nostro software che, col solo intervento "on the fly", cioè senza fermare la macchina e, tanto meno, senza intervenire sulle testine o cambiare gli inchiostri, permette di scegliere l'opzione matt o lucida, a seconda delle esigenze.

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"On the fly", lo spieghiamo meglio?
"In poche parole, è il sistema RIP UNIX brevettato che permette un'immediata reazione della macchina nei confronti di qualsiasi comando sia stato programmato nell'elaborazione dell'immagine, vuoi nel formato o vuoi nei valori cromatici. Il tutto si traduce in una totale assenza di tempi di calcolo precedenti alla stampa indipendentemente dal fatto che il file sia di grosse dimensioni o che lo si debba ingrandire molte volte. Il compito dell'operatore si limita al cambio della lastra negli eventuali differenti materiali previsti. Per il resto delle lavorazioni, non esiste in pratica la necessità  dell'operatore accanto alla macchina.

La Rho 160, una gran macchina quindi, ma col registro, punto importante data la grande flessibilità  della macchina, come stiamo?
"Credo, riprende il mio interlocutore, che quello della nostra macchina sia quanto di meglio si possa trovare oggi sul mercato. E' gestito da sensori di assoluta precisione. Prove eseguite sia da noi sia da nostri clienti, indicano una precisione assoluta anche in situazioni volutamente spinte come il mantenimento del punto di registro su caratteri alti 4 o 5 millimetri, senza alcuna guida supplementare.

Quante macchine Rho 160 avete già  sul Mercato italiano?
"In Italia, abbiamo a tutt'oggi, ben 10 Rho 160 installate ed operanti (e oltre 50 nel mondo). E' certamente un dato che premia il nostro impegno. Fra questi 10 utilizzatori italiani, le posso citare la Colorzenith (Mi) fra i laboratori fotografici, la Prolab (Vi) fra i Service di stampa digitale, La.ser.mec (Al) fra le serigrafie, System (Mo) tra le industrie. Come vede, sono aziende che operano in settori diversi e questo fa sଠche ogni macchina sia per noi una fonte di nuove esperienze. Ogni utilizzo è, infatti, un test nei confronti di nuovi materiali e di nuove esigenze che crea, fra noi e i nostri clienti, un continuo scambio di informazioni in una specie di sinergia reciprocamente utile.
Signor Bassanello, credo che lei mi stia parlando di una macchina veramente interessante. Vogliamo andare un pochino oltre individuando i "plus" che la Rho 160 può vantare nei confronti delle macchine concorrenti?
"Volentieri, mi dice Alberto Bassanello, mi permetta di partire dalla qualità  di stampa e dalla relativa altissima definizione del punto e di passare poi alla flessibilità , alla quale ho già  fatto riferimento più volte, flessibilità  di stampare cioè tutto ciò che è rigido e tutto ciò che è in bobina e, in più, da bordo a bordo e su materiali anche a maglia larga. Indicherei poi la produttività , oggi siamo, infatti, direi i più veloci fra le macchine sul mercato e questo non solo per i 45 mq ora ai quali ho accennato prima, ma soprattutto per la gestione del file on the fly che permette di non avere tempi di rasterizzazione e di essere sempre "in diretta" indipendentemente dalle dimensione del file.
Per un ulteriore plus, posso citarle quella che è però una caratteristica Durst per ogni tipo di macchina: la realizzazione "in casa" dell'elettronica, della meccanica e del software.
Quella del software è, in particolare, una situazione che è aggiornata regolarmente per tutte le macchine sul mercato al fine di aumentarne le prestazioni, affiancandole automaticamente all'evoluzione dei software con i quali dotiamo le nuove macchine.
Aggiungerei infine che il nostro cliente non deve preoccuparsi minimamente di alcuna operazione di manutenzione, se non minima. La stragrande parte delle manutenzione viene, infatti, operata in automatico durante la fase di lavoro, senza tempi morti. Un programma di telediagnosi permette, inoltre, ai nostri tecnici di collegarsi via modem con i Rho installati per l'analisi di eventuali problemi che, grazie a questo a questo, vengono gestiti direttamente da Bressanone.

La Rho Community
"E' pur sempre un plus nei confronti della concorrenza, ma certamente merita un passaggio "riservato" rispetto alla elencazione che le appena fatto. La Rho Community è un pass, una parola d'ordine, che permette ai nostri clienti di entrare in un sito dove sono elencati tutti i materiali che abbiamo testato ed i risultati ottenuti. Un notevole aiuto per i casi in cui lo stampatore si trova a dover affrontare situazioni nuove.

Una veloce occhiata riassuntiva alle caratteristiche generali della Rho 160
· sistema di stampa: con trasporto a letto piano brevettato collegato con la macchina con tecnologia a getto d'inchiostro piezoelettrico "drop on demand".
· sistema di rimozione e montaggio bobina semiautomatico
· taglierina incorporata
· risoluzione: 360 dpi
· colori: CMYK
· alimentazione inchiostro: continua con serbatoi da 10 litri, ricaricabili durante a stampa
· spreco massimo inizio bobina cm 50
· manutenzione testa: sistema integrato di pulitura automatica
· software RIP UNIX: brevettato Durst Rho 160 con elaborazione on the fly
· Un nostro sistema brevettato per la protezione del piano nel caso di stampa su rete e per la stampa a filo del supporto.
· Stampa su pannelli: piani d'appoggio recrinabili integrati nella
macchina · Stampa su bobine: tre bobine contemporaneamente a bordo macchina

Una breve history della Durst, un'azienda che "crea evoluzione", certamente ben conosciuta nel campo della fotografia, ma forse un po' meno dalle aziende grafiche dove è presente da meno tempo.
La Durst Phototechnik nasce ufficialmente nel 1936 sulle orme di quanto iniziato nel 1928 da due fratelli di Bressanone, gli Ingegneri Julius e Gilbert Durst, grandi appassionati di fotografia e delle tecnologie collegate. Con la famiglia Oberrauch che subentra, appunto nel 1936, ai fratelli Durst (Christof Oberrauch è l'attuale proprietario dell'azienda), inizia la produzione delle prime macchine fotografiche italiane amatoriali e professionali di una certa importanza. I primi ingranditori evoluti controllati elettricamente e i primi proiettori per dimostrazioni nascono più o meno subito dopo assieme alle prime cineprese per pellicole di 32 mm.
Nell'immediato dopo guerra Durst, grazie alla diffusione dei suoi prodotti, diventa praticamente sinonimo di qualità  e praticità . Un'immagine che si rafforzerà  via via negli anni. Gli ingranditori di maggior prestigio e più utilizzati in ambiente fotografico erano, per esempio, gli "orizzontali" Durst HL 2501. Ecco attorno al 1990 i primi laboratori professionali compatti e, finalmente, nel 1994, l'aggancio alla tecnologia digitale con la prima Lambda 130, una macchina ha letteralmente modificato il concetto di laboratorio fotografico fino allora strettamente legato al concetto pellicola-stampa su carta. Subito dopo, ecco la Rho 160 della quale ho tratto ampliamente nell'articolo.
La Durst oggi è presente sul mercato con la Sede Madre di Bressanone che occupa 240 dipendenti e con una filiale produttiva a Lienz, la Durst Image Tecnologies, dove è prodotta la Rho 160 e dove sono occupate circa 60 persone. Una filiale negli U.S.A., la Durst Dice America, un'azienda con circa 80 persone che ha un compito ben preciso studiare e produrre i RIP per le nostre macchine che poi sono impostati sia in Window che UNIX a Bressanone.
Esistono poi Filiali Commerciali in Inghilterra, la Durst U.K. e in Francia, la Durst France che, a fianco di quello italiano, fungono da Mercati test seguiti direttamente dalla Sede di Bressanone.

Nino Fichera
effenino@tiscali.it

(per maggiori dettagli: contattare Alberto Bassanello tel 0472 810121 - e-mail abassanello@durst.it)

(questo lavoro potrà  essere consultato anche in futuro cliccando su "abbiamo parlato di" nello spazio di Nino Fichera)

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