29.06.2005

C'E ETICHETTA E ETICHETTA

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Parliamo di etichette
C'è etichetta e etichetta
Quando si parla di etichette, dell'utilizzo finale delle stesse e, quindi, del mercato cui sono rivolte, l'imprenditore interessato alla loro realizzazione si trova spesso di fronte ad una serie di problematiche relative alle diverse tecniche di stampa cui si può ricorrere singolarmente, o in combinazioni affiancate. Tecniche subordinabili ai risultati che si desiderano ottenere, alla qualità  e preziosità , alla tiratura, alle caratteristiche dei supporti di stampa, all'utilizzo di prodotti di consumo specifici, ai budget disponibili, ecc.
Per un approfondimento degli aspetti tecnici e di mercato collegati alla stampa delle etichette, abbiamo chiesto una mano alla consolidata esperienza sia tecnica sia di mercato della ditta Franchini & C. s.r.l.di San Giuliano Milanese, un'azienda che, oltre a produrre e distribuire proprie macchine per la stampa serigrafica delle etichette, propone, in qualità  di dealer, anche tecnologie ed attrezzature diverse dalla serigrafia per una panoramica completa nei confronti del mercato specifico, dalla tipo alla flexo, all' offset, alla digitale. Abbiamo incontrato due dei soci della Franchini la Signora Laura Franchini, responsabile Marketing ed il Signor Pietro Alfano, Sales Manager.

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Signora Franchini, la domanda è diretta a lei in quanto responsabile marketing della Franchini & C.: perchà© tante tecnologie nella realizzazione di un prodotto che, apparentemente, ha il solo scopo di limitare la propria funzione nella presentazione di un nome?
"E' vero, in teoria, essendo lo scopo di base di un'etichetta quello di presentare un nome, basterebbe che questa facesse apparire un qualcosa che distinguesse un prodotto da un altro: pane di segale piuttosto che olio di oliva. La domanda formulata non tiene però conto che ogni tipo di prodotto, ne ha sempre a fianco un altro, non necessariamente diverso, proveniente da una fonte di produzione diversa. Da quel punto si comincia a poter parlare di concorrenza e dell'esigenza di distinguere in qualche modo due o più prodotti. E questo, praticamente da sempre, da quando cioè l'uomo (homo sapiens) ha scoperto di possedere un cervello di 1400 cm³ in grado di contrapporsi ad un rivale in amore, in guerraÂ…..o nella proposta dei propri prodotti. Ecco perchà© da quel momento abbiamo bisogno di proporre un prodotto in grado da distinguersi, dall'interno di uno scaffale di un supermercato, nella sua proposta al consumatore. Differenze che possono essere rese evidenti dal contenitore, dal prezzo, ma spesso, e sempre più frequentemente, dai colori, forma e preziosità  di quel qualcosa che ha il compito di presentare un nome, l'etichetta.
Quello che abbiamo detto fino adesso sottintende anche la necessità  di utilizzare tecnologie diverse secondo le caratteristiche del supporto da stampare come, per esempio, il polipropilene trasparente cui si fa frequentemente ricorso nei prodotti per la toilette personale e dove la serigrafia permette effetti assolutamente non raggiungili con altri tipi di stampa.
E' quindi una questione di prodotto e mercati?
"Non c'è dubbio, continua la signora Franchini, anche se prodotti e mercati, spesso nascondono una figura "ombra" il grafico che si lascia frequentemente trascinare dalla sua creatività  e abilità  pittorica dimenticando che, alla base di tutto, il messaggio deve principalmente provenire da esigenze di marketing. Situazione, quella accennata, che spesso porta anche ad un non corretta scelta di tecnologie di stampa relativamente alle esigenze di una giusta presentazione di vendita. "
La realizzazione di un'etichetta deve essere subordinabile al budget dell'azienda che deve utilizzarla?
"Questa domanda non può che essere conseguente al concetto di mercato contenuta da quella del punto precedente. Un prodotto e i suoi vari movimenti, compresa l'etichetta, deve essere sempre strettamente correlato nella sua progettazione, realizzazione, presentazione al mercato, alle disponibilità  economiche di un'azienda e, quindi, al budget previsto. Un'evoluzione generale del mercato sta, peraltro, conducendo sempre più verso un'etichetta preziosa a scapito di forme di pubblicità  come volantini o brochure. "
Signora Franchini, fino adesso abbiamo collegato l'etichetta alla capacità  del grafico o dello stampatore, al budget, ecc., ma il marketing di una certa azienda non ha anche il compito di intervenire sul messaggio che un'etichetta può e deve dare al mercato, per esempio, nei confronti della concorrenza?
"Sଠcerto, occorre però che quell'azienda, e con questo non mi riferisco unicamente alla realizzazione di un'etichetta, sia in grado di operare sul mercato in modo tale da creare risposte opportune e veloci. Generalmente le aziende più importanti e meglio organizzate riescono a farlo."
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E' anche possibile, quindi, che per uno stesso prodotto si utilizzino etichette differenti per esigenze di specifiche aree, geografiche, promozioni, ecc.?
"E' possibile, anche se non si possono avere dati precisi. Certamente, e lo vediamo abbastanza frequentemente nei punti di vendita, l'etichetta è spesso adattata ad un momento promozionale, o è, comunque, affiancata da un qualcosa, un booklet, per esempio, in grado di attirare l'attenzione del consumatore e segnalare la presenza di un fatto nuovo collegato al prodotto."
Signor Alfano, il riferimento al booklet ci porta quasi direttamente a parlare di tecnica. Esistono macchine per la stampa delle etichette che incorporano nella stessa meccanica, per esempio, passaggi di differenti tecnologie di stampa, piegature, fustellature, stampa a caldo, ecc.?
"Le posso rispondere citando la nostra recente fornitura ad un'importante azienda lombarda, di una nostra macchina serigrafica per etichette con stampa a caldo, con dispensatore di inserti e fustellatrice in linea. Spesso le nostre macchine per la stampa di etichette, qualsiasi sia la tecnica, incorporano quantomeno la stampa a caldo e la fustellatura.
E' anche vero che uno stampatore che intende dedicarsi seriamente alla stampa di etichette non può non tener conto di almeno due, o meglio, tre possibilità :
§ La prima, utilizzare macchine che nella stessa meccanica incorporino tecnologie diverse,
§ La seconda utilizzare macchine diverse che gli permettano di completare, secondo le esigenze la stampa di un certo tipo di etichetta,
§ La terza, avere partners esterni che siano in grado di completare il suo lavoro.
A questo punto abbiamo chiesto al Signor Alfano, di entrare sugli aspetti tecnici delle tecnologie a disposizione. Nella stampa delle etichette, ci sono, nelle varie tecniche, differenze sostanziali, rispetto alle macchine classiche?
La stampa offset. Le macchine litografiche per la stampa delle etichette sono esattamente identiche alle altre che conosciamo. Dal posizionamento della lastra, agli inchiostri, alla bagnatura ed al controllo dell'acidità  e osmosi dell'acqua, dalla qualità  della fotolito, alla grandezza dei retini, ecc
In linea di massima, si tratta di macchine rotative automatiche o semirotative da bobina a bobina, utilizzabili con profitto rispettivamente per grandi tirature con una capacità  media di stampa dai 90 ai 120 metri il minuto o per piccole e medie tirature con capacita' media produttiva dai 35 ai 50 metri minuto, queste ultime spesso impiegano la nuova tecnologia dry offset. L'offset, pur essendo in grado di realizzare la lavori "preziosi" anche su carte importanti, è spesso affiancata, nella stampa delle etichette, dalla serigrafia vuoi con "riserve" o vuoi con cariche di colore per fondi particolari, ecc.
Peraltro, oggi esiste, vuoi a causa dell'importante crescita delle aziende concorrenti e vuoi per i sempre più frequenti aggiornamenti di immagine del prodotto dettati dal marketing aziendale, la tendenza nelle aziende del settore di affiancare, alle importanti tirature offset, e flexo, tecnologie che permettano numeri più contenuti ottenibili dalla tipografica e dalla serigrafica.
C'è infine da tener conto del fatto che il ricorso alle macchine offset a foglio sta ormai abbandonando il mercato dato l'utilizzo sempre più frequentemente, da parte delle aziende utilizzatrici del prodotto finale, di materiali autoadesivi in bobina che permettono l'applicazione automatica delle etichette. Le macchine a foglio rimarranno sempre più relegate a quelle lavorazioni sempre più rare di etichette "acqua e colla". La gamma di materiali stampabili è molto ampia, dalle più preziose e tradizionali vergate e telate ai materiali più moderni plastici e accoppiati.
La stampa tipografica. Sono, probabilmente le macchine che, per prime, sono state utilizzate per la stampa in bobina di etichette.Anche qui la tecnica di base è la stessa della classica, ma anche qui, per le ragioni esposte parlando di offset, si stanno sempre più utilizzando macchine "da bobina a bobina" rotative o semi rotative e, sempre meno, macchine a foglio. La qualità  del prodotto finale è valida, anche se a volte si ricorre alla finalizzazione del prodotto con altre tecnologie come la serigrafica o la stampa a caldo. I costi invece sono più controllabili di altre tecnologie anche per la possibilità  di effettuare basse tirature e avviamenti poco elaborati.
La velocità  indicativa di una semirotativa è di 30/40 metri minuto, mentre per una rotativa è di 100/130 metri/minuto.
La gamma dei materiali è meno ampia di quella dell'offset. I migliori risultati si ottengono stampando su carte o materiali plastici dalla superficie liscia, ma non si escludono tessuti e materiali accoppiati.
La stampa flessografica. Tecnica e risultati sono facilmente affiancabili a quelli della stampa tipografica rotativa, che sta sostituendo nel tempo. Gli inchiostri utilizzabili sono frequentemente a base acqua e asciugature ad aria. L'avvento degli inchiostri UV anche nella stampa flessografica consente di operare con maggiori facilità  e con tirature inferiori.
I migliori risultati si ottengono stampando su carte o materiali plastici dalla superficie liscia, ma ottima anche su materiali speciali quali film plastici, film metallici e materiali accoppiati.
La stampa serigrafica. Come sappiamo, si tratta di una tecnica di stampa molto duttile dove l'uomo e la sua esperienza hanno una parte importante, vuoi nei passaggi di stampa veri e propri, vuoi nella preparazione del telaio, nella scelta delle emulsioni, nelle cariche d'inchiostro, ecc. Come abbiamo visto fino adesso, la stampa serigrafica, oltre alle sue indiscutibili qualità  è in grado di completare, arricchendolo, con verniciature o depositi di ogni tipo di capsula - dal glitter al gratta e profuma, ai materiali più diversi, ogni tipo di lavoro eseguito con altre tecniche. La forza dei propri inchiostri permette poi tonalità  e forze sicuramente più importanti di quelle ottenibili da altre tecnologie. Secondo me, continua con entusiasmo Alfano, quello della duttilità , è il plus che la serigrafia anteporrà  sempre agli altri sistemi di stampa per etichette. La velocità  media di una serigrafica può essere indicata, subordinatamente al lavoro da realizzare, in 15/30 metri il minuto. Anche nella serigrafia occorre tenere conto della quantità  e del formato delle etichette. A volte può essere, infatti, interessante ricorrere una macchina serigrafica a foglio che permette un prodotto finale più grande di quella realizzabile da macchine a bobina. Circa la gamma dei materiali stampabili, posso dire, continua Alfano, che è praticamente senza limiti. Ottimi risultati si ottengono sia su carta e materiali plastici, sia su carte vergate o telate, ma non si possono escludere tessuti, materiali accoppiati ecc.
La stampa digitale."E' una tecnologia in sviluppo, sia che si parli di trasferimento termico, sia che si parli di ink-jet. Deve essere, però, migliorata, continua Pietro Alfano, nella qualità  del lavoro ottenibile, qualità  estremamente subordinabile alla minore quantità  dei supporti utilizzabili rispetto alla stampa offset. Le velocità  sono sufficientemente alte - 30/60 metri al minuto (dipende dalla risoluzione di stampa e dal modello di macchina) - ma controllabili nei costi vista la possibilità  di lavorare anche con tirature molto basse.
E' questo un discorso che, in futuro, s'inserisce Laura Franchini, in futuro, coinvolgerà  molto un certo tipo di azienda che, grazie all'utilizzo di un buon grafico, un buon computer con dei programmi adeguati e di una buona macchina, potranno fare "in casa" le proprie etichette nelle precise quantità  richieste dal momento. Certo, mi riferisco ad un certo tipo di azienda e di etichette non certamente per prodotti alimentari con quelle esigenze di tiratura e di impatto delle quali abbiamo parlato.
I migliori risultati si ottengono stampando su carte o materiali plastici dalla superficie liscia, pur non trascurando l'ottima qualità  ottenibile anche su materiali speciali quali film plastici, film metallici e materiali accoppiati, policarbonati.
Va, infine, tenuto anche presente che la combinazione con macchine di pre-trattamento e finissaggio sono spesso indispensabili per completare le linee produttive.
La stampa rotocalco "Nel campo delle etichette, salvo alcuni situazioni veramente particolari, praticamente non esiste.
La stampa a caldo. Una tecnica che oggi permette anche lavorazioni con buone definizioni ed è sempre più utilizzata anche nell'arricchimento delle etichette "Non c'è dubbio, dice Alfano, e ne abbiamo già  parlato. Va tenuto presente che stampa a caldo non vuol dire unicamente il trasferimento di pellicole oro, bensଠdi una serie abbastanza completa di tonalità  metalliche. Buona la compatibilità  con diversi supporti."
Stampa a freddo. "E' forse la tecnologia meno conosciuta. La stampa a freddo è un processo dove la foglia metallizzata - molto simile nei risultati a quella della stampa a caldo - è trasferita sul supporto usando un'apposita colla che è spalmata con un gruppo stampa flessografico ed essiccata in U.V. Ideale per medie tirature. Può essere adattata ad attrezzature di base come le offset e flessografica. Buona la compatibilità  con diversi supporti."
La verniciatura delle etichette "Questo è un passaggio certamente importante per il mondo delle etichette. La verniciatura come sappiamo può essere opaca o lucida, di protezione, di conservazione, di arricchimento e, quindi, parziale o totale."
Si può vedere, in alcuni casi, la combinazione di più sistemi di stampa in un unico prodotto? "E' una situazione abbastanza normale dove, per esempio, possiamo trovare in uno stesso prodotto un'etichetta offset finalizzata con verniciature serigrafiche "a riserva" sul davanti e sul retro un lavoro realizzato contemporaneamente, per esempio, in offset o flexo.
Ogni tecnologia ha propri valori e risultati finali. Volendo una tecnologia può simularne, per esigenze di costo o altro o per la mancanza della tecnologia più specifica, un'altra? "Mai. Forse si può parlare di esperimenti quasi personali. Si sa di qualche tentativo per emulare il punto serigrafico utilizzando due o tre passaggi flessografici. Ma siamo quasi al "divertissement" personale.
Se vogliamo, continua Alfano, possiamo parlare di una specie di "conflitto" fra flessografia e tipografia, ma, unicamente per via della somiglianza del prodotto realizzabile dalle due tecniche. Ritengo, invece, che in futuro, quel "conflitto" possa realizzarsi nel prodotto finale, fra offset e digitale non appena la stampa digitale sarà  in grado di utilizzare un maggior numero di supporti. E' certo che di acqua sotto i rispettivo ponti ne deve però ancora passare molta.
Gli utilizzi degli inchiostri o dei vari prodotti necessari devono subordinarsi alle esigenze del prodotto? "Si, come nella stampa "grafica" si può a volte ricorrere a inchiostri speciali come quello ad uso alimentare, per esempio.


BREVE STORIA DELLA FRANCHINI & C.
Un'azienda nata nel 1959 quando il Signor Elio Franchini, reduce da un importante esperienza lavorativa presso la Soc. Organizzazione Capitini, decise di avviare una propria attività , volta alla installazione di impiantistica industriale ed impianti elettrici su linee di stampa. A lui si affiancò successivamente un socio come collaboratore tecnico. Si costituଠcosଠla Franchini & Speri. Alla società  contribuisce, sin dalla sua nascita, anche con la moglie del Signor Franchini, la Signora Anna Maggi impegnata nella gestione amministrativa dell'azienda. Siamo alla fine degli anni 60 quando, grazie ad una fortunata intuizione del Signor Franchini, la Società  inizia a produrre piccole macchine accessorie per la produzione di etichette autoadesive. Situazione che nel 1970 suggerisce, sempre al sig. Franchini, l'idea di introdurre nel mercato una loro macchina serigrafica da bobina a bobina. Negli stessi anni una nota casa produttrice di macchine tipografiche Giapponese chiede alla Franchini e Speri collaborazione per il finissaggio delle proprie linee di stampa con fustelle e gruppi per la stampa a caldo. Lo sviluppo di una gamma di unità  modulari da origine alla macchina serigrafica Sericonvert e alla promozione della stessa nei mercati di tutto il mondo. E' in questo periodo che l'attività  comincia a richiedere spazi maggiori, pertanto si trasferisce a San Giuliano Milanese. A seguito della crescente richiesta, la Società  decide di acquisire alcune agenzie esclusive di macchine da stampa per etichette per completare la gamma e poter cosi meglio soddisfare la propria clientela. Nel 1983, l'ingresso in Società  della figlia del fondatore, la Signora Laura Franchini, favorisce i contatti con i mercati internazionali incrementando i rapporti con le agenzie e con la clientela estera. La partecipazione alle principali fiere del settore fa conoscere il nome Franchini in tutto il mondo. La rete distributiva si amplia e vengono installate macchine in tutta Europa, negli USA, America del Sud, in Australia e Nuova Zelanda, in Asia ed in africa. Nel 1997 il socio decide di ritirarsi dall'attività . Conseguentemente la società  cambia nome e diventa Franchini & c. srl Agli inizi del nuovo secolo, entra a far parte dell'organizzazione, Pietro Alfano, marito di Laura, con, alle spalle di una vasta esperienza nel campo grafico e in particolare nel settore delle etichette autoadesive. Il suo supporto da una svolta all'attività  commerciale dell'azienda che assume nuove agenzie e introduce nuovi macchinari nella gamma produttiva.

Nino Fichera (effenino@tiscali.it)

(per maggiori dettagli relativamente all'argomento trattato dall'articolo contattare:info@franchini.com)

L'articolo è stato realizzato per conto della rivista Graph Executive ed inserito sul numero di giugno 2005 della stessa rivista

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