16.04.2005

ANCORA SULLA STAMPA SERIGRAFICA DI OGGETTI

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ANCORA SULLA STAMPA SERIGRAFICA DI OGGETTI
La situazione, i possibili sviluppi futuri, il mercato, la tecnologia, la concorrenza
Ne parliamo con il Signor Walter Bongiorni titolare della Pentagramma di Bellinzago Lombardo, un Comune a due passi da Milano
"La stampa di piccoli oggetti". Signor Bongiorni, conosciamo da tempo il suo pensiero circa il "bisticcio" relativo a questa definizione, vogliamo iniziare il nostro incontro da quel punto?
"Questa domanda mi permette di chiarire ancora una volta quello che, secondo me, è un malinteso o, in ogni caso, una definizione non corretta che mi consentirà , in seguito, di essere meglio capito entrando nelle varie situazioni tecnologiche e di mercato. "Stampa di piccoli oggetti", una definizione cui si ricorre sia che si parli di serigrafia, sia che si parli di tampografia o altro e che, in effetti, vuol dire tutto e niente - precisa Walter Bongiorni. Per la complessità  delle specifiche tecnologie, della meccanica ad essa collegata e delle varie stratificazioni di mercato, occorre aprire e scandagliare meglio l'argomento parlando di stampa su penne, targhette, bottoni, flaconi, ecc. su vetro, materie plastiche o altro materiale.
La nostra azienda si occupa di stampa serigrafica e tampografica su flaconi di ogni formato in vetro, materie plastiche o alluminio, principalmente per il mondo della cosmetica. Se si vuole una disanima sufficientemente approfondita à© pertanto gioco forza che le nostre quattro chiacchiere non vadano oltre questo settore. Gli altri li conosco poco anche nel modo di approccio, diciamo filosofico oltre che tecnico anche, se di base, le macchine ed i sistemi di stampa sono sempre gli stessi.
Faccio un esempio, se devo personalizzare, una biro, devo preoccuparmi, generalmente, di un marchio senza preoccuparmi più di tanto della qualità , sarà  sufficiente ottenere un lavoro decente e, al limite preoccupaci di come affrontare le quantità , mentre, parlando di un settore come quello in cui opera la Pentagramma, la stampa su flaconi, possiamo certamente percepire immediatamente una differenza nella mentalità  dello stampatore e, quindi, nel concetto filosofico di impostazione, ecc."
Molto bene, grazie. Parliamo allora della stampa su flaconi per prodotti cosmetici e delle tecnologie a disposizione e del mercato.
"Dunque, come ho detto, la nostra azienda si occupa esclusivamente del mondo della cosmetica, un mondo che ha le proprie esigenze chiare e specifiche, esigenze che sono completamente diverse da quelle del settore della promozione, degli accendini, dei bottoni o dei portachiavi, ecc. Va tenuto presente, all'interno del nostro discorso, che il mondo dei cosmetici spazia dal rossetto alla cipria, dal fondotinta al fard, dalle creme agli shampoo, ecc.
Il settore della stampa su flaconi ha quindi, per esempio, la necessità  di una propria profonda specializzazione specie nei riguardi delle attrezzature. E' vero che, come abbiamo visto, le macchine, di base, sono sempre più o meno le stesse, ma anche vero che ognuna di queste macchine va adattata all'oggetto che vuole stampare, alla sua forma oltre alle sue esigenze di tiratura, ecc. Peraltro la cosmetica ha, in più, un grado di specializzazione enorme. "
Che importanza ha la stampa serigrafica all'interno di questo Mercato?
"Sono convinto la stampa serigrafica per la cosmetica è da considerarsi la più tecnologicamente avanzata e questo anche nei confronti di precise risposte alle esigenze del consumatore. Per la stampa serigrafica di flaconi o, se si vuole, del prodotto cosmetico in genere, occorrono sଠle stesse cose cui ricorre la stampa serigrafica di base, ma, soprattutto, macchine dedicate con una duttilità  in grado di permetterci di stampare su ogni tipo forma e misura di flacone. Il loro grado di duttilità  à© tale che se volessimo, con queste nostre macchine, stampare le penne potremmo farlo. Non può avvenire invece il contrario."
Ma come si muove il tutto? Che tipo di imprenditore-stampatore si dedica a questo mercato?
"Come per tutti i settori artigianali, industriali o commerciali, per il raggiungimento degli obiettivi previsti, occorre sempre coinvolgere più persone e competenze diverse.
Il nostro lavoro, riprende Bongiorni, è iniziato, come si può intuire dalla nascita dei primi flaconi, anonimi, bianchi, incolori o di un qualsiasi colore.
Ad un certo punto il Mercato si è accorto che occorreva che lo stesso flacone potesse parlare del suo contenuto, venderlo meglio, cioè. Ecco, quindi, l'esigenza che questo contenitore non si limitasse unicamente a descrivere cosa aveva al suo interno, ma si presentasse anche in modo piacevole ed elegante e con una certa attrattiva verso il consumatore che doveva sceglierlo magari dagli scaffali di un supermercato. Continuiamo poi a tenere presente che, come ho detto, il mondo del cosmetico è molto ampio, va dal rossetto alla cipria, dal fondotinta al fard, dalle creme agli shampoo ecc. Per un riferimento più preciso a proposito delle caratteristiche dell'imprenditore che si dedica a questo mercato, posso, prima di tutto, rispondere che, di base, occorre possedere una notevole sensibilità  creativa ed una gran duttilità  tecnica che permetta di trasferire il "bozzetto" del cliente su forme di flaconi sempre più strane.
Per maggiore chiarezza, voglio tracciare il percorso di un prodotto cosmetico prima che questi finisca sui banchi di vendita: il mondo del cosmetico che, come ho già  detto più volte, è molto ampio, va dal rossetto alla cipria, dal fontotinta al fard, dalle creme agli shampi ecc. Ognuno di questi prodotti ha un proprio contenitore che può essere di plastica o di vetro.
Il tutto inizia, com'è logico, dal produttore della materia base, lo shampoo, lo smalto per le unghie, il profumo, ecc. che, stabilito se il suo prodotto dovrà  essere presentato in un contenitore di plastica o di vetro, si rivolge agli specifici "soffiatori" presso i quali avrà  la possibilità  di scegliere da un catalogo di prodotti gia pronti, almeno nel progetto e negli stampi o chiedere un prodotto con un design proprio.
Ottenuto il flacone nel materiale desiderato, della capacità  e forma voluta decide poi di decorarlo in un certo modo. A questo punto la prima possibilità  che gli si offre e quella di far sovrastampare il contenitore scelto dallo stesso produttore del flacone (generalmente queste aziende hanno al proprio interno due o tre macchine in grado di eseguire quel tipo di lavoro). In questo caso, il prezzo proposto sarà  certamente interessante, ma probabilmente, com'è ormai norma, si scoprirà  che per la consegna del lavoro devono trascorrere tempi molto lunghi anche perchà© questo tipo di organizzazione, parlo sempre dei reparti stampa interni alle aziende che producono i contenitori, à© approntato mirando a clienti con grandi numeri che, di conseguenza, impegnano le loro macchine a tempo pieno.
Ecco che, a questo punto si giustifica la presenza di aziende come la nostra, in grado di affrontare, in un percorso giornaliero, anche piccole tirature, in tempi onesti che rispettino le esigenze di mercato del cliente, e che sappiano tenere fermamente presente che oggi i produttori di cosmetici, specie i medi ed i piccoli, producono sul venduto. Situazione che spesso porta a magazzini senza scorte e, quindi, all'esigenza di grandi velocità  di produzione ed immissione sul mercato."
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Sig. Bongiorni, cosa fa la differenza all'interno di questo Mercato e di un'azienda come la vostra?
"In primo luogo, come ho già  accennato: la creatività . Io stesso, continua Bongiorni, metto ogni giorno a disposizione dei nostri clienti la mia personale esperienza acquisita come creativo in un'agenzia di pakaging spendendo molte ore nella ricerca di soluzione grafiche e cromatiche adattabili al prodotto. Esperienza in che, negli anni, ci ha permesso di creare un importante reparto grafico-creativo in grado peraltro di indirizzare il personale del cliente anche nella considerazione dei dati tecnici importanti alla buona riuscita del lavoro e degli obblighi di Legge ai quali subordinare il lavoro. E' il caso poi di evidenziare la nostra possibilità  di utilizzare macchine e tecnologie UV che permettano finiture su contenitori in PE, PVC, PP, ecc. più importanti nelle forze cromatiche oltre che nelle definizioni e resistenti di quelle, per esempio, quelle ottenibili da altre tecnologie come quelle che usano inchiostri a solvente. Nel totale abbiamo: 2 macchine mocolore automatiche UV, 3 macchine semiautomatiche monocolore per serigrafia tradizionale a solvente oltre a 3 macchine tampografiche monocolore."
La scelta di una tecnologia di stampa, piuttosto che di un'altra, a cosa è subordinata? Ai costi? Alla forma dell'oggetto, al tipo di materiale, alla creatività  della quale abbiamo appena parlato, ecc.?
"Alla forma dell'oggetto, prima di tutto, al materiale col quale è costituito, alla tiratura poi e, conseguentemente, ai costi. Ci sono situazioni in cui si ricorre alla serigrafia, in altre alla tampografia - specialmente se l'oggetto è irregolare -, in altre ancora ad una ed all'altra, in modo complementare. Aziende all'avanguardia devono poter aver a disposizione macchine che permettano di affrontare le varie esigenze."
Ci sono aziende che utilizzano per questo specifico tipo di lavoro attrezzature di diverse tecnologie di stampa?
"Il settore cosmetico, proprio per la molteplicità  di prodotti, settori e aree di distribuzione o per le mode che sorgono e tramontano con la massima velocità , deve per forza utilizzare diversi sistemi di stampa. Se pensiamo, per esempio, ad un prodotto distribuito in grandi catene di supermercati, parliamo di un prodotto spesso stampato a cinque colori, magari con un logo ed un filetto in oro tutto attorno o ad un flacone, per esempio, di forma ovoidale, non possiamo che pensare a diverse tecnologie di stampa che permettano dalla stampa serigrafica, alla stampa tampografica del logo, magari previsto in una posizione difficilmente raggiungibile dalla stampa serigrafica, dalla tecnologia dell'oro a caldo, ecc.. Esistono poi flaconi che, non presentando la chiave di registro (che si realizza nella formatura del flacone), non possono che essere stampati in tampografia. Ecco dove, ancora una volta, le attrezzature sui cui contare fanno la differenza. Per quanto ci riguarda, ricorriamo, per una questione di velocità , alla tampografia anche per lavori dove la tecnica serigrafica potrebbe andare benissimo. Una macchina tampografica automatica riesce, infatti, a produrre 1.200 - 2.000 pezzi l'ora mentre con una serigrafica riesco a malapena a raggiungere le 1.000 battute. Le tampografiche possono inoltre essere adattate meglio alla stampa del pezzo. E' certo che di volta in volta vanno valutati i pro e i contro. Possiamo, quindi e senza dubbio, dire che le due tecnologie hanno utilizzi e mercati specifici.
In un excursus generale, per concludere l'argomento, posso indicare inoltre l'esistenza di alcune situazioni dove si può ricorrere anche ricorrere all'offset o a quello flessografico, come nel caso di certe bombolette in alluminio che, stampate in offset, vengono, praticamente, fatte ruotare da un mandrino su opportune lastrine, ognuna per ogni colore, che rimangono ferme. Esiste, infine, una tecnologia chiamate spider che permette la stampa su tubi di materiale sintetitico che saranno poi fissati a caldo sul flacone. E' una tecnologia che conosco poco, continua Bongiorni, e non so dire di più."
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Un'altra domanda da un milione di dollari: che percentuale di mercato hanno, secondo lei, le diverse tecnologie?
"Dipende da come si vogliono impostare le lavorazioni. Esistono aziende che propongono lavorazioni unicamente in serigrafia, altre in tampografia. Citando dati della mia azienda, noi facciamo mediamente 60-70.000 battute il giorno, posso indicativamente dirle che la percentuale fra serigrafia e tampografia è del 50 e 50%. Il futuro di questo settore è, comunque, in macchine sempre più veloci."
Le aziende diciamo "specializzate" in questo tipo di servizio sono, a suo parere, sufficienti a coprire le esigenze del mercato?
"Oggi come oggi credo che, almeno nel settore della cosmetica, non ci siano più tanti spazi. E' anche vero però che il mercato, il cliente occorre crearlo, costruirlo, ampliarlo - verso la cartotecnica, per esempio - inventarlo. Se si accetta questo concetto, forse spazi ne possono esistere ancora.
Signor Bongiorni, quanti concorrenti importanti ha la sua azienda? "In realtà  - continua il titolare della Pentagramma - concorrenti importanti, se rimaniamo nel campo del flaconaggio per l'industria cosmetica, o, ampliando, all'erboristeria e, in alcuni casi, alla grande distribuzione, non ne abbiamo.
Ma qui è forse il caso di penetrare un po' più a fondo l'argomento anche se non è poi cosଠfacile rispondere con precisione alla sua domanda. Cominciamo a dire che le aziende italiane che producono quel tipo di prodotto-flacone da sovrastampare sono tutte prevalentemente in Lombardia, nel Veneto, con qualcosa nel torinese. Ci sono poi, pur rimanendo nei settori merceologici che ho accennato, flaconi in vetro e flaconi in materiale sintetico o in alluminio. I flaconi in materie plastiche sono utilizzati, per esempio, per gli shampoo, per le creme. Non saranno mai utilizzati per prodotti alcolici come i profumi. Per ogni materiale occorrono esperienze ed attrezzature specifiche.
Certi flaconi in vetro sono decorati in serigrafia con colori ceramici e poi passati in forni con una temperatura di 700°(stampa ad alta temperatura). Per quanto mi risulta esistono tre sole aziende, fra cui una collegata con la Bormioli, che posseggono questo tipo di attrezzatura. La mia azienda, come abbiamo visto, ricorre invece ad un tipo di lavorazione che, utilizzando colori a bicomponente (UV) permette di formare un giusto compromesso fra la stampa ad alta temperatura e la serigrafia classica. E' una tecnologia che richiede un passaggio, detto "a freddo" in un forno a non oltre 300° e che ottiene un'asciugatura completa dopo circa 36 ore permettendo una buona tenuta sul vetro con, peraltro, la stessa sensazione tattile finale e lo stesso ancoraggio del prodotto lavorato con colori ceramici. Ben rispondente con la durata del prodotto, ma certamente con costi inferiori rispetto all'utilizzo del sistema a forno di 750°, à© la soluzione ideale quando si ha l'esigenza di operare su quantitativi notevolmente più bassi (poche migliaia di pezzi) di quelli che giustificano l'utilizzo del sistema ad alta temperatura.
Qualcuno non esclude un quanto mai prossimo inserimento della stampa digitale a questo mercato. Cosa ne pensa?
"No, non vedo proprio come nel mio settore possa entrare il digitale. Certo nella stampa serigrafica cosiddetta "grafica" le cose possono essere diverse. Ma anche in questo caso la serigrafia avrà  sempre un suo preciso settore dove nà© offset, nà© digitale potranno mai entrare.
Torniamo al Mercato. Quale sarà  il futuro a suo parere?
E' certamente una delle domande cui rispondo con maggiore cognizione di causa, dice Bongiorni. Credo, infatti, che il Mercato sia sempre più premiante verso quelle strutture che sanno guardare avanti in una visione europea. Certo, e questo voglio sottolinearlo, è assolutamente un mio punto di vista personale, la nostra è una categoria dove, se non ci modifichiamo, non si potrà  guardare al futuro con molto ottimismo a causa delle nostre chiusure, gelosie e dalla quale non partono messaggi nei confronti dei giovani che "temono di sporcarsi le mani", conclude con notevole veemenza Bongiorni.

Nino Fichera
(effenino@tiscali.it)

(la ditta Pentagramma può essere contattata al numero 0295383976 o all'indirizzo e-mail info@pentagramma.biz)

Questo articolo è stato realizzato per Creaph Creative ed inserito sul numero di aprile 2005 della stessa rivista

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