22.10.2002

LA STAMPA D'ARTE IN SERIGRAFIA

warhol
Un'ulteriore conferma dello spirito creativo del serigrafo e dell'importanza della serigrafia

Quello che mi sto accingendo a scrivere vuole forse essere unicamente o, se preferite, anche un'ulteriore alzata di scudi a favore della serigrafia, una specie di urlo che vada a contrapporsi a quel "popolo" di convinti della lenta, ma sicura, evoluzione "mortale" di questa tecnica di stampa. Come ho detto altre volte, non sarà  cosà¬, non potrà  essere cosà¬. La serigrafia à© composta di tanti spicchi, ognuno con una propria vitalità . Spicchi che assieme vanno a formare un tutt'uno altrettanto sano e vitale. Uno di questi spicchi, à© la stampa d'arte serigrafica cui accennerò velocemente in questo editoriale e che, con un po' di fortuna - mi riferisco al tempo a disposizione, al fluire delle cose - approfondirò in una delle prossime edizioni di Insernet raccontandovi le esperienze di uno stampatore d'arte. Ancora una volta mi sento però l'obbligo di precisare, per chi ancora non lo sapesse, che io non sono un fabbricante di macchine da stampa, non produco tessuto serigrafico, telai o inchiostri, non sono un serigrafo nà©, tantomeno, un grosso tecnico nel campo della serigrafia. Non ho quindi interessi particolari nei confronti della serigrafia, la mia è solamente una forte simpatia per questa tecnica di stampa e per tutto ciò che può continuare a dare nei confronti del "bello".

Bene, fatta questa doverosa puntualizzazione, parliamo di stampa serigrafica d'arte, cominciando però con una precisazione, un'opportuna distinzione fra il concetto generale di "stampa", di "riproduzione d'arte" e "stampa d'arte". La nascita del termine"stampa d'arte" che, come vedremo, si propone oggi anche in direzioni non corrette, secondo alcuni autori, appare come collegabile alla utilizzazione di alcune illustrazioni di certi libri inglesi realizzate con la tecnica dell'incisione e poi, in tempi successivi alla pubblicazione, "strappate"dal volume cui appartenevano per essere vendute singolarmente a cultori di quei, certamente importanti, lavori. La riproduzione d'arte. Sarà  capitato a molti di trovarsi di fronte a lavori litografici, semplici poster, che riproducono lavori pittorici, presentati, in un concetto commerciale, come "stampe d'arte". Spesso sono lavori, tirati in parecchie migliaia di copie, che in altre situazioni chiamiamo poster, realizzati in quadricromia e che ben poco hanno a che fare con l'originale che generalmente avrebbero bisogno, per certe forze di colore, toni o velature, ben più dei noti quattro colori Cyan, Magenta, Giallo e Nero e di molti più interventi di correzione di quelli che ti permette una veloce macchina offset anche se dotata delle più moderne "consolles". Ci sono, è vero, anche in litografia riproduzioni molto valide, ma che difficilmente definirei come "stampa d'arte" malgrado siano, a volte, realizzate con molta cura. La vera "stampa d'arte", o "grafica d'autore" realizzabile attraverso diverse tecnologie à© invece, per contro, frequentemente stampata, spesso con difficoltà  di ogni tipo, un foglio per volta, un colore per volta, a volte con l'assistenza dello stesso pittore autore dell'originale. La tiratura non supera mai, salvo casi eccezionali, le poche diecine di esemplari oltre al famoso paio di "copie d'autore" che, come tutti sappiamo, sono le prime copie complete su cui l'autore appone la propria firma riconoscendo la perfetta riproduzione del suo lavoro. Fra tutte le tecnologie attraverso le quali si ottengono stampe d'arte o grafiche d'autore c'è la stampa serigrafica d'arte.
Con la stampa serigrafica si può ottenere quanto di più fedele, piacevole e gustoso, ma questo può essere un mio personale modo di vedere le cose, si possa pretendere da una riproduzione d'arte, qualsiasi sia la tecnica riproduttiva cui si ricorra.
Nessuno si scandalizzi, nessuno nega che esistano nella tecnica dell'incisione, per esempio, cose preziose e godibilissime. Cito a memoria e, quindi, a caso le opere del Parmigianino, del Pollaiolo, di Andrea Mantegna, di Albrecht Dürer, o dei più moderni Giovanni Fattori, Luigi Bartolini, Carlo Carrà  o (lo sapevate?) di Giorgio Morandi abilissimo nel raggiungere anche con questa tecnica gli effetti tonali e le luci dei suoi quadri.
Ed arrivo al centro del discorso, allo spirito creativo del serigrafo e all'importanza che questa creatività  ha anche nella riproduzione d'arte, serigrafica nello specifico. Nelle altre tecniche, secondo me, ma credo che nessuno possa obiettare questa mia affermazione, c'è, infatti, più "pittore", in serigrafia c'è molto di più "serigrafo" con tutto il rispetto dovuto agli autori dei lavori.
Questo, non solamente perchà© à© il serigrafo che prepara il telaio o perchà© à© il serigrafo che prepara i colori. Al centro di tutto ci deve anche essere, come c'à©, un operatore in possesso, oltre alle conoscenze tecniche necessarie, della sensibilità  che permetta di sentire il segno, di percepire la direzione delle pennellate e il peso che il pittore ha impresso al pennello in quel certo passaggio, e di saper infine percepire, facendolo suo, il "piacere del colore" che ha provato l'artista nel produrre la sua opera. Insomma, a mio parere, nella stampa d'arte, il serigrafo deve essere un po'anche pittore. In mancanza di tutto questo, il risultato sarà  un lavoro finale piatto. Nelle stampe serigrafiche d'arte non esistono "ripieghi" che ti permettano di effettuare correzioni, come in certi lavori offset o serigrafici di stampo commerciale. Non puoi sbagliare, se sbagli quello che ne esce non à© una riproduzione d'arte.
Per la verità , qualche anno fa, diciamo pure una ventina, esisteva un maggiore contatto con l'artista. Il pittore stava a fianco del serigrafo per tre, quattro giorni e lo aiutava a preparare, quantomeno, le tonalità  necessarie. Oggi non più, tutto è diventato più veloce; spesso il lavoro è commissionato da un editore che col pittore non ha niente a che vedere se non per il rapporto commerciale. Non esiste poi, com' è evidente, la possibilità  di ricorrere ad una selezione di colori classica, fotografica, il lavoro, specie se proviene da pittori moderni, è tutto manuale e molto laborioso e lungo. Si opera utilizzando pellicole trasparenti poste sull'originale e si lavora con matite grasse seguendo il disegno e le masse di colore. Quando è possibile, si ricorre al bromografo lavorando con sovraesposizioni o sottoesposizioni fotografiche finchà© non si raggiunge il risultato voluto. E' molto più facile riprodurre, mi raccontava qualche tempo fa uno di questi serigrafi, con una selezione classica composta dal numero di colori necessario, il lavoro di un pittore de1600 che il lavoro di un artista moderno che in linea di massima usa tinte pure e piatte".

La stampa d'arte in serigrafia, un'ulteriore conferma della validità , vitalità  e possibilità  della serigrafia e delle capacità  del serigrafo. Anche questa à© la serigrafia che continuerà  a far vivere la serigrafia.

Nino Fichera

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