15.07.2004

KRONES: Il futuro dell'etichetta...

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Non si tratta di un nuovo manuale sul bon ton, ma delle valutazioni di Krones - riguardo agli sviluppi di prodotti e macchine per l'etichettatura nei diversi mercati di sbocco.
Termoretraibile o estensibile, magari avvolgente con colla a caldo, sicuramente di plastica. Cosଠè, secondo Krones, l'etichetta "del futuro" o forse, più modestamente, l'etichetta che ancora per qualche tempo presenterà  il migliore tasso di sviluppo. Lo confermano i dati elaborati dal gruppo tedesco, sulla scorta di rilevazioni ufficiali e, soprattutto, della propria esperienza diretta, presentati lo scorso marzo in occasione dell'ultimo "Forum delle Opportunità ". L'appuntamento, che da qualche anno coinvolge fornitori e clienti di Krones accanto a giornalisti specializzati ed esperti del settore, questa volta era infatti dedicato all'etichettatura. Ne sono emerse conferme e precisazioni sull'andamento delle varie famiglie di materiali e di macchine per l'applicazione di etichette, e qualche cenno a nuovi prodotti. Sullo sfondo, le ultime proposte Krones in fatto di etichettatrici, adesivi e sistemi di ispezione.

Europa e mondo: mercati e prodotti

Stabile la domanda di carta a fronte di una crescita, recente ma impetuosa, delle etichette in materiali sintetici; in particolare, aumentano le etichette no label look, grazie al loro appeal, e crescono i vari tipi di sleeve per una vestizione completa del contenitore. Lo testimonia Franco Tomba, amministratore delegato di Krones Srl, che spiega i successi e le ulteriori potenzialità  della plastica con le elevate prestazioni dei vari polimeri in gioco, sommate alla possibilità  di ridurre in misura consistente gli spessori dei film (e i costi conseguenti) e agli ultimi sviluppi delle tecnologie di stampa, che permettono di ottenere interessanti risultati estetici. L'esperienza della Krones lo conferma. La multinazionale tedesca, infatti, produce e commercializza worldwide macchine, sistemi, complementi e attrezzature per l'imbottigliamento, l'etichettatura e l'imballaggio. La forte presenza nelle diverse aree del mondo le permette di effettuare, da una posizione di privilegio, il monitoraggio dei trend della domanda. «I sistemi Krones per l'etichettatura da bobina con colla a caldo - informa il manager - rappresentano oggi circa il 30% del nostro business e vivono un trend assai vivace di crescita ulteriore, mentre si va contraendo la quota del 41% detenuta fino ad ora dall'etichettatura con colla a freddo, che peraltro continua a costituire il valore più elevato. Di molto inferiori, ma con sviluppi impetuosi, le soluzioni per la sleeveratura, oggi al 4,4%, e soprattutto per l'etichettatura autoadesiva, che ha conquistato il 7,5% delle quote». Secondo i dati del gruppo tedesco, relativi al proprio parco macchine installato nel biennio 2001 e nel 2002, diminuiscono le applicazioni sui contenitori di vetro (circa -10% in un anno), a tutto favore della plastica; "in notevole calo" risulta anche il cartone, mentre aumentano seppur di poco i contenitori di metallo, non solo per i vari segmenti del beverage ma anche per prodotti chimici e farmaceutici.

Le quote della plastica

Considerando solo i sistemi per l'etichettatura di recipienti di PET e di altri materiali sintetici, ecco l'incidenza delle diverse tipologie di macchine nel business del gruppo: etichettatura da bobina con colle a caldo 50%, etichette pretagliate con colle a caldo 19%, etichettatura con colla a freddo 12%, etichette autoadesive 10%, sleeve 6% (nonostante Krones sia entrata in questo segmento del mercato solo di recente), etichettatura combinata con colla a freddo e a caldo 3%. «Quest'ultimo dato sottolinea Tomba riguarda l'ultima generazione di macchine, evoluzione delle precedenti "combi", progettate per poter lavorare con gli "aggregati" più diversi in risposta alla crescente richiesta di flessibilità Â». All'interno di questo quadro, i soft drink rappresentano circa il 73% delle applicazioni e, più in generale, continuano a crescere tutti i segmenti del beverage, espandendo anche in valori assoluti il mercato di riferimento per questi tipi di soluzione. Considerando ora le etichette di plastica, vediamo che quasi sempre si tratta di OPP, oggi al 93% del totale; rispetto ad esso, polistirene e PVC restano decisamente marginali. I motivi di una tale affermazione? Estetici, ambientali e soprattutto economici.

Etichette: confronti e prospettive

Krones divulga un'altra serie di dati che riguardano la diffusione dei prodotti e le tendenze di sviluppo nelle differenti aree del mondo. Considerando il mercato europeo delle etichette nel 2003, si rileva che le etichette autoadesive rappresentano il 54% del totale; le etichette con applicazione di colla - indipendentemente dal materiale con cui sono realizzate - sono al 30%; il 12% è costituito dai diversi tipi di sleeve; il 4% dalle etichette in mould e il 2% da "altre". Krones stima che attualmente l'Europa esprima il 32% della domanda complessiva di etichette, preceduta di poco dal Nordamerica (35%) e seguita dall'Asia del Pacifico (27%); il resto del mondo si attesta al 6%. Sempre considerando i valori riguardanti la vendita di etichette, il gruppo presenta le seguenti stime: la Cina presenta un trend di crescita del 15% annuo, l'Europa dell'Est del 12% e l'America Latina del 10%. Tornando infine all'Europa, vendiamo che si tratta di un mercato in crescita (5% annuo), dove le in mould label crescono del 15%, le sleeve termoretraibili del 10% cosଠcome le etichette avvolgenti da bobina, le autoadesive del 7%, gli altri tipi di sleeve del 4% e le avvolgenti pretagliate del 3%. Sarebbero invece ferme (dunque a crescita zero) le etichette con colla a freddo, le autoadesive in foglio e le gommate.

Gli input della tecnica (e dei listini)

Le tecnologie di stampa più diffuse per la produzione di etichette sono la roto e flexo, mentre - considera Tomba - la flexo con UV viene impiegata in misura ancora modesta e in digitale vengono perlopiù realizzati i piccoli lotti campione. Attualmente, gli sviluppi più interessanti riguardano l'applicazione di inchiostri speciali, la metallizzazione e, in generale, tutte le soluzioni che aumentano l'appeal del prodotto e producono barriere alla luce (un'esigenza, questa, che va di pari passo con la diffusione delle bottiglie di PET). Si riscontra, inoltre, un crescente interesse per le tecniche di numerazione della singola etichetta, trainato dall'esigenza di tracciabilità  e dalle iniziative di marketing (giochi, concorsi, ecc.) che richiedono la riproduzione su ciascun contenitore di codici, password e simili, spesso stampati a getto d'inchiostro sul retro dell'etichetta, prima della sua applicazione sulla bottiglia. La diffusione relativa dei vari tipi di etichetta, infine, resta ovviamente influenzata dal costo dei prodotti presenti sul mercato. Facendo una media dei prezzi europei, stampa e adesivo inclusi, Krones ha confrontato i diversi materiali sintetici (PP nelle varie versioni, polietilene e PET) e tipologie di prodotto, evidenziando come il PP da bobina rappresenti ad oggi la soluzione più economica, mentre la sleeve di PET con retrazione si posizioni all'estremo opposto della classifica. «Le sleeve - ha sottolineato peraltro il manager - non richiedono l'uso di adesivo, offrendo vantaggi sul piano economico come su quello della sicurezza».

Il concetto "Modul"

Dunque, sul mercato assistiamo all'affermazione di nuovi materiali, etichette e tipologie di contenitori, tecnologie di stampa, ecc., con un proliferare di soluzioni che si affiancano alle precedenti, senza peraltro sostituirle completamente. Questa situazione ha stimolato i produttori di macchine a progettare seguendo il criterio privilegiato della flessibilità  delle funzioni. Anche Krones lo ha fatto, ma nel tempo ha radicalizzato questo approccio seguendo un criterio di modularità  "estrema" (Modul), che ha dato vita a una nuova generazione di etichettatrici, in grado di utilizzare prodotti e adesivi differenti (colla a freddo, hot melt, etichette autoadesive, etichette pretagliate, etichette avvolgentiÂ…). Modul ha generato quattro aggregati, autoalimentati, che si "agganciano" con grande semplicità  alla macchina di base, ottenendo di volta in volta l'insieme desiderato. Settaggio e sincronizzazione sono automatici, permettendo di spostare facilmente i vari moduli e di ricomporre quindi una nuova unità  completa. Con questa soluzione si riducono drasticamente i cambi formato, aumenta in maniera esponenziale la flessibilità  in fase di etichettatura ed è più facile soddisfare le richieste di innovazione avanzate dall'ufficio marketing in materia di confezionamento. La disponibilità  di diversi modelli permette di lavorare alla velocità  desiderata (fino a 72.000 bottiglie/ora), mentre un'elettronica particolarmente sofisticata guida non solo l' "aggancio" del modulo alla macchina base, ma anche movimenti come il ri-orientamento dei piattelli-bottiglia (ciascuno dei quali è dotato di un proprio motore brushless), in funzione del tipo di etichetta che si va ad applicare. Non per questo i progettisti della Krones hanno rinunciato ad altri vantaggi già  acquisiti: le macchine sono completamente aperte e, in qualunque configurazione, occupano uno spazio molto limitato.

Le macchine più' "gettonate"

• Contiroll rappresenta una delle etichettatrici Krones più avanzate e gradite dal mercato: in una decina d'anni ne sono state installate nel mondo 1.500 unità , di cui circa un decimo in Italia. La macchina, che lavora con tutti i tipi di materiale in bobina - sintetico o a base cellulosica - applica etichette avvolgenti con hot melt. Fra le sue caratteristiche distintive figurano l'elevata precisione di incollaggio e la drastica riduzione dei consumi di adesivo (circa 0,25 g per etichetta alta 100 mm, ha precisato Tomba), da cui deriva anche un'assai minore necessità  di manutenzione. L'alta velocità  di funzionamento (che a seconda dei modelli può superare le 70.000 bottiglie/h) è sostenuta da un'efficace alimentazione delle bobine, dai ridotti tempi di avviamento e dal raffinato sistema di taglio messo a punto da Krones. Inoltre, l'utilizzatore può attrezzare la propria Contiroll con un'ampia serie di dispositivi ausiliari, anche successivamente all'installazione (dai sistemi di essiccazione UV al tunnel di retrazione dotato di nastri trasportatori a velocità  variabileÂ…) nonchà© effettuare l'upgrading dei software. Due, fra le tante, le applicazioni significative citate durante il convegno a titolo di esempio: una macchina da 72.000 bott/h, che applica etichette di OPP Roso, integrata con un tunnel di retrazione vapore, e quella da 48.000 bott/h, con retrazione fino al 18% e stazione intermedia di essiccazione colla mediante UV integrata con un tunnel di retrazione ad aria calda. • Anche in fatto di sleeveratrici Krones vanta un know how sofisticato, dovuto anche all'originaria specializzazione sulle macchine ad altissima velocità  (fra 25 e 42.000 bott/h), di recente integrata, per completare l'offerta, con le macchine lineari a bassa cadenza. L'offerta della Krones comprende la gamma Sleevematic DS, macchine flessibili che applicano etichette shrink di PVC, OPS o PET sull'intero corpo della bottiglia (a 22.000 bott/h in versione lineare e 42.000 bott/h in versione rotativa) e le sofisticate Sleevematic AF, dove ogni singola sleeve - di norma stretch, ma alla bisogna anche shrink - viene presa e calzata sul contenitore all'altezza prescelta. Queste ultime macchine calzano la sleeve in maniera particolarmente semplice, assicurando un cambio formato veloce. Entrambe le linee di sleeveratrici si possono attrezzare con diversi sistemi di alimentazione del materiale: da quello classico a doppia bobina, al multirotolo con magazzino verticale, in grado di ospitare 8 bobine, fino al nuovo magazzino ottagonale di etichette già  orientate, in grado di ospitare circa 12 rotoli da 10 mila sleeve ciascuno.

Complementi preziosi

Durante il Forum Krones ha anche aggiornato sull'importanza del corretto impiego degli adesivi, che rappresentano uno dei più delicati fattori di criticità  dei sistemi di etichettatura, e sulle evoluzioni dei controlli qualità . Sul primo argomento, accanto alle informazioni di base, l'esperto della Krones Giorgio Cobelli, responsabile post-vendita, ha fornito una serie di consigli su come evitare gli sprechi, ottimizzare le prestazioni e trattare i supporti per ottenere la migliore adesione possibile, senza problemi. Il secondo tema, invece - introdotto dal PM Ennio Ghiringhelli - ha offerto l'occasione per presentare la più recente versione del sistema di ispezione multifunzione Checkmat, per il controllo delle etichette, del livello di riempimento e del tappo, e, buon ultimo, della data e del bar code. Richiesta non solo nel beverage, ma in tutti i settori dove una corretta etichettatura è fondamentale (cosmo-pharma in primis), questa macchina può lavorare anche con 6 telecamere "grandi" 4x5 cm, che impiegano due possibili tecnologie: OCR, dove la R sta per Riconoscimento, e OCV, che opera invece per Visualizzazione. In pratica, la prima compara ciò che "vede" con i caratteri alfanumerici precedentemente memorizzati, rilevando le eventuali discrepanze, mentre la seconda effettua la comparazione dell'immagine da valutare con un'immagine campione, registrata a inizio processo con una procedura di auto apprendimento. Anche in questo caso la macchina denuncia le difformità  dallo standard, e se la differenza è superiore alle tolleranze prestabilite il contenitore difettoso viene eliminato. Con il sistema OCV si possono controllare anche gli elementi grafici e, nell'ultima versione presentata allo scorso Simei, anche i nuovi codici a barre bidimensionali, in grado di registrare più di un milione di informazioni in uno spazio ridottissimo, aprendo cosଠnuove frontiere anche all'etichettatura. Ma non solo: Checkmat integra le soluzioni che il gruppo Krones ha messo a punto per consentire una completa tracciabilità  del prodotto.
Elena Piccinelli (Italia I.)

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