12.03.2021

JCDecaux, il Covid pesa sul bilancio 2020. Ora focus su programmatic e nuove acquisizioni

jcdecaux expostampa



La società specializzata in comunicazione esterna ha chiuso lo scorso anno con un calo del fatturato del 40,6%. Adesso si guarda alla ripresa.

Il Covid pesa sui conti 2020 di JCDecaux, società specializzata in comunicazione esterna, e non poteva che essere così visti gli effetti che lockdown e pesanti restrizioni hanno avuto sul mezzo Outdoor in generale.

La società ha chiuso l’esercizio dello scorso anno con un fatturato in calo del 40,6%, attestatosi a 2.311,8 milioni di euro, e una riduzione del fatturato organico del -38,1%, sebbene il secondo semestre sia stato leggermente migliore del primo.

"Nonostante questa diminuzione consistente – spiega Jean-Charles Decaux, Presidente del Comitato Esecutivo e Co-Direttore Generale di JCDecaux –, il nostro margine operativo 2020 è rimasto positivo a 141,6 milioni di euro grazie a forti e rapidi adeguamenti effettuati dai nostri team pienamente impegnati in tutto il mondo e in piena fiducia con i nostri partner".

Intanto la società guarda al futuro puntando sull’innovazione: "La nostra trasformazione digitale – prosegue Decaux – continua con una penetrazione crescente nell'Arredo Urbano, con la quota totale del fatturato digitale che rappresenta ora il 24% del fatturato del Gruppo. Sebbene l'attuale penetrazione programmatica resti bassa, siamo molto ben posizionati per usufruire delle previsioni di crescita straordinarie con la nostra piattaforma di vendita programmatica, VIOOH, che è la piattaforma più connessa con 20 DSP che effettuano transazioni in 14 Paesi. La maggior parte delle categorie di inserzionisti è stata colpita duramente durante la crisi, ma abbiamo assistito a una richiesta crescente, da parte dei governi e dei servizi pubblici, di utilizzare le nostre risorse per coinvolgere i cittadini nel corso dell'anno. Il nostro portafoglio clienti rimane altamente diversificato, e i Top 10 rappresentano meno del 13% del fatturato del Gruppo".

Per quest’anno, la società ha messo a punto una strategia che mirerà all’ampliamento dell’offerta anche grazie ad acquisizioni mirate, come quella di Clear Media in Cina tramite un consorzio di investitori nel marzo 2020 e, più di recente, quella di Abri Services Media in Francia nel dicembre 2020. "Queste 2 acquisizioni nei nostri 2 maggiori mercati ci permetteranno di beneficiare della ripresa dell'Arredo Urbano, il segmento di attività più redditizio, che sarà la prima attività a tornare ai livelli pre-crisi", spiega il manager.

Per il primo trimestre del 2021, la società si attende un calo organico del fatturato rideterminato attorno al -40%, a causa del mantenimento e del rafforzamento delle ancor più severe restrizioni alla mobilità introdotte in alcuni importanti paesi, in particolare nel Regno Unito e in Germania. "È invece molto incoraggiante il rimbalzo a doppia cifra del fatturato pubblicitario nazionale cinese (con esclusione di Hong Kong). Nonostante non si preveda un ritorno al nostro livello di fatturato del 2019 nel 2021, riteniamo che la ripresa sarà sostenuta, quando il pubblico ritornerà ai livelli antecedenti alla crisi da Covid-19", conclude Decaux.

 

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