6.12.2004

Industria Grafica:Le previsioni sull'andamento 2004-2006...

assografici
Un futuro di crescita moderata, con qualche fatica in più per la cartotecnica. àˆ quanto prevede il terzo Osservatorio realizzato da Assografici e Centrexpo insieme a Crea Bocconi, dedicato all'industria grafica e cartotecnica trasformatrice italiana. S.L.
2004-2006:piano ma bene

Le previsioni sull'andamento 2004-2006 dei quattro settori esaminati dall'Osservatorio Assografici-Centrexpo-Crea Bocconi, ovvero grafica editoriale, grafica pubblicitaria e commerciale, cartotecnica e imballaggio di carta e cartone, sono favorevoli e piuttosto omogenee, con uno scostamento in negativo per quanto riguarda la cartotecnica e prospettive migliori della media, invece, per la grafica pubblicitaria e commerciale. Quest'anno, sottolinea Alessandro Nova (docente alla Bocconi di Milano, chiamato a esporre il contenuto dello studio, presentato a Milano a fine ottobre), le indicazioni sono particolarmente attendibili, sia per il maggior numero di periodi analizzati e il migliore modello econometrico utilizzato, sia perchà© basate su previsioni più prudenti e coincidenti sulle macrovariabili economiche di riferimento (mentre nel recente passato le stime del Centro Studi Confindustria, Isae, Ocse e Fmi sono state spesso divergenti). Indicazioni che prospettano un confortante quadro di crescita ma anche un cambiamento di qualità  nello sviluppo del nostro sistema economico. A partire dal 1996, infatti, il Pil è cresciuto più del 2% solo nel 2000 e - commentano gli estensori a questo proposito - "deve essere valutata con attenzione la possibilità  che lo sviluppo del nostro sistema, pur recuperando la tradizionale dinamica naturale dei cicli di espansione e stasi/recessione, possa essere caratterizzato, nei prossimi anni, da livelli di crescita più ridotti di quelli storicamente sperimentati negli ultimi 20-30 anni".

Uno strumento concreto di lavoro

L'Osservatorio Assografici-Centrexpo-Crea Bocconi è stato creato con l'obiettivo di mettere a punto un modello previsionale, che aiuti le imprese del comparto grafico-trasformatore a determinare in anticipo elementi essenziali della propria attività  (come gli investimenti). Appare legittimo, dunque, l'orgoglio del direttore di Assografici, Claudio Covini, nel presentare la terza edizione dello studio, realizzato insieme a Centrexpo e Crea Bocconi. In Italia, infatti, Assografici è una delle poche associazioni imprenditoriali a fornire ai propri membri questo tipo di strumento, che sicuramente - precisa Covini - non offre verità  assolute, ma che è stato man mano perfezionato in modo da potersi proporre come strumento di lavoro concreto e affidabile. A questa sua caratteristica primaria, se ne aggiunge un'altra, altrettanto importante, sottolineata da Guido Corbella, intervenuto alla presentazione dello studio in veste di amministratore delegato di Centrexpo. L'Osservatorio rappresenta uno strumento di previsione a medio periodo che serve, tra l'altro, a sdrammatizzare letture talvolta troppo pessimistiche del presente, letture basate più su fattori di ordine psicologico che su una valutazione razionale dei dati. E le cifre riportate nel volume di sintesi sembrano dargli ragione.

Crescita a velocità  differenziate

Le previsioni fatte dall'Osservatorio Assografici-Centrexpo-Crea Bocconi sono espresse con due valori, uno pessimistico e l'altro ottimistico, per poter indicare la tendenza all'involuzione o alla crescita. • Nel periodo in esame, la grafica editoriale (libri, dizionari, enciclopedie, guide telefoniche, riviste e periodici in genere, ecc.) conseguirà  il risultato migliore, con una crescita di produzione industriale compresa fra il 3,6 e il 4,2%, determinata principalmente dall'offerta di supplementi e inserti da parte di quotidiani e periodici. La forbice delle previsioni per il 2005 e il 2006 è invece, rispettivamente, del +2/+2,6% e del +2,4/+3%. • La grafica pubblicitaria e commerciale (cataloghi, manifesti, immagini, moduli amministrativiÂ…), sulla scia della ripresa del mercato pubblicitario, chiuderà  il 2004 con un incremento compreso fra il 3,5 e il 4%, proseguendo nel biennio successivo su ritmi del +3/+3,5% e del +3,2/+3,7%, più elevati rispetto agli altri settori del comparto. • Per l'imballaggio di carta e cartone si prospetta invece un 2004 caratterizzato da uno sviluppo del +1,8/+2,4%, destinato a crescere nei due anni seguenti a tassi compresi fra +2,9/+3,4% e +3/+3,5%, in sintonia con il probabile miglioramento della congiuntura. • La cartotecnica risulta più sensibile all'andamento del ciclo economico. Penalizzata nel 2004 da valori negativi (-1,5%/-0,9%), si riprenderà  nei due anni successivi conseguendo una crescita del +1,2/+1,8% e del +1,4/+2%, ma restando comunque al di sotto degli aumenti previsti per gli altri tre settori.

Vizi sistematici (migliorare è possibile)

L'Osservatorio ipotizza, dunque, una crescita del comparto non di vastissima entità  ma con una dinamica dei cicli più "naturale", in un contesto generale ridimensionato ma più ragionevole, dove sia il Pil sia la produzione industriale media e i consumi sono dati in crescita di due punti l'anno circa. Con una precisazione di Alessandro Nova: non preoccupi la riduzione della crescita industriale; si tratta di una dinamica fisiologica, strettamente correlata al sempre maggior peso relativo dei servizi. Altri dati, piuttosto, secondo il docente della Bocconi appaiono preoccupanti, dato che rappresentano alcuni elementi di debolezza strutturale del "sistema Italia". A partire dalla dimensione delle imprese italiane, troppo piccole per poter competere a livello globale, e dalle carenze che ne derivano nel portare avanti progetti di R&S finalizzati all'innovazione. In altre parole, sostiene Nova, se gli italiani eccellono nell'utilizzare tecnologie avanzate non sono invece in grado di fare innovazione: sia per i limiti della ricerca pubblica sia perchà© gli investitori privati (leggi merchant bank, Ndr) sembrano orientarsi di preferenza sui settori maturi. Ma è un "peccato", avvisa il docente, perchà© le tecnologie avanzate riducono lo svantaggio derivante dal maggior costo della manodopera, e costituiscono un plus competitivo di primaria importanza. Un'indicazione su cui lavorare.
(Italia.I.)

GRAZIE

La tua richiesta è stata inoltrata.
OK