4.09.2002

Il Gruppo Masserdotti

andrea
Un'azienda, un uomo e la sua capacità  di guardare oltre l'orizzonte
In effetti, la ragione per la quale mi sono recato a Brescia qualche giorno fa aveva lo scopo di preparare un articolo sul Gruppo Masserdotti, le attività , le attrezzature, i mercati, ecc. Se volete, le solite cose, specie se l'azienda "argomento" è il Gruppo Masserdotti di Brescia, un'azienda della quale si è scritto e riscritto articoli che ho visto pubblicati non solo sulle consuete testate pubblicitarie, ma anche su quotidiani e, persino in lingua inglese, su giornali stranieri.

Perchà© non cominciare allora dall'uomo Andrea Masserdotti?

Mi accusano di eccessivo lirismo, di lasciar correre liberamente la fantasia anche quando l'argomento dovrebbe essere assolutamente tecnico. Va bene, forse non hanno tutti i torti, forse sono un romantico, forse la colpa va attribuita all'estrazione scolastica derivata da anni di belle arti in un periodo dove si insegnava oltre alla tecnica e alla storia dell'arte anche a percepire i messaggi che potevano pervenire da quello che si stava osservando o ascoltando.
Guardare oltre l'orizzonte

Ricordate quando da bambini si leggeva o ci raccontavano le storie affascinanti dei navigatori come Cristoforo Colombo, Magellano e tutti gli altri ? Tutta gente coraggiosa e convinta che oltre l'orizzonte ci fosse ancora mondo, un mondo da conoscere, da esplorare e da conquistare. La storia ci dice che erano nel giusto. Bene, ascoltando Andrea Masserdotti, ho scoperto la stessa convinzione, la stessa cocciuta capacità  di andare sempre un passo oltre l'orizzonte. Convinzione e capacità  che, per un imprenditore, significano dinamismo e conquista continua. Oltretutto, ma non vorrei esagerare, avete mai osservato attentamente Andrea Masserdotti? Con quel suo viso duro (poi scopri che un buono) e quel fisico possente da marinaio? Sarà  un caso, ma a me ricorda quei lavori pittorici che ritraggono appunto quei navigatori, quegli scopritori di "terre oltre l'orizzonte".

All'inizio fu Andrea Masserdotti, giovane decoratore

"Quello che qualcuno definisce destino, mi dice Andrea Masserdotti, mi ha portato alla mia professione attuale facendomi osservare la velocità  e l'abilità  di un decoratore che stava scrivendo, assolutamente a mano libera, un qualcosa sulla vetrina del negozio di macelleria di mio fratello. Rimasi affascinato dal risultato e dalla manualità  di quell'uomo che, con un pennellino riusciva a fare cose, per me, incredibili a quel tempo. Influenzato da quello che avevo visto, decido di iscrivermi ad un corso serale di belle arti allo scopo di affinare la mia naturale propensione per il disegno. Dopo qualche tempo, mi propongo ad un vetraio che realizzava grandi vetrate decorate. A questo proposito, voglio raccontarti una cosa che ti farà  sorridere. Il lavoro dell'artigiano, o, se preferisci, l'artigiano come persona, ha sempre avuto piccoli segreti. Sotto certi aspetti è forse cosଠancora oggi. Bene presso questo vetraio c'era un abile decoratore, tanto geloso del suo lavoro e delle tecniche che utilizzava, da essersi costruito con delle assi una specie di box dentro il quale si rifugiava, si nascondeva, ogni qualvolta il suo lavoro lo portava a ricorrere a tecniche particolari. Sapevo che da lui avrei imparato molto, ma questo mi era impedito dalle barriere che quest'uomo si era costruito. Ma era più forte di me, volevo capire, vedere cosa succedeva dietro quelle assi, dentro quella specie di fortino, non volevo arrendermi. Ad un certo punto scopro uno spiraglio nel legno, forse un nodo saltato via, e da quel momento il lavoro del mio geloso collega non ha avuto più segreti. Ho imparato molto e comincio a lavorare per conto mio, dalle vetrine delle farmacie a quelle dei negozi di mobili, dalla scritta alla più complessa opera grafica a più colori e sfumature. Da lଠa non molto scopro che avrei potuto sfruttare quello che avevo imparato anche per la decorazione degli automezzi e comincio a distribuire anche miei biglietti da visita presso alcune carrozzerie di Brescia.

Poi, Andrea Masserdotti, l'azienda

"L'azienda Masserdotti, continua il mio interlocutore, nasce nel 1976. Abbiamo iniziato in un ambiente che somigliava molto ad un sottoscala, proponendoci, in particolare, come decoratori di automezzi. Personalmente, infatti, dopo le peripezie giovanili che ti ho raccontato ero riuscito a crearmi un certo numero di clienti nel settore delle carrozzerie, partendo dalle quali, grazie ad una specie di gioco di passaparola, sono riuscito a formare la base che mi ha permesso il passo verso qualcosa che avesse maggiori caratteristiche imprenditoriali. Tieni presente che, fino ad allora, ogni tipo di decorazione, dalle insegne per negozi alle scritte su autovetture, era completamente manuale, era affidata unicamente alla abilità  pittoriche di alcuni individui dotati di quel tipo di capacità . Al massimo, ma dopo lunghi esperimenti assolutamente personali, si poteva ricorrere ad una serie di trucchi per rendere più celere il lavoro. Trucchi come quello delle maschere realizzate in carta semplice che, cosparsa di colla di pesce era applicata alle pareti della macchina o sulle vetrate dei negozi e, dopo essere intagliata sul disegno preventivamente realizzato, permetteva la tamponatura o la spruzzatura del colore previsto, accorciando notevolmente i tempi di lavorazione. E cosà¬, praticamente dal 1968 al 1992, abbiamo continuato sulla strada delle scritte per automezzi, dei cartelli stradali, delle vetrine, ecc. utilizzando, man mano che erano immesse sul mercato varie tecnologie nuove che facilitassero l'intaglio e realizzazione delle maschere spostandoci, nel contempo perchà© obbligati dalla evoluzione del lavoro, in spazi sempre più importanti. Non farti, comunque, ingannare dalla tecnica delle maschere della quale ti ho raccontato, i nostri lavori non erano infatti unicamente a tinte piatte ma, con buona frequenza, erano veri e propri lavori pittorici pieni di sfumature e velature. Ricordo la riproduzione di un lampadario per un cartello stradale e quella di una ruspa sulla fiancata di un automezzo. Cosଠcome oggi si riproduce una fotografia tramite la scansione digitale della immagine, allora si riproduceva una fotografia copiandone ogni particolare a mano, a pennello, con colori ad olio, tempera o vernice alla nitro, a seconda delle esigenze. Più avanti mi attrezzo con una semiautomatica serigrafica piana che, come puoi immaginare, mi facilita il lavoro, almeno in certe sue parti come la realizzazione di etichette autoadesive per automezzi o altro. A proposito di serigrafia. Verso gli anni '80, una parentesi mi porta a sperimentare anche la stampa serigrafica pubblicitaria sulle magliette. Quasi per gioco realizzo una maglietta a tre colori con la scritta Gelati Sanson e la faccio indossare al conducente di un automezzo Sanson che mi era stato portato per la decorazione. In poche parole la Sanson la vede, la trova interessante e me ne ordina duemila. Il problema erano però gli inchiostri e la messa a registro. Il problema degli inchiostri riesco ad affrontarlo abbastanza facilmente aggiungendo un catalizzatore a colori base acqua. Il fissaggio al tessuto, la catalizzazione, avveniva poi grazie all'abilità  di mia moglie nell'uso del ferro da stiro. Il problema del registro si presentava invece con un maggiori difficoltà . Dopo qualche giorno di prove, riusciamo a risolverlo col classico "uovo di Colombo". Realizziamo una serie di sagome in cartone, nelle misure opportune, da infilare all'interno della maglietta stessa facendo in modo che ne uscisse una parte da lato del collo sulla quale, con una tacca, segnavamo il punto di registro e via. Pian piano siamo arrivati alla fine del 1982 quando compiamo un vero salto di qualità  spostandoci in un capannone di quasi 400 mq. che ci ha subito permesso una distribuzione ottimale delle macchine oltre che dei vari passaggi della stampa serigrafica e una disponibilità  maggiore di spazio per la decorazione delle insegne e degli automezzi."

Finalmente le prime macchine digitali e finalmente la prima Scotchprint 3M, una felice intuizione per il mio lavoro e per la nascita di nuovi mercati

"Nel 1985 cominciamo ad avvicinarci alla grafica computerizzata acquistando una Gerber Edge, una passo di estrema avanguardia per quei tempi, nel 1986 poi, arriva il primo plotter della Signtronic. Eccoci, quindi, alla fine del 1990 quando comincio a captare che stava per essere messa sul mercato una macchina 3M che poteva stampare a 4 colori. Ci conosciamo da qualche tempo e puoi capire che non potevo starmene lଠcon le mani in mano e, all'inizio del 1991, decido di recarmi negli USA per conoscere questa macchina seppure ancora in fase di prototipo. Il primo pensiero, dopo averle girato attorno almeno tre, quattro volte per comprenderne il funzionamento, è stato, me ne ricordo bene: ecco il futuro. Tieni presente che fino ad allora c'era il vuoto assoluto, niente! Il 10 novembre 1992 la macchina di cui ti sto parlando è da noi. Sistema di stampa elettrostatico, passo 91 cm. Sono un impulsivo e mi piace guardare sempre oltre lasciando gli eventuali problemi al dopo - continua Andrea Masserdotti - e ti confesso che una volta avuta in azienda la macchina, la prima domanda che mi sono posta è stata: "e adesso chi la farà  funzionare?". Comunque non è stato un grosso problema. Siamo ricorsi a nostro personale del reparto decorazione e dopo un minimo di training, siamo partiti. Incappiamo quasi subito in un lavoro di 4 metri per 8 da ricavare da una diapositiva 6x6. Con uno scanner da 300 dpi di quei tempi era praticamente irrealizzabile. Per farla breve, vado da un mio amico litografo che utilizzava un Crosfield 6000 e gli chiedo di farmi lui la scansione ad altissima risoluzione tenendo in considerazione sia i parametri ed il formato finale del lavoro. Tutto si risolve cosà¬, problemi di RAM a parte. Comunque alla fine siamo partiti, una gran macchina. Certo, abbiamo dovuto studiare cose che non conoscevamo, capire l'importanza della calibrazione del colore, della curva del colore, ecc. e, fatto più importante, adattare il nostro prodotto ed il suo costo al mercato di quei tempi e alla sua capacità  di comprendere l'importanza della novità  che stavamo proponendo, situazione non proprio semplicissima se pensi che molte aziende alle quali andavamo a proporre il nostro nuovo prodotto erano nostri concorrenti. Oggi quella prima macchina "è andata in pensione" continua, sorridendo, Masserdotti, ed è stata sostituita da tre stampanti 3M Scotchprint con bande di 130 cm e da una stampante Scotchprint 2000, da una Inkjet Nur Blueboard con banda di 5 metri. e dall'ultima arrivata, una Vutek 3360 versione 3M con banda da 320 cm, 360 dpi e inchiostrazione mediante 8 testine. Una stampante di cui il Gruppo Masserdotti è stato il primo utilizzatore nel mondo. Abbiamo già  da tempo abbandonato la stampa serigrafica e per quelle volte che ne abbiamo bisogno ricorriamo a partner esterni."

Il Gruppo Masserdotti e la 3M

"Esiste fra noi una specie di reciproco rapporto di amore che nasce da una sorta di feeling che si è formato negli anni a causa di un profondo rapporto di collaborazione bilaterale. Molto spesso, per esempio, 3M chiede il nostro intervento proponendoci come area test l'utilizzo di prototipi allo scopo di effettuare quelle prove "d'opera" dalle quali, e solo dalle quali, possono emergere, quando ci sono, piccoli o grandi problemi e tramite le quali possono nascere i suggerimenti per la loro eliminazione o per il miglioramento di particolari. Lo stesso avviene per la soluzione di situazioni nuove con i prodotti 3M. E' il caso, per esempio, di una pellicola 3M che occorreva applicare direttamente a muro presso lo stadio di S. Siro per cui abbiamo usato le giuste modalità  di applicazione. La cosa poi s'inverte quando il Gruppo Masserdotti, malgrado i tanti anni di esperienza, si trova di fronte ad un problema particolare. Ecco allora che 3M attraverso la pronta presenza di tecnici, o commerciali quando è il caso, si affianca a noi e ci rimane finchà© il problema non è risolto. Non parlo di normale assistenza nei confronti della quale devo riconoscere una presenza più che regolare."

E la filosofia Scotchprint® Graphics?

"La risposta, almeno la mia risposta, prosegue Masserdotti, è facile. E' una filosofia vincente che nasce dal nome e dal dinamismo 3M oltre che dal fatto che, tutto sommato, questa azienda è stata la prima al mondo a mettere sul mercato la macchina che avrebbe rivoluzionato il mondo della stampa. Il Gruppo Masserdotti è da tempo un Centro Autorizzato Scotchprint® Graphics."

Il Gruppo Masserdotti e le sue proposte al mondo della comunicazione pubblicitaria

"L'avvento della stampa digitale - continua il mio interlocutore - ha consentito alle imprese, grazie anche alla possibilità  di operare semenza limiti di dimensioni, di usufruire con maggiore facilità  rispetto a qualche anno fa, oltre ai classici media come i manifesti, i cartelli, le insegne, di nuovi veicoli di comunicazione come tram e autobus urbani e extraurbani, carrozze ferroviarie, automezzi commerciali, aerei, facciate di palazzi in ristrutturazione, ecc. E' chiaro che un'azienda con la nostra esperienza, che spazia dalla progettazione, alla produzione e alla installazione, e con le nostre attrezzature non poteva che assumere un ruolo di primo piano in quell'importante settore della comunicazione pubblicitaria che coinvolge i mezzi di cui ti ho parlato. Un ruolo rivolto sia a clienti diretti, come le agenzie di pubblicità  per esempio o aziende importanti come la Coca Cola, la Benetton, la Salumi Beretta, la Chicco Artsana per citare le prime che mi vengono in mente, sia ad insegnisti, allestitori cui ci affianchiamo come partner competente affidabile per ogni tipo di consulenza o realizzazione. Grazie a tutto quello che ti ho raccontato, la nostra è oggi un'azienda, peraltro certificata SGS ISO 9001:2000, con oltre 50 dipendenti, un organizzazione commerciale che può vantare la presenza di 12 agenti divulgatori con uffici distribuiti in tutta Italia e con risultati che ci permettono un fatturato di oltre 15 miliardi di lire e l'acquisizione di importanti riconoscimenti come il 1° Premio Dpi European Printing Award 1998 - massimo riconoscimento ottenibile nel settore della stampa digitale a livello europeo e il 1° Premio "Best Outdoor Graphics 1999 per il lavoro di copertura del palazzo S. Sebastiano di Mantova che riproduce "I trionfi di Cesare" di Andrea Mantegna.

Caro Andrea Masserdotti, quello che è oltre l'orizzonte è delle persone come te.

Nino Fichera

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