29.06.2021

Fedrigoni chiude il bilancio 2020 con 200 milioni di fatturato in più

gruppo fedrigoni

Terzo player mondiale nei materiali autoadesivi, Fedrigoni negli ultimi 2 anni e mezzo ha portato a termine cinque acquisizioni

Fedrigoni ha chiuso il 2020 con un fatturato di 1.315,2 milioni di euro rispetto ai 1.115 milioni di euro del 2019 (+200,2milionidi euro) e un Pro Forma Adjusted Ebitda di 197,2 milioni di euro.

Il trend di crescita è continuato anche quest’anno. Infatti, nonostante l’effetto del Covid-19 sul primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo 2020 il gruppo ha registrato un incremento dell’Adjusted Ebitda nel periodo marzo 2020-marzo 2021 dell’11,3% ed una riduzione dell’indebitamento finanziario netto.

L’azienda è oggi il terzo attore globale nei materiali autoadesivi e il primo in Europa nelle etichette per i vini e le carte speciali, con 4.000 persone in 25 Paesi, 34 stabilimenti produttivi e centri di taglio e oltre 25.000 prodotti, oltre adalcune migliaia realizzate in esclusiva per grandi brand della moda e del lusso.

«Il calo degli ordini di carta e la flessione nel settore banconote sono stati compensati dagli ottimi risultati nel mondo delle soluzioni autoadesive premium – commenta l’AD di Fedrigoni, Marco Nespolo -i cui margini sono cresciuti a doppia cifra e dove rappresentiamo ormai il terzo polo globale. Il 2020 è stato indubbiamente un anno di grande intensità, ma sono state messe in campo da subito tutte le azioni necessarie a tutelare la salute delle nostre 4.000 persone nel mondo e a garantire la continuità del business: la pandemia non ci ha fatto deviare di un passo dal percorso di trasformazione definito nel piano industriale 2020-2023».

Negli ultimi 2 anni e mezzo Fedrigoni ha portato a termine cinque acquisizioni (inclusel’americana Acucote e la messicana Ri-Markappena concluse), per un totale di oltre 400 milioni di euro di investimento, e si sta guardando intorno per cogliere ulteriori opportunità.

Obbiettivo 2030

Tra gli obbiettivi fissatti dal gruppo italiano, -30% di emissioni CO2in atmosfera,-67% di infortunisul lavoro, zero rifiuti industriali in discarica e+50% di donne manager.

 

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