14.04.2004

da CREO:Novità  per la flexo digitale...

creo
Creo presenta una nuova tecnica di retinatura ibrida, in grado di limitare la dimensione del minimo punto stampabile evitando i tradizionali problemi, e un'originale e innovativa tecnologia di esposizione, che consente di produrre lastre flexo digitali con punti di dimensioni minime.
Creo ha messo a punto, e recentemente introdotto sul mercato, due tecnologie in grado di definire nuovi standard di qualità  nella stampa flexo con lastre fotopolimeriche digitali. Denominate Maxtone e Hyperflex, interessano rispettivamente le fasi di retinatura e di esposizione delle lastre, e sono il frutto dei forti investimenti in R&S sostenuti dalla società  canadese per il miglioramento della qualità  di stampa nel settore flessografico. Eccone le caratteristiche principali.

La retinatura ibrida
Maxtone può essere classificato come "retinatura ibrida", cioè in grado di "miscelare" automaticamente e opportunamente, all'interno dell'intera gamma tonale, zone AM (ovvero retini convenzionali ad amplificazione modulata) e zone FM (retini stocastici a modulazione di frequenza). Questo procedimento consente di limitare automaticamente la dimensione del minimo punto stampabile, senza dover necessariamente applicare curve di "bump-up", indipendentemente dalla frequenza di retinatura applicata e dai valori tonali presenti sul file da riprodurre. Ne derivano vari tipi di vantaggio, che vanno dalla semplificazione del processo di "calibrazione tonale", alla possibilità  di prevenire vari problemi di stampa dovuti alla presenza di punti troppo piccoli sulla lastra.
In ultima analisi, e come verificato in vari test effettuati presso utilizzatori, questi vantaggi si traducono in una superiore qualità  di stampa, anche su soggetti tipicamente problematici per la flessografica come - ad esempio - soggetti ad elevate lineature con sfumature tendenti allo 0% tonale. In pratica, Maxtone interviene sul retino flexo tradizionele AM limitando, sia nella zona delle alte uci sia in quella delle ombre, il minimo punto stampabile (definito in micron); inoltre non ottiene i passaggi tonali inferiori e/o superiori con punti più piccoli (AM), bensଠcon punti più radi (FM). Il tutto - si sottolinea - preservando rigorosamente l'angolazione di retino originale anche sulle le zone FM.

Sfumature morbide
Maxtone non costituisce una novità  assoluta in quanto "retinatura ibrida" ma, piuttosto, una soluzione interessante per la sua comprovata efficacia. Questa è emersa con chiarezza in vari test, e si manifesta anche come assenza delle controindicazioni che fino ad oggi limitavano l'impiego in produzione di altre retinature ibride. In particolare, i miglioramenti introdotti da Maxtone sono prevalentemente avvenuti nelle aree di transizione tra AM e FM, dove precedenti tecnologie ibride rendevano visibile e quindi "sgradevole" questo passaggio.
Grazie a Maxtone è quindi possibile ottenere soggetti con sfumature morbide dallo 0% al 100%, anche ad alte lineature, senza effetti "crosta" o "salti" tonali. Il tutto semplicemente dichiarando, prima della rasterizzazione dei file, il valore di minimo punto stampabile (espresso in micron).

Un punto stampabile sempre più piccolo
Hyperflex rappresenta invece una novità  assoluta nella tecnologia di esposizione di lastre flexo digitali e non è comparabile con alcun prodotto già  presente sul mercato. Si tratta di un brevetto Creo, recentemente presentato sul mercato sempre nell'ottica di migliorare la qualità  della stampa flexo, che permette di ridurre le dimensioni del minimo punto stampabile sulle lastre. Un problema ben noto a tutti gli addetti ai lavori del settore, infatti, è quello dei punti di retino di piccole dimensioni sulla lastra polimerica, che spesso non godono di un adeguato supporto alla base della stessa. In parole semplici, più un punto è piccolo e più il suo stelo risulta "smagrito", fino a valori insufficienti a sostenerne le pressioni di stampa. Questo, di fatto, ne impedisce l'utilizzo e orienta a evitare la produzione di lastre con punti troppo piccoli, che possono creare problemi in sala stampa. Hyperflex è stato creato per ovviare a questo inconveniente, e si prefigge lo scopo di "rinforzare" i punti più piccoli (vale a dire con uno stelo di sostegno troppo magro), legandone tra loro le basi con una sorta di ponte costituito dal polimero stesso. Grazie a questi "ponti", si è potuto dunque produrre lastre flexo con punti di minime dimensioni e utilizzarle senza problemi anche su lunghe tirature di stampa. I test fino ad oggi prodotti con l'utilizzo di Maxtone e Hyperflex hanno infatti evidenziato notevoli miglioramenti qualitativi del prodotto finito, sia nel settore del packaging flessibile sia in quello del cartone ondulato.
Michele Pioli
Packaging sales specialist Creo Italia

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