9.11.2021

Creazioni Digitali innova grazie alla partnership con l’israeliana Kornit

creazioni digitali expostampa

 

Nel comasco, distretto produttivo da sempre al centro della creatività quando si parla di moda e tessuti, è diventata più profonda la partnership stipulata un anno fa tra l’azienda locale Creazioni Digitali, leader nel segmento della stampa tessile digitale, e la multinazionale israeliana Kornit Digital, capofila dell'innovazione nel settore FashionTech con le sue stampanti industriali a getto d’inchiostro ad alta velocità.

Creazioni Digitali potrà utilizzare la nuovissima macchina Presto Max, appena presentata sul mercato da Kornit, la quale fonde le tecnologie già collaudate dei macchinari Presto S e Atlas Max, già in uso presso la società comasca, ospitando un sistema di nuova generazione che la fa diventare la prima sul mercato a portare la stampa bianca su tessuti colorati, migliorando le capacità di decorazione per i tessuti di colore scuro più in generale; inoltre abilita i colori al neon e presenterà la tecnologia XDi per applicazioni decorative 3D, allo scopo di produrre ricamo senza filo, ad alta densità, vinile e altri effetti innovativi.
 
“Il mondo della moda richiede sempre più attenzione al tema della sostenibilità ambientale. La partnership con Kornit (che ci mette a disposizione una macchina, la Presto Max appunto, che ricicla l’acqua senza bisogno di scaricarla nel processo di stampa) nasce a questo scopo: saper realizzare sempre più produzioni green come richiedono per primi i nostri clienti. Per ogni 1.000 metri di tessuto stampato (che corrispondono a mezz’ora di lavoro in azienda) si riparmiano addirittura 4.995 litri d’acqua. Moltiplichiamo il tutto per i miliardi di metri di stampati prodotti nel mondo e la cifra risparmiata diventa straordinaria. Poi ci sono i costi di depurazione che verrebbero tagliati. Basti pensare che io oggi per depurare 1 euro di acqua che ho pagato, spendo 6 euro”, ha spiegato a FashionNetwork.com il CEO e fondatore di Creazioni Digitali Roberto Lucini, incontrato in occasione dell’evento di presentazione dell’iniziativa a Villa Erba di Cernobbio, sul Lago di Como.

 “Questa nuova macchina consente in più di stampare il bianco e lo spessorato. E poi, un domani la sua tecnologia potrà essere portata nel mondo del roll-to-roll”, continua a spiegare Lucini. “La possibilità di usarla integrandola e affiancandola alle tecnologie Presto e Atlas consentirà di ottenere prodotti unici. Un’innovazione incredibile se si considera che solo pochi anni fa il nostro settore operava ancora con la stampa a cilindri, ma anche un’innovazione eco-responsabile destinata a rivoluzionare il processo di stampa, per l’abbattimento dell’inquinamento che ottiene, le tempistiche accorciate, la flessibilità unita a incredibili potenzialità dal punto di vista creativo. La stampa a pigmento è il futuro, nonostante abbia ancora alcuni limiti, specialmente nei disegni in copertura piena (uno scoglio sicuramente superabile lavorando insieme a Kornit su mani, trattamenti e coloranti), ma rappresenta l’inizio di una grande evoluzione che vedremo nel prossimo decennio”, spiega Lucini.

Ma non solo. Le due aziende hanno deciso di dar vita ad un centro per l’innovazione responsabile nel textile digital printing, chiamato “CreŌ” e situato a Lurate Caccivio, in quello che dal 2012 è l’headquarter dell’azienda fondata nel 2006 a Como da Roberto Lucini, imprenditore con un'esperienza ventennale nel settore della stampa tessile. Nel centro, unico impianto in Europa che utilizza i macchinari di Kornit, i clienti delle due società avranno a disposizione un ambiente produttivo in cui avvalersi di servizi innovativi. Particolare attenzione verrà data alle start-up ad alto contenuto di sostenibilità con la qualità di stampa come elemento fondante, una stampa con inchiostri ad acqua e su tessuti multifibra.


“Abbiamo cominciato a mettere in atto processi in grado di impattare meno l’ambiente nel 2016, quando ancora in pochissimi parlavano di sostenibilità. La pandemia non ha frenato la nostra volontà di investire nell’innovazione tecnologica e nella durabilità, da qui la volontà di stringere questo rapporto con Kornit Digital che, dal mio punto di vista, è una grande opportunità non solo per Creazioni Digitali, ma per l’intero distretto tessile comasco chiamato a rispondere con forza, continuità e credibilità alle tematiche ecologiche”, prosegue il CEO.
 
“Per noi imprenditori è arrivato il momento di metterci insieme, stringere nuove sinergie progettuali, valorizzare il capitale umano e i giovani; sarebbe bene che ci svegliassimo, tutti insieme, perché è arrivato il momento di fare scelte difficili a favore dell’ecosistema, e l’onda che sta arrivando non si chiama Covid, ma cambiamento, e nulla sarà più come prima”, ha affermato perentorio l’imprenditore comasco durante la serata-evento a proposito dell’evoluzione pro-ambiente ormai necessaria per il comparto del tessile-abbigliamento.
 
Creazioni Digitali, azienda che chiuderà il 2021 a 7 milioni di euro di fatturato, continua quindi ad innovare, dopo l’adozione nel 2015 di GreenDrop, sistema già all’epoca innovativo di stampa digitale con inchiostri a pigmento direttamente su tessuto (che Presto Max porta oltre, ndr.), e più di recente di Teinei, tecnica di sovrastampa digitale di precisione, ideale per pizzi, jacquard, devoré e operati. La realtà comasca ha preannunciato che tra poco adotterà una nuova tecnologia a risparmio d’acqua: GreenSphere. Inoltre ha perfezionato lo scorso settembre l’acquisto della Textilsand, azienda fondata nel 1986 a Bulgarograsso (CO) specializzata nella produzione e vendita di tessuti elasticizzati e stampati dedicati a costumi da bagno, sport, moda mare, intimo, corsetteria e abbigliamento. “Per noi sarà importante avvalerci del know-how e della creatività di Textilsand nel mondo degli stampati per intimo e beachwear, mentre per loro l’operazione è fondamentale per poter affrontare i costi sempre più ingenti per ottenere le certificazioni di sostenibilità richieste dal mercato”, rivela Roberto Lucini.

“Con Kornit abbiamo deciso di sviluppare questa partnership iniziando un percorso insieme che in futuro potrebbe portare ad un’unica identità, ma oggi rimaniamo due società assolutamente separate”, aggiunge Lucini. “Naturalmente, grazie alla co-lab contiamo di incrementare notevolmente il giro d’affari già dall’anno prossimo”.
 
Anche per Ronen Samuel, amministratore delegato di Kornit Digital, produrre in modo green è ormai un dovere: “Non siamo certo orgogliosi di far parte di un settore del tessile-moda che attualmente costituisce la seconda industria più inquinante al mondo, creando molti scarti e tantissimo consumo d’acqua, con un 30% stimato di sovraproduzione. Se riuscissimo a risparmiare questo 30% - con il consumo di trilioni di litri d’acqua che si porta dietro - risparmieremmo l’acqua per far bere l’intera popolazione degli Stati Uniti per 47 anni. È incredibile. Inoltre”, prosegue il dirigente israeliano, “la supply chain tradizionale è andata in crisi, visto che le persone oggi acquistano sempre di più online e vogliono esprimere loro stesse indossando vestiti speciali, che possibilmente nessun altro possieda. La filiera deve diventare più agile, rapida e vicina al consumatore. Occorre diventare più eco-sostenibili e non produrre ad esempio migliaia di copie dello stesso vestito in Cina per venderlo in Europa. Per essere rilevante fra la gente, la moda con la M maiuscola deve essere pronta a cambiare frequentemente stando al passo coi trend. Ne consegue che dovrà produrre il più possibile vicino ai clienti; ben vengano dunque i fenomeni di reshoring o nearshoring attualmente in atto”.

Gianluca Bolelli  

 

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