20.03.2009

ASSOGRAFICI: L'industria grafica chiude un 2008 difficile...

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Capodieci
L'industria grafica chiude un 2008 difficile Meno 5% per produzione e fatturato

L'onda lunga della crisi prima finanziaria e poi economica non ha risparmiato l'industria grafica italiana che si presenta a Grafitalia 2009 avendo archiviato un 2008 difficile, tormentato da un crollo repentino dei livelli di attività  in particolare nel secondo semestre nonostante la crescita delle esportazioni. E a confermare le difficoltà  del settore è anche l'aumento delle crisi aziendali (chiusure, commissariamenti e ricorso a cig e mobilità ) difficili da superare senza interventi di sostegno del governo come il credito d'imposta per l'acquisto di carta, per l'innovazione e gli investimenti e l'incentivazione alla lettura. Ma come è andato il 2008? Le prime stime, realizzate da Assografici, parlano di un calo attorno al 5% per produzione e ricavi. Guardando ai singoli settori spicca il crollo della produzione del comparto della grafica editoriale (-9%), mentre più contenuta (-1%) è stata la flessione della grafica pubblicitaria e commerciale. Dietro la caduta della grafica editoriale (-9%) ci sono il ciclo negativo dei consumi, la drastica riduzione del fenomeno dei "collaterali" allegati ai quotidiani e ai periodici che ha coinvolto la stampa di libri e di enciclopedie, mentre la produzione di riviste ha risentito sia del calo degli investimenti in pubblicità  sia di una minor diffusione e della chiusura di alcune testate.

Il comparto della grafica pubblicitaria e commerciale, invece, ha registrato, come si diceva, una discesa dell'1% determinata da una crescita tendenziale nel primo semestre dell'anno seguita da una contrazione nel secondo semestre, in conseguenza del peggioramento del clima economico e del mercato pubblicitario. Nel 2008 è cresciuta, seppure di poco, la produzione di stampati pubblicitari e commerciali, sostenuta dalla domanda della grande distribuzione, mentre tutta la modulistica è stata avversata dalla dematerializzazione della comunicazione che ormai viaggia sempre di più on line.

Sul fronte del commercio estero, secondo le prime stime sempre di Assografici, segnali di sostegno al settore sono arrivati dall'export cresciuto in valore intorno al 7%, mentre l'import ha subito una contrazione di circa il 6% rispetto al 2007. La frenata della seconda metà  2008 inoltre è confermata dal grado di utilizzo degli impianti che nel 4° trimestre del 2008 è sceso al livello del 74,2%, in calo di 1,8 punti rispetto al trimestre precedente e di 1,2 punti rispetto all'analogo trimestre del 2007.
Se il 2008 è stato difficile, il 2009 purtroppo non promette miglioramenti. I giudizi delle imprese grafiche interpellate da Assografici sull'andamento del primo trimestre 2009 rispetto al quarto del 2008 sono infatti negativi. I pessimisti prevalgono, con percentuali intorno al 50% del totale, per quanto riguarda l'andamento della produzione, del fatturato, degli ordini interni e degli ordini esteri, mentre gli ottimisti sono compresi tra il 10% e il 25%, a seconda dell'indicatore considerato. L'atteggiamento prevalente delle aziende è quello di tagliare tutti i costi non necessari e di rinviare le decisioni di investimento, ma ci sono anche imprese che si stanno concentrando sui propri punti di forza, aumentano l'efficienza e riducono i costi in attesa che arrivi la ripresa.
La svolta potrà  avvenire in giugno o a settembre ma il governo, ricorda l'associazione guidata da Piero Capodieci, deve dare un segnale chiaro sbloccando l'accesso al credito, diventato difficile per le piccole e medie imprese, e trovare il modo di erogare il credito per investimenti e innovazione tecnologica che sono essenziali per l'industria grafica, fortemente esposta alla pervasività  delle nuove tecnologie multimediali e in concorrenza con i maggiori competitor internazionali

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