6.05.2004

ARGI - L'unione fa la forzaÂ… e altri progetti...

argi
Argi: un 2003 difficile
Durante l'assemblea annuale, Argi - associazione dei fornitori di macchine, sistemi e prodotti per il settore grafico, che operano sul mercato italiano - ha divulgato un consuntivo in forte calo in tutti i segmenti del comparto. Solo parzialmente compensato dalle proiezioni relative all'anno in corso, che autorizzano a sperare in un primo recupero. E per il futuro? Progetti lungimiranti, soprattutto sul piano politico e della formazione. E.P.
L'abituale chiarezza e il proverbiale ottimismo di Giuseppe Baggi - responsabile della Bobst Group Italia SpA e presidente Argi - hanno retto a una prova impegnativa. Il consuntivo 2003 elaborato in seno all'associazione è più negativo di quanto già  ci si aspettasse considerando la difficile congiuntura economica. Ciononostante, i diversi relatori hanno divulgato e commentato le cifre con la precisione di chi intende non "sfumare" ma piuttosto analizzare il fenomeno nel dettaglio, per poter lavorare nel presente con efficacia. Anche perchà©, ha chiosato Baggi alla fine della propria introduzione, rivolgendosi ai colleghi e agli autorevoli rappresentati delle associazioni amiche presenti in sala (da Acimga ad Assografici, da Atif a UcimaÂ…) «preferisco considerare il bicchiere mezzo pieno: il pessimismo porta solo sconforto, e noi abbiamo invece bisogno di tutte le nostre energie e risorse per imboccare la strada della ripresa. Anche allestendo - come già  stiamo progettando insieme ad Acimga - un tavolo di lavoro unitario, che testimoni in sede di governo il peso delle nostre industrie e ottenga udienza sulle questioni da affrontare per superare la crisi». Ci sia con l'occasione concesso di sottolineare il fair play dell'ingegnere come degli altri membri dell'Argi, succedutisi al microfono nella bella sala dell'Hotel Villa Torretta a Sesto San Giovanni, che con stile e garbata ironia hanno stemperato l'impatto delle cifre, aiutando a "pensare positivo".

Valori pre '98
Pre-stampa, dopo stampa, cartotecnica, stampa: questi i comparti del settore, che nel 2003 ha registrato un fatturato complessivo di 378,936 milioni di Euro, in calo medio del 46,3% rispetto all'anno precedente (che era di 706,42 milioni). Si tratta di valori regrediti a livelli pre '98 (primo anno delle rilevazioni Argi, e accompagnati da una corrispondente riduzione di prezzi e di margini. Che dirne? Innanzitutto, che il 2003 giunge dopo tre anni di crescita molto elevata e, in particolare, dopo un 2002 sostenuto sia dalla congiuntura - allora ancora favorevole - sia dagli incentivi governativi agli investimenti (legge Tremonti e articolo 8 per il Sud). Lo ha premesso Baggi in apertura dei lavori e lo ha opportunamente ricordato il direttore vendite e marketing di Macchingraf Luca Lesi prima di illustrare i dati di bilancio. Il confronto fra i due esercizi deve tenerne conto, cosଠcome di altri fattori che hanno influenzato i risultati dell'anno in esame, fra cui uno slittamento nel tempo degli ordini, che porterà  a incassare quest'anno ciò che altrimenti avrebbe potuto contribuire a migliorare i conti del 2003. Ecco i dati salienti, relativi alle principali categorie di prodotto e riferiti ai macchinari nuovi installati nel corso del 2003, commentati dai membri dell'associazione.

• Pre-stampa:
monoprodotto e prezzi in calo - Il 2003 conferma il passaggio, già  evidenziato nei due anni precedenti, dai sistemi Computer to Film a quelli Computer to Plate che, assieme alla voce Workflow, rappresentano il 90% in valore dell'intero comparto pre-stampa, contro il 75% dello scorso anno. In questo contesto - ha sottolineato Lesi - le voci Proofing, CtF e Scanner sono passate dai 21,8 milioni di Euro del 2000 ai 7,8 milioni del 2002, fino ai 4,3 milioni del 2003, segno inequivocabile dell'orientemento monoprodotto del settore. L'effetto è evidente anche in un'analisi per quantità , che mostra come - fatto 100 il dato relativo al 1998 - il numero dei CtF si sia ridotto dell'80% e quello degli scanner del 90%, mentre il mercato dei CtP è decuplicato in soli quattro anni, stabilizzandosi in quantità  nel 2003 con un leggero calo rispetto al 2002 nei comparti VLF e Quotidiani. Se ne deduce, fra l'altro, che il calo di fatturato 2003 nella pre-stampa è legato a un consistente calo di prezzo medio del CtP, pari al 30% rispetto al 2002.

• Press in discesa, ma tiene il grande formato
- Il mercato delle macchine da stampa è sceso a 237 milioni di Euro contro i 449 del 2002, ossia a un valore addirittura inferiore ai 298 milioni di Euro del 1998. Disaggregando i dati per tecnologia, rileviamo una flessione anche nella stampa digitale professionale, che cresceva in modo continuo dal 1998, e un fatturato per rotative da giornali pressochà© nullo, peraltro compensato da importanti acquisizioni che verranno registrate del prossimo biennio. Quanto all'offset a foglio, dall'analisi dei gruppi stampa venduti risulta che ha tenuto solo il segmento del "largo formato", la cui quota sul totale delle unità  vendute è salita al 19%. Il fenomeno è ancora più evidente guardando ai fatturati, dove il largo formato rappresenta il 37% del totale: positivi nonostante un calo medio dei listini di circa il 15%.

• Dopo stampa: anno nero con un punto (metallico) positivo
- La post press, dopo i 170 milioni di Euro del 2002 e la crescita continua dai 101 milioni del 1998, cade a 89 milioni di Euro, con cali in tutti i settori. Dopo il boom del 2002 si ridimensionano al 10% le vendite di brossuratrici e cartonato, si dimezzano le vendite di piegatrici e si riducono gli investimenti nel taglio. L'unica voce positiva è relativa al punto metallico, il cui valore addirittura supera quello del 2002, chiaro sintomo - commenta Lesi - della generale tendenza a ridurre i costi.

Indici e trend
L'indagine Indici e Trend, avviata da Argi l'anno passato, ha l'obiettivo di integrare i dati di bilancio con le informazioni utili a comprendere i probabili trend evolutivi, e con l'analisi dei fattori influenti di natura economica (composizione del fatturato, prese d'ordine, costi e margini) e finanziaria (tempo medio di incasso). Ecco qualche suggestione, a partire dalle conclusioni: il calo di vendite registrato nel 2003 è evidentemente indicativo di grosse difficoltà  di mercato, e altrettanto chiaramente ha delle ricadute negative anche sui margini di profittabilità . Le previsioni per il 2004, tuttavia, si mostrano fiduciose nella ripresa del fatturato, anche se su livelli appena superiori al 2003, e molto lontani da quelli degli anni precedenti. «Certamente - commentano gli estensori della ricerca - i prossimi anni appaiono di frontiera per un settore diviso fra opportunità  di rilancio e una possibile maturità Â». Analizzando i dati, si scorgono comunque delle differenze degne di nota. Ad esempio, per l'anno in corso sono decisamente ottimistiche le previsioni di fatturato indiretto (ovvero realizzato in Italia, ma non direttamente dalle filiali italiane delle aziende rappresentate); diverso il segno, invece, delle prese d'ordine sin qui registrate (ma sul rallentamento forse pesa anche il classico "effetto Drupa", Ndr), che non lasciano presagire crescite imminenti. Interessanti, poi, le considerazioni che riguardano il reddito operativo: le differenze di valore fra le stime minime e massime sono cosଠelevate che gli economisti consigliano di basare le proprie valutazioni su una media che escluda i due estremi. àˆ, infatti, evidente che se la media aritmetica lascia prevedere per il 2004 una grande ripresa dei margini, questa si riduce drasticamente (ancora al di sotto dei valore relativi all'anno 2000) considerando invece la stima "mediana". Infine, un cenno alla ripartizione geografica delle vendite - concentrate a Nord, con un Centro in lieve calo e un Sud ancora marginale - e alle specificità  dei vari settori che costituiscono il comparto, fra cui figurano anche quello del confezionamento e della cartotecnica. Quest'ultima, in particolare, mostra una caduta di fatturato non drammatica (quasi 60 milioni di Euro contro gli oltre 65,5 del 2002) e un buon recupero già  durante l'anno in corso (quasi 64 milioni previsti), con prese d'ordine destinate a riallinearsi ai valori 2002. Sempre considerando la cartotecnica, a prezzi stabili, le stime Argi evidenziano infine un aumento progressivo e ulteriore dei costi e, soprattutto, un'ulteriore caduta dei margini, che passeranno dal -9% dell'anno scorso (fatto 100 il valore di riferimento del 2000) al -12% dell'attuale esercizio.
L'unione fa la forzaÂ… e altri progetti
All'assemblea Argi c'erano tutti: Silvana Canette (Acimga), Guido Corbella (Acimga, Ucima e Centrexpo), Giuseppe Meana (Assografici), Cinzia Caradini (Assocarta), Agata De Blasi (Atif)Â… e poi i rappresentanti dei grafici professionisti dell'ENIPG, la stampa di settore, le scuole professionali, il management delle aziende associate e gli uditori interessati agli aggiornamenti sul mercato. Ne valeva la pena, perchà© i dati relativi ai bilanci e ai trend sono sempre interessanti, ma anche perchà© la riunione è stata occasione per comunicare diverse, importanti, iniziative a livello istituzionale.
Per un maggiore coordinamento di filiera - La più rilevante, quantomeno sul piano politico, riguarda un progetto di coordinamento fra le diverse associazioni che rappresentano gli operatori della filiera (quelle, appunto, sopra citate), che inizia adassumere consistenza a partire dai "pourparler" fra Argi e Acimga, per il tramite dei rispettivi rappresentanti, Baggi e Corbella. Entrambi assertori del principio che l'unione fa la forza, soprattutto nei momenti di difficoltà , durante l'assemblea hanno comunicato la volontà  di dar seguito alle intenzioni, costituendo un "tavolo" congiunto che favorisca il dialogo con il ministero dell'Industria. Obiettivo: far presente agli amministratori pubblici il peso che nel contesto economico nazionale riveste la filiera grafica-stampa-converting, e sottoporre all'attenzione del governo i problemi settoriali che possono essere affrontati solo con il sostegno delle istituzioni pubbliche.
Un Osservatorio permanente - Quanto al côtà© "privato", le associazioni si propongono di stimolare senza ulteriori esitazioni le sinergie su vari fronti, a partire dalla rilevazione e dell'analisi dei dati economici, finora promossa da ciascuna istituzione da angolazioni e con ottiche diverse. Argi, dal canto suo, sta intensificando l'impegno. Durante l'assemblea ne hanno dato relazione Giorgio Brambilla, titolare della D.G. Vianini & C. e portavoce della Commissione contrattualistica, nonchà© Massimo Buongiorno e Walter Conca, docenti allo SDA Bocconi, che hanno illustrato i risultati delle ricerche già  condotte e informato su un nuovo, ambizioso, progetto: costituire un osservatorio che studi i trend della domanda e ne delinei le ricadute sull'industria del settore (per esempio sulla struttura dei margini), proponendosi alle aziende associate come utile strumento previsionale. Comunicazione e Formazione - Aggiornamenti, infine, sulla formazione, intesa come educazione e aggiornamento professionale delle maestranze, e come "acculturazione" del cliente, con l'aiuto della stampa tecnica. Baggi ne ha sottolineato l'importanza, ringraziando pubblicamente per la collaborazione e la competenza i responsabili dell'Istituto Professionale Pavoniano Artigianelli.
E Paolo Zerbi - direttore divisione BGGS in Agfa e responsabile della Commissione assisenza tecnica e servizi post vendita - ha celebrato il successo del primo corso per la formazione di addetti all'assistenza tecnica, organizzato presso l'autorevole scuola milanese: 1.050 ore e 14 allievi, tutti già  collocati ancor prima di terminare il ciclo di lezioni. Per l'immedato futuro Argi rilancia, dedicando alla formazione una commissione specifica che progetterà  nuovi corsi dedicati anche ad altre figure professionali, che ricalchino i ruoli attivi nelle aziende, e organizzerà  momenti formativi su richiesta di singole imprese.
(Italia I.)

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